KOROŠEC, ANTON. - Sacerdote ed uomo politico sloveno, n. a Sv. Jurig sulla Scavnica in Stiria nel 1872, m. a Belgrado il 14 dic. 1940. Nel 1906, eletto rappresentante del partito del popolo sloveno, entrò nel Parlamento austriaco, dove rimase fino alla caduta della monarchia asburgica.
A lui si deve la famosa «dichiarazione di maggio» (30 maggio 1917), nella quale si auspicava l'unione degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi in una comunità statale libera e democratica, che riconosceva la sola sovranità personale degli Asburgo. Presidente del Consiglio nazionale di Lubiana e Zagabria, dopo la caduta della mo
narchia strinse con Pasic il «patto di Ginevra», che dava vita al nuovo Stato serbo-croato-sloveno (SHS). Partecipò più volte al governo e nel 1928 ne ebbe anche la presidenza. In seguito, essendo stato sciolto il Partito sloveno del popolo per l'aggravarsi dei contrasti tra Serbi-Croati da una parte e Sloveni dall'altra, passò all'opposizione, e nel 1932 fu condannato al confine dal regime dittatoriale, istituito dai Serbo-Croati. Ritornò dopo l'uccisione di re Alessandro, essendosi associato al cordoglio nazionale e riebbe (1935) il Ministero dell'interno con la Presidenza del Senato.