KRAŚINSKI, Zygmunt. - Poeta polacco, n. a Parigi il 18 febbr. 1812, m. ivi il 23 febbr. 1859, fu uno dei tre maggiori romantici della sua nazione. Ebbe vita infelice sin dalla prima giovinezza, straziata dall'interna lotta fra la devozione filiale e il sentimento patrio: il padre, generale napoleonico passato al servizio della Russia, era legittimista; Z. invece soffriva profondamente di tutte le sventure causate alla Polonia dall'oppressione zarista. Costretto a diciassette anni a lasciare Varsavia per l'ostilità dei compagni di università, andò all'estero, né il padre gli permise di tornare in patria quando scoppiò l'insurrezione del 1830.
Quel che la rinunzia all'azione costò al giovane è espresso in una lettera, in cui invoca la pietà del Cristo, che solo può comprenderlo. Tuttavia non si ribellò; visse in esilio in Francia, Germania e Italia. Sposò per l'inflessibile volontà paterna Isabella Branicka, mentre il suo cuore era pieno di amore per Delfina Potocka, e questo rattristò anche più profondamente la sua vita, minata nella fragile salute. L'opera del K., che egli pubblicò con lo pseudonimo di «poeta anonimo della Polonia» riflette le sue tragiche esperienze interiori nel conflitto fra i suoi sentimenti di cristiano e di polacco. In un tempo in cui ribollivano con le aspirazioni nazionali gli odi e le lotte cruente, e ovunque le alte finalità contrastavano con i mezzi brutali da cui il K. aborriva, egli cercò dolorosamente il suo cammino, salendo dalla desolazione delle tenebre alla luce della fede e dell'amore. Nella Niebohska Komedja egli descrive con spirito profetico le lotte sociali che appena si andavano delineando; in Iridion («Iridione») il greco odiatore di Roma, che invano ha cospirato per distruggere la potenza, abbandona l'anima sua al principe delle tenebre perché gli conceda di vederla un giorno in rovina; quando, dopo sei secoli, si risveglia, comprende che non l'odio, ma l'amore dei cristiani delle catacombe che vivevano di preghiera e di martirio ha trionfato di quella potenza che pareva invincibile; per l'intercessione di una vergine cristiana anche l'anima sua sarà salva, e Iridione rinascerà in Polonia. Una luce di speranza per il mondo oppresso dal dolore brilla in Przedstawit («L'alba»), poemetto tra i più perfetti della letteratura polacca, in Trzy mysly H. Ligenzy («Tre pensieri di E. Ligenza»), nei Psalmy przys-

Le opere di carità sono rappresentate da 3 orfanotrofi i asilo per vecchi. Varie e fiorenti le confraternite, le associazioni pie e d'Azione Cattolica.
zlošći (« Salmi dell'avvenire»), e in genere nelle sue liriche. L'opera del K. è vasta e comprende anche altri poemi e romanzi giovanili. Fu pubblicato postumo il *Niedokończony poemat* («Poema incompiuto»); e così le *Listy* («Lettere»), di grande bellezza. Gli scritti del K., volta a volta drammatici, lirici, simbolici, hanno un forte contenuto filosofico ispirato all'hegeliano Cieszkowski, che spiegò la storia dell'umanità in un grande commento al *Pater*.