LASKI (a Lasco), Jan. - Riformatore polacco, n. a Lask (Polonia orientale) nel 1499 e m. a Pinczow 1589. Nipote del celebre arcivescovo e politico Jan il vecchio, fu da giovane in Italia, a Bologna, a Roma, coltivando gli studi umanistici, poi carissimo ad Erasmo di cui acquistò la biblioteca, e quindi a Parigi. In questo lungo soggiorno conobbe molti dei futuri capi della «riforma». Sacerdote nel 1521, ottenne, mercé l'influenza dello zio, cariche e benefici. Nel periodo 1524-26 essendo in missione diplomatica intensificò i contatti con i riformati. Nel 1530, sempre per l'influenza dello zio, ebbe dal re d'Ungheria, Giovanni Sigismondo Zápoly, il vescovato di Veszprem: tale nomina non fu però
confermata dal Papa. Crescevano frattanto i sospetti sulla sua ortodossia, tante erano le manifestazioni in contrario ch'egli offriva ed i contatti, ormai continu, con capi protestanti. Già nel 1538, del resto, egli era di fatto un protestante. Passando da Francoforte, a Lovanio, ad Emden era persino incaricato di reggere le Chiese riformate della regione. Nel 1544, in patria, giurò ancora adesione al cattolicesimo, ma ben presto si allontanò di nuovo e tornò ad Emden ad organizzarvi la comunità riformata in base a principi umanistico-calvinistici, decisa mente antituberani.
Intanto in Inghilterra, mentre Edoardo VI era minorenne ed il potere era nelle mani del Lord protettore, Somerset, e del primate della Chiesa inglese, arcivescovo Cranmer, questi, che attendeva alacremente all'organizzazione della Chiesa anglicana, chiamò il L. a collabo rarvi. Il L. giunse in Inghilterra nel 1550 e mentre era consigliere del Cranmer si dedicò particolarmente a quella colonia di protestanti esuli in seguito all'interim di Augusta del 1548, nota sotto il nome di Ecclesia per-gniorum. Calvinista nella questione della Cena, radicò nel culto, favorì l'introduzione dei laici nella direzione delle cose ecclesiastiche. Morto Edoardo VI (1553) è succedutagli Maria la Cattolica, il L. lasciò l'Inghilterra. Odiatissimo dai luterani che lo respinsero, in pieno inverno, insieme alla sua comunità riformata, dalla Da-nimarca, dal Meclemburgo, da Lubecca e da Amburgo, riparò alla fine, nel 1556, in Polonia, accolto dal re Sigismondo Augusto, presso cui aveva a lungo fatto pro-sione perché l'appoggiasse nei tentativi di riunire le Chiese protestanti polacche, aspramente divise fra loro sulla questione sacramentaria. Gli ultimi suoi sforzi furono appunto dedicati a cercar di riunire in una sola confessione calvinisti, luterani e fratelli moravi. Ottenne alcuni successi nella «piccola Polonia», dove lottò aspramente contro il cattolicesimo, ma i suoi sforzi di riunione, come dichiarava il Farel a Calvino, parevano destinati ad ottenere sempre effetto contrario. L'accordo si ebbe più tardi (1572), dodici anni dopo la morte del L., a Sandomierz, quando la virulenza della questione sacramentaria cominciò a declinare.