LEDÓCHOWSKI, WŁODZIMIERZ. - Ventiseissimo generale della Compagnia di Gesù, n. a Loosdorf (Austria) il 7 ott. 1866, m. a Roma il 13 dic. 1942. Paggiò alla corte dell'imperatore Francesco Giuseppe, frequentò il «Theresianum» di Vienna; studiò diritto nel Seminario di Tarnovia, filosofia nella Gregoriana a Roma, alunno del Collegio Germanico. Gesuita nel 1889, compì i suoi studi; indi dal 1897 fu scrittore e poi successivamente rettore della residenza e del Collegio Massimo di Cracovia e provinciale della Galizia. Nel 1906 fu eletto «Assistente» per la Germania; l'11 febbr. 1915, generale dell'Ordine. Come tale visse sempre a Roma, tranne una breve dimora a Zizers (Svizzera), nel periodo della 1 guerra mondiale (1915-18).
Durante il suo governo promosse con zelo e ferma costanza una grande serie di opere, nelle quali mostrò un intuito meraviglioso delle necessità dei tempi e del carattere e doti dei suoi sudditi per corrispondervi. Condusse a termine la revisione del diritto della Compagnia sul nuovo CIC; inculcò lo studio e la sequela di s. Tommaso d'Aquino, saggiamente determinata e chiarita secondo lo spirito della Chiesa; promosse con ardore le Congregazioni Mariane, l'opera degli Esercizi spirituali, l'Apostolato della Preghiera, l'incremento e l'aiuto delle missioni; favorì in tutti i modi l'attività editoriale popolare e colta per difendere la Chiesa e opporre un argine alle deviazioni di qualsiasi sorta. Sotto di lui, la Compagnia ebbe affidato l'Istituto Orientale e il Collegio Russico; la Curia generalizia e la Gregoriana ebbero nuove sedi. Le statistiche dimostrano che il suo governo fu uno dei più fecondi: nel 1915 le assistenze erano 5, le province 27, i membri 16.946; nel 1941 le cifre erano rispettivamente di 8, 50, 26.588; le missioni affidate ai Gesuiti (rebbero da 29 a 46; i missionari da 971 a 3785). Alla sua morte, l'attività educativa comprendeva, non computate le missioni, 15 università, 421 istituti di secondo grado con 138.800 alunni; l'attività letteraria: 1112 riviste in 50 lingue e opere innumerevoli. Novità più significativa fu quella di ammettere e di dare facoltà a buon numero dei suoi di professare il rito orientale. Da aggiungere la bella corona di santi e beati, di cui si ebbe la proclamazione, tra cui s. R. Bellarmino, s. P. Canisio, i ss. Martiri Canado-Americani, il b. C. La Colombière, il b. G. Pignatelli e numerosi martiri d'Inghilterra e di Scozia.