LUCIANO (ΛΟΥΚΛΙΑΝΌΣ) DI SAMOSATA

LUCIANO (Λουκλιανός) di SAMOSATA. - Retore e sofista, n. a Samosata (Siria) presso l'Europe verso il 125 d. C., m. ca. il 190. Viaggiò attraverso l'Impero: Gallia, Italia e da ultimo Egitto; si trattenne per un ventennio in Atene (165-85) dove si perfezionò nella sofistica e nell'uso della lingua greca da forbito atticista.

Scrisse 82 opuscoli di vario argomento nei quali sfoggiò il suo spirito sarcastico contro ogni forma di credenza teologica e di manifestazione religiosa da lui considerate superstiziose, ma assai in voga all'epoca sua. Predilesse la forma dialogica nella quale sono scritti i Dialoghi degli dei, in numero di 26, in cui pone in ridicolo la religiosità popolare; i Dialoghi dei morti (30) in cui si attreggia la fama usurpata da personaggi ritenuti illustri; i Dialoghi marini (15) di spirito affine a quelli degli dei; i Dialoghi delle cortigiane specchio della vita sociale del tempo. Non fu ateo, anche se ritenuto tale per la sua spregiudicatezza in materia teologica, ma certamente antimistico e oppositore dei molti filosofisti contro i quali scrisse: Il pescatore, I filosofi all'incanto, Nigrino, Simposio; e dei ciarlatani in vena di taumaturghi e di artealoghi da lui smascherati in Alessandro o il falso profeta. Non è il caso di dar notizia di tutta la produzione di L. Si segnalano il Sogno, dove narra la sua vita; l'Anacarsi, finissima ironia del sistema educativo dei Greci basato sull'agonistica; la Storia vera, satira delle fantastiche narrazioni di viaggi a cominciare da quella di Ulisse nel l'Odissea; il Modo di scrivere la storia, anch'esso di contenuto elegantemente satirico. Contro il cristianesimo non ebbe la violenza e il vigore dialettico di Celso, ma pose i suoi seguaci in luce non simpatici, seppur non ostile, tra la categoria dei fanatici e quasi dei pazzi. Il cristiano è raffigurato (De morte Peregrini) da un filosofo cinico, di nome Proteo che, dopo una vita scandalosa macchiata anche di parricidio, si converte al cristianesimo e, data la sua abilità, riesce ben presto a divenire direttore delle assemblee dei cristiani, a interpretare i loro libri sacri, a scrivere gli stesso, si che dai confratelli di culto è tenuto in altissima stima (alludendo a Cristo, L. afferma che fu un grande uomo, crocifisso in Palestina perché introduceva nella vita nuovi misteri). Questa stima non venne meno neppure quando Peregrino fu incarcerato per parricidio, anzi gli procurò ricchezze e una fedele assistenza, dopo la sua scarcerazione fino al giorno in cui fu abbandonato perché fu visto gustare carni immolate agli idoli. Ritornato cinico, Peregrino Proteo si dette la morte su un rogo da lui stesso preparato durante i giochi olimpici forse del 165. A parte la figura di troppo creduli che i cristiani fanno ritenendo Peregrino un «nuovo Socrate» e «un dio», L. traccia di essi un profilo che, in sostanza, risponde alla realtà: uso di libri sacri e di assemblee, fede nell'immortalità, amore fraterno, assistenza reciproca, nessuna accusa di turpitudini a loro carico, disprezzo della morte, prontezza a sconfessare chi non mette in pratica i precetti della religione. Molti sono gli scritti di L. considerati puri ma è da escludere da questo elenco il De Syria Dea che descrive il santuario di Atargatis, la grande divinità della sua regione nativa; mentre v'è da includere il Philopatri, scritto bizantino (si sa che L. fu assai in voga nell'età bizantina) dell'epoca dell'imperatore Niceforo Foca (ca. 968) dove è descritta una contesa tra un conservatore (Triefone), che aborvia la retorica ellenistica rifondante in quell'epoca a Costantinopoli, e un difensore della medesima (Crizia).

In sostanza L. è scrittore che non ha approfondito nessuno degli argomenti di cui parla, solo pago di presente in forma viva una fedele pittura dei costumi del tempo, con inesauribile brio, abbondando di spiritose facce, con abile uso dell'ironia e della satira, con disprezzo profondo per tutte le forme della superstizione. Bisogna tuttavia osservare, a questo proposito, che pur descrivendo i cristiani come inclini al fanatismo religioso ha tracciato del cristianesimo un breve profilo che ne coglie alcuni dati essenziali.

BIBL.: M. Croiset, Essai sur la vie et l'oeuvre de Lucien, Parigi 1882; W. von Christ, W. Schmid, Gesch. der griech. Lit. ratur, 6a ed., Monaco 1924, pp. 693-704; G. Gallavotti, L. nella sua evoluzione artistica e spirituale, Lanciano 1932.

Nicolas Turchi