MARCELLA, SANTA

MARCELLA, santa. - Nobile vedova romana, discepola di S. Girolamo. N. verso il 335, ancora in tenera età conobbe s. Atanasio (339 o 340) e i due monaci che lo avevano accompagnato a Roma, Ammonio e Isidoro. Da loro M. apprese i meravigliosi racconti del deserto, popolato di solitari, e da Atanasio ricevette in dono la vita, che egli stesso aveva scritto, di s. Antonio, vivente ancora nella Tebaide.

Rimasta vedova dopo sette mesi di matrimonio, rifiutò di sposare il ricco Cereale; si creò un eremitaggio nel suo stesso palazzo dell'Aventino, e nel 374 fu confermata nel suo proposito dal monaco Pietro, venuto dall'Egitto. Altre donne dell'aristocrazia romana seguirono l'esempio di M., formando sull'Aventino il primo monastero in senso largo di cui si abbia notizia in Roma.

Dal 382 al 385 s. Girolamo ne divenne il direttore spirituale, sciogliendo di giorno in giorno le difficoltà che incontravano nella lettura dei testi sacri. A M. Girolamo dedicò un libro di sedici epistole (De viris illustribus, CXXXV; Ad Marcellam epistularum liber unus).

Partito Girolamo per l'Oriente, la comunità dell'Aventino gradatamente si sciolse: M. in un primo tempo si ritirò con Principia in una villa del suburbio. Tra il 400 e il 403 molto si adoperò con Pammachio ed Oceno, presso papa Anastasio, per la condanna di Origene.

Nel 410 fu spettatrice del sacco di Roma; fu percossa dai soldati di Alarico perché non avevano trovato le sperate ricchezze: ottenne tuttavia di accompagnare Principia alla basilica di S. Paolo, dove pochi giorni dopo morì fra le braccia di lei. Girolamo ne tessé l'elogio in una lettera a Principia (Ep. 127; PL 22). Il Martirologio romano ne commemora la festa il 31 genn.

BIBL.: Acta SS. Ianuarii, III, Parigi 1863, pp. 720-24; L. Panthe, Histoire de St Marcelle, 2a ed., ivi 1884; G. Grützmacher, Hieronymus, I, Berlino 1908, pp. 225-42; III, ivi 1908, pp. 193-98; F. Cavallera, St Jérôme, I, I, Lovainio 1922, pp. 85-89, 114-19; A. Penna, S. Girolamo, Torino 1949, p. 75; S. Martyr. Romanum, p. 43.