MARIA CRISTINA di Savoia, regina delle DUE SICILIE, venerabile. Ritratto di scuola napoletana - Napoli, Museo di S. Martino.

(per carteria del p. Giacinto del S.mo Crocifisso)
L'anno successivo l'Espartero si impadronì con un colpo di Stato della reggenza, costringendo M. C. ad abbandonare la Spagna. Essa poté rientrarvi soltanto nel 1843, dopo che Isabella fu dichiarata maggiorenne ed ebbe assunto i poteri sovrani. Ciononostante M. C. continuò a dirigere la politica iberica, limitando l'autorità del Parlamento e imponendo le nozze della figlia con il cugino don Francesco d'Assisi (1846). Nel 1854 una nuova sollevazione la bandì una seconda volta sotto l'accusa di avere dilapidato le finanze pubbliche per arricchire il marito morganatico Agostino Muñoz, a cui fece conferire rango di duca e dal quale ebbe tre figli. Riammessa in Spagna dopo due anni di esilio, non ebbe più alcuna parte nelle vicende politiche e trascorse il resto della sua esistenza nell'ombra, sopravvivendo di dieci anni alla detronizzazione di Isabella. Morì in Francia, dopo avere assistito alla parentesi repubblicana, al nuovo tentativo carlista, al breve regno di Amedeo di Savoia e alla restaurazione borbonica nella persona del nipote Alfonso XII. Durante gli anni del suo predominio ebbe luogo l'intervento militare della Spagna contro la Repubblica romana del '49.