MARIA d'OOSTERWIJK (Maria Van Hout; de Ligno, Lignana). - Mistica, n. a Oosterwijk, villaggio vicino a 's Hertogenbosch (Boscoducale) nel Brabante settentrionale, ca. il 1470 da ricca famiglia, m. a Colonia il 30 sett. 1547; dalla casa paterna passò nel beghinaggio del paese natio e giovanissima ancora si incamminò verso l'alta contemplazione.
Nel 1531 il certosino G. Kalckbrenner pubblicò anonimo un primo scritto di M. Van Hout, Der rechte wech tzo der Evangelischer volkomenheit (Via vera alla perfezione evangelica), con l'appendice di alcune lettere spirituali di lei, che lasciano vedere tutto lo sviluppo sublime di quest'anima innamorata dall'assoluto divino; poi nel 1532: Dat Paradijs der liefhacender sielen (Il Paradiso delle anime amanti). Non possono attribuirsi a M. i due capolavori della spiritualità neerlandese nel sec. XVI: Vanden tempel onser sielen (Del tempio dell'anima nostra [1543, ripubblicato più volte fino al 1626 e tradotto in varie lingue]) e Die evangelische Peere (La perla evangelica [1535 e 1538]), che sono invece opere di una sua amica intima, di cui M. condivide la dottrina e lo spirito.
L'influsso dei suoi libri, nei Paesi Bassi, in Francia (Ecole française) e in Germania, è incalcolabile. La dottrina di M., di carattere molto speculativo, è essenzialmente cristocentrica e teocentrica; la vita sacramentale e liturgica vi ha una funzione organica ben definita. M. presenta la sintesi delle correnti mistiche del medioevo nei Paesi Bassi e in Renania.