MARIA STUART (STUARDA), REGINA DI SCOZIA

MARIA Stuart (Stuarda), regina di SCOZIA. - N. l'8 dic. 1542 nel castello di Lilithgow; figlia di Giacomo V, re di Scozia, e di Maria di Lorena, fervente cattolica e nipote del duca di Guisa, di Francia.

Nel nov. dello stesso anno il padre subì un rovescio militare a Solway Moss combattendo contro i riformati, e di lì a poco morì, sei giorni avanti la nascita della figlia. In Scozia era penetrato il calvinismo e vi metteva profonde radici per opera di Giovanni Knox, audace predicatore. Per l'infante M. fu reggente la madre; circostanza che favorì la ribellione della nobiltà scozzese aderente alla Riforma. La Francia, da più anni alleata per parentele dinastiche, ora strinse i nodi con la Scozia, mentre la Chiesa anglicana minacciava di assorbirla, ed Enrico VIII vi sosteneva il partito protestante sperando nell'unione delle due corone. M. si trovò contesa dalle due parti: a Londra la si voleva fidanzare con il principe di Galles; a Parigi la si voleva delfina di Francia. Vinse la Francia e la reggente ne favorì i piani: nel luglio 1547 una flotta francese tolse ai calvinisti la fortezza di St. Andrews; Knox fu catturato e condotto in Francia, e di lì a poco M. fu fidanzata con il delfino Francesco (il futuro Fran-

Eletta superiore nel 1825, vi fondò subito l'Opera delle Maddalene, vera congregazione di stretta clausura, consacrata alla preghiera e alla penitenza. Ma essa voleva un'Opera, di cui le case non fossero autonome e quindi le religiose potessero sciamare per tutto il mondo, e l'occasione si presentò ad Angers. Mandatavi a restaurare l'Opera chiamata del Buon Pastore, che accoglieva fanciulle da riabilitare o preservare, e fattavi priora nel 1831, riuscì nonostante infinite

cesco II); nel luglio 1549 il Parlamento scozzese approvò il fidanzamento. Era la vittoria ufficiale del partito cattolico. Ma la reggente non si sentiva sicura. Una flotta francese, da lei sollecitata, scacciava i presidi Inglesi e trafugava in Francia la piccola M., che fu allevata nella corte dei Valois. Frattanto il Knox riebbe la libertà e venne a predicare in Inghilterra, poi in Scozia, dal 1.50 al 1551, componendo una lega tra i riformati e aprendo la lotta contro la Reggente. Nel 1558 M. sposava il Delfino di Francia, che per l'improvvisa morte del padre saliva al trono dei Valois con il nome di Francesco II. M. a 17 anni era regina di Francia e regina di Scozia. Anzi i cattolici di Inghilterra la consideravano l'erede legittima di Maria Tudor, poiché Elisabetta era per essi la «bastarda». Tanto splendore di regalità presto entra in eclissi. Nel dic. 1560 M. perde il marito e il trono di Francia; Elisabetta getta tutte le sue forze nella sua guerra al cattolicesimo. Knox è ridivenuto popolare. Un'insurrezione della nobiltà e della plebe spoglia di ogni potere Maria di Lorena; questa muore di lì a poco (giugno 1560). Il Parlamento, convocato d'urgenza per influsso di Knox, vieta l'esercizio del culto cattolico, sotto pena di morte, e sanziona il calvinismo. Rientrando nel proprio Regno, M. era attesa da una nobiltà repubblicana, da una plebe ruvida e con abitudini di violenza. Difficile compito rimettere in piedi la monarchia depressa e la religione cattolica soffocata.

M. ottenne per sé il diritto di una cappella privata, per il suo culto cattolico: ma pur lì era oggetto di insulti da parte dei riformati; lo stesso Knox presumeva di tenerle cattedra di calvinismo nelle sale della reggia. M. credette di avere un protettore sposando (luglio 1565) un cugino, Enrico Stuart conte di Darnley. Per l'insperienza politica del marito, M. si giovò di un italiano, buon cattolico, cantore nella sua cappella, Davide Riccio. Il Darnley, ingelosito, lo soppresse sotto gli occhi di M., tenuta immobile col pugnale alla gola. Era nel sesto mese di gravidanza. Il pensiero della vendetta entrò nel suo cuore. Un avventuriero, il conte di Bothwell, di cui si era invaghita la Regina, fu l'esecutore. Il Darnley cadde con la sua stessa casa, per esplosione di polveri, nella notte dal 9 al 10 febbr. 1567. Di lì a tre mesi, Bothwell era sposo di M., dopo aver divorziato dalla propria moglie.

Giovanni Knox, più che settantenne, ridestò l'agitazione con impeto giovanile. Vi fu guerra aperta. Gli insorti sconfissero le truppe della Regina. Bothwell riparò in Norvegia; M. fu condotta a Edimburgo, prigioniera. Chiusa nel castello dell'isola di Loch-Lever, sottoscrisse l'atto di abdicazione in favore del figlio, dopo di aver affidato la reggenza al conte di Moray.

Un anno dopo M. riuscì ad evadere (2 maggio 1568): chiamò a raccolta i suoi aderenti, poté disporre di un esercito. Sconfitta dal Moray a Longside, si rifugiò in Inghilterra, sperando ospitalità da Elisabetta. Questa la tenne prigioniera per 19 anni. Le cospirazioni tentate dai cattolici d'Inghilterra e di Francia, con aiuti di Filippo II, per liberarla rovesciando dal trono Elisabetta, ebbero esito negativo. La scoperta di un complotto, nel 1586, contro la vita di Elisabetta, servì a legalizzare la condanna a morte di M. dopo una parodia di processo. La sentenza fu eseguita 3 mesi dopo, il 9 febbr. 1587, suscitando una commozione che arrivò fino ai romantici (cf. Schiller).

BBL.: M. Mignet, Histoire de Marie S., Parigi 1854; M. Philippson, Histoire du règne de Marie S., 3 voll., ivi 1891; H. Fleming, Mary Stuart, 2ª ed., Londra 1898; H. Pollen, Papal negotiation with Mary queen of Scots, Edimburgo 1901; id., Mary Queen of Scots and the Babington Plot, ivi 1922; R. Mahon, Mary Queen of Scots, Cambridge 1924; Pastor, VII, pp. 456-77; VIII, pp. 300-25; X, pp. 277-99; P. Henry-Bordeaux, M. S., 2 voll., Parigi 1938. Vedi pure G. R. Preedy, The life of John Knox, Londra 1940, passim; E. Percy, John Knox, nuova ed., ivi 1945, passim. Ettore Rota

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“MARIA STUART (STUARDA), REGINA DI SCOZIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 104. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/maria-stuart-stuarda-regina-di-scozia.