MĒGHILLÔTH, HĀMĒŠ (« CINQUE ROTOLI »)

MĒGHILLÔTH, HĀMĒŠ (« cinque rotoli »). - Denominazione sorta ca. i tempi di s. Girolamo, derivata dalla liturgia sinagogale, per indicare i « cinque volumi » del Vecchio Testamento, che si leggono interi ciascuno nelle singole grandi feste giudaiche: il Cantico, nell'ottavo giorno di Pasqua; Rut nella Pentecoste; le Lamentazioni, il 9 di 'ābh per la distruzione di Gerusalemme ad opera di Nabuchodonosor (cf. Zach. 7, 3) e poi di Tito; l'Ecclésiaste nella festa dei Tabernacoli; Ester in quella dei Pūrīm (14 di 'adhār). Il raggruppamento è proprio della Bibbia ebraica, fra i Kāthābhīm, e risale alla fine del sec. IV; manca nei Settanta e nella Volgata.

L'ordine varia nei manoscritti. Quello oggi in uso segue la serie cronologica delle 5 feste cui i H. M. si riferiscono; esso è dato dalle prime tre edizioni della Bibbia intera (Socino 1488; Napoli 1491-93; Brescia 1494), le quali per altro mettono i H. M. immediatamente dopo il Pentateuco.

BIBL.: Chr. D. Ginsburg, Introduction to the massoretic-critical edition of the hebrew Bible, Londra 1897, pp. 4, 7; Institutiones Biblicae, I, 5e ed., Roma 1937, p. 10 sp.; D. Buzy, L'Ecclésiaste (La Ste Bible, ed. L. Pirot, 6), Parigi 1946, p. 191. Francesco Spadafora
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“MĒGHILLÔTH, HĀMĒŠ (« CINQUE ROTOLI »).” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 380. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/meghilloth-hames-cinque-rotoli.