MISSIONOLOGIA

MISSIONOLOGIA. -

I. DEFINIZIONE

Gli studi missionari ebbero inizio nel secolo scorso, prima per opera dei protestanti e poi dei cattolici, in Germania. Vari furono i termini per indicarli nelle diverse lingue, fino a che nel 1915 il p. van Rijcheversel introdusse i neologismi «m. » e «missionologo ». Il nuovo termine fu ben presto accolto ovunque, ma mentre a Roma e in Italia si preferisce la forma «m. », in altre nazioni amano dire «missionologia », perché più facile a pronunciarsi e più breve. Alcuni autori protestanti hanno proposto termini strani, ma senza successo.

È evidente che la definizione delle missioni porta necessariamente a quella di m. Le definizioni date da J. Schmidlin e G. B. Tragella sono state le più comprensive ed hanno aperto la via alla definizione odierna, secondo cui la m. oggettivamente è il complesso delle cognizioni circa l'opera della plantazione della Chiesa cattolica nei suoi principi dottrinali, nelle sue norme pratiche e nel suo sviluppo storico.

Lo studio, quindi, della m. ha una parte dottrinale, che si rifà alla teologia, ed un'altra parte pratica, che riguarda la metodologia e la storia e quindi ha piuttosto il carattere di una specializzazione.

II. DIVISIONE

Dalla definizione di m. si devono dedurre i criteri per dividerla nelle sue parti, che fondamentalmente sono due: la dottrinale e la descrittiva o storica. Questa divisione, proposta da Streit, fu ripresa ed ampliata dallo Schmidlin e seguita con leggere modifiche da Tragella, Charles, Pio de Mondreganes, Perbal, Krol, Carminati, Rommerskirchen e Pageau.

In genere gli autori sono d'accordo su queste due divisioni fondamentali, ma i criteri non sono eguali nel determinare le suddivisioni e precisarne l'oggetto. Quasi tutti, però, dividono la m. dottrinale in fondamento e generale e pratica o normativa. La prima tratta dei principi generali di tutta la m., determinando in primo luogo la definizione e il fine delle missioni, espone l'insegnamento della Chiesa circa l'opera della propagazione della fede e svolge la storia della letteratura missionaria cattolica e protestante. La parte normativa è duplice, giuridica e metodologica. La giuridica ha un'importanza particolare, perché l'apostolato è un'attività regolata da molteplici disposizioni canoniche e tratta prima dei principi generali del diritto missionario e poi parla dell'organizzazione centrale e periferica, cioè della gerarchia missionaria. La metodologia merita uno sviluppo particolare, perché stabilisce le norme pratiche per svolgere un'efficace opera di apostolato in mezzo ai vari popoli da convertire. In primo luogo parla della formazione intellettuale e morale dei missionari e quindi tratta dei principi di adattamento e dei mezzi spirituali e naturali di apostolato. Tra questi ultimi sono in genere annoverati la predicazione, il catechumenato, le scuole, il clero indigeno, ed anche l'arte e la musica e le opere caritative e sociali. Quindi la metodologia tratta delle principali religioni e popoli, ma solo per stabilire le norme pratiche dell'apostolato in mezzo ad essi, si da trarre il massimo vantaggio da tutti quegli elementi più vicini alla religione cattolica. Né va dimenticata la metodologia da seguire per ricondurre all'ovale i protestanti e gli eterodossi.

Appartiene alla parte metodologica anche l'esposizione delle opere di collaborazione missionaria e, secondo alcuni, anche la trattazione sul dovere missionario della Chiesa e dei fedeli, che per altri dovrebbe trovare posto nella parte fondamentale.

Viene per ultima la parte descrittiva, che è divisa in storia delle missioni e in missionografia, con le suddivisioni di geografia e statistica missionaria. È chiaro che in un'esposizione generale di tutta la m. questa parte deve essere limitata ai principi fondamentali e a direttive generali, lasciando a pubblicazioni particolari lo svolgimento di tutta la vasta materia.

Alcuni introducono nella divisione generale della m. nazioni di etnologia e della scienza delle religioni, ma a parere di molti lo studio di queste scienze ausiliarie, sebbene molto utile e spesso indispensabile, può essere svolto solo in appendice.

BIBL. : G. B. Tragella, Aviamento alle missioni, Milano 1905; P. Charles, Les dossiers de l'Action missionnaire, 2a ed., Lovano 1938-39; P. De Mondreganes, Manuale de m., 2a ed., Madrid 1947; trad. it., Torino 1950; J. E. Champagne, Manual d'action missionnaire, Ottawa 1947; I. Paulon, Plantatio Ecclesiae, Roma 1948; S. Pavenzi, La Chiesa missionaria, Manuale di m. dottrinale, ivi 1949; id., La Chiesa missionaria, Manuale di cooperazione missionaria e di missionografia, ivi 1950; A. Mulders, Inleiding tot de Missiewetenschap, 2a ed., Bussum 1950, pp. 13-39.

Saverio Pavenzi