MONTEVERGINE, ABBAZIA di. - Storico santuario sul Monte Partenio, a 1270 m. sul mare, presso Avellino. Fu fondato da s. Guglielmo da Vercelli tra il 1114 e il 1126 nel luogo detto «Acqua delle colombe» sui ruderi d'un tempio pagano della dea Cibele, dove, già nel periodo delle persecuzioni, avevano trovato temporaneo rifugio s. Felice, vescovo di Nola, s. Modestino, vescovo di Antiochia, con i ss. Fiorentino e Flaviano, s. Ippolito e nel 685 s. Vitaliano, vescovo di Capua, il quale vi innalzò la prima cappella in onore di «Sancta Maria de Monte Virgine». La prima chiesa fu consacrata nella Pentecoste del 1124 e dedicata a Maria S. Ma. Giovanni, vescovo di Avellino, con bolla del maggio 1126, concessa al cenobio l'esenzione dalla giurisdizione episcopale.
Il santo fondatore vide sorgere altri monasteri in tutto il regno dei Normanni e il loro numero crebbe ancora dopo la sua morte, avvenuta a S. Salvatore del Goleto, presso S. Angelo dei Lombardi, nel 1142. L'abate Giovanni ottenne da Alessandro III (1181) l'approvazione per il nuovo Istituto, militante sotto la Regola di s. Benedetto. Il medesimo abate, crescendo sempre il numero dei monaci e dei pellegrini, fece costruire una nuova chiesa, consacrata l'11 nov. 1182, alla presenza di 13 vescovi.
M. acquistò ben presto anche grande importanza politica con il dono che fece Enrico VI, nel 1195, all'abate Daniele, del Castello e della baronia di Mercogliano, e con i beni e privilegi, che i sommi pontefici e le dinastie regnanti elargirono. Nel 1310, Caterina di Valois, col
donare alla badia la preziosa icone bizantina, che Baldo vino II aveva trafugato da Costantinopoli, per le sfortunate vicende dell'Impero latino d'Oriente, accrebbe la celebrità d'un pellegrinaggio già florente.
La vita della badia di M. durò ricca di vitalità e di splendore per oltre due secoli finché, nel 1430, fu data in commenda e nel 1515 dall'ultimo abate commendatario, il card. d'Aragona, venduta all'Ospedale dell'A.G.P. di Napoli. Pio V, con bolla dell'ag. 1588, la restituì ai Verginiani. Seguono due secoli di prosperità, nei quali l'abbazia, ritornata quasi a nuova vita, ripiglia a poco a poco il suo primitivo rigoglio per opere di virtù e di ingegno, finché la soppressione francese prima e quella del 1860 poi non le diedero il colpo fatale, disperdendone i religiosi e incamerandone i beni. L'ultimo abate verginiano, D. G. De Cesare, ottenne nel 1879 da Leone XIII che fossero richiamati i Benedettini Cassinesi della P. O.
L'aspetto attuale della Basilica è un rifacimento del sec. XVII. L'interno è a tre navate, con la cappella della Madonna nella prima metà della navata di destra. Fu iniziata dall'abate Danuscio e condotta a termine (1640) dall'abate Giordano, su disegno di Gian Giacomo Conforti. Notevoli ricordi storici ed artistici: l'altare maggiore, prezioso musicao fiorentino del '600; sedia lignea (sec. XII), ricordo della giurisdizione civile degli abati; coro (1573); baldacchini in musicao cosmatesco; sarcofagi longobardi; mausoleo di Caterina Filangieri; Crocifisso ligneo del sec. XIII; sarcofago romano; tavola della Madonna di S. Guglielmo. Oltre il corpo del santo fondatore si venerano 19 corpi di santi ed altre insigni reliquie. Più di 500.000 sono i fedeli e visitatori che ogni anno vi si recano in devoto pellegrinaggio. L'Archivio, ricchissimo, è custodito nel Palazzo abbaziale di Mercogliano, diviso in due sezioni (membranaceo e cartaceo).
CARLO RABASCA
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**MONTEV

Montevergine, abbazia di - Diploma dell'abate Donato di M., con cui si dispone, in favore dei poveri, dell'uso di alcuni beni della Badia (sett. 1210) - Montevergine, Abbazia, archivio.
(da lton Lols R. de Santiago, La iarbada de la rat-derd de Montevideo, Montevideo s. a., p. 81 Montevideo, arcidiocesi di - Facciata della Cattedrale, Arch. Bernardo Poncini e Llambias de Olivar (dal 1941 al 1949 la facciata è stata restaurata e completata sull'antico progetto).
MONTEVIDEO, ARCIDI
IDEO, ARCIDIOCESI di. - Arcidiocesi e città capitale dell'Uruguay. Ha una superficie di 40.062 kmq. con una popolazione di 1.345.000 ab. dei quali 935.000 cattolici, distribuiti in 82 parrocchie, servite da 97 sacerdoti diocesani e 450 regolari, un se-minario conciliare, 71 comunità religiose maschili e 110 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 277).**
Fino al 1620 il territorio fu sotto la giurisdizione di Buenos-Aires; nel 1828 venne eretto a vicariato apostolico; il 13 luglio 1878 il papa Leone XIII creò la diocesi e primo vescovo fu mons. Giacinto Vera; lo stesso Pon-tefice il 19 apr. 1897 elevò M. a metropolitana, assegnando le quali suffragano le diocesi di Florida-Melo e Salto; primo arcivescovo fu mons. Mariano Soler.
La città fu fondata nel 1723 da Portoghesi. La cattedrale, iniziata nel 1803, fu completata solo nel 1905; altre chiese notevoli sono quelle di S. Francesco, di Aguada, del Seminario, della Concezione, della Madonna di Lourdes, del Reducto, delle Adoratrici, dei Redentoristi, dei Cappuccini e la cappella Jackson dei Gesuiti. Grandi edifici sono quelli del Club Catolico e del Circulo Católico de Obreros. Nel 1880 vi fu fondato il Museo nazionale; più tardi il Museo e l'Archivio storico, il Museo di belle arti, il Museo metereologico nazionale. Le due principali biblioteche sono la nazionale e quella annessa alla Università.
