trionale. Non fu da meno di lui Paolo III, che costituì per il figlio Pier Luigi un ducato a Castro, dove i Farnese avevano i loro possessi ereditari, aggiungendovi il governo perpetuo di Nepi, Ronciglione e Caprarola, e poi nel 1545 gli diede in feudo la signoria di Parma, Piacenza e Guastalla, che appartenevano alla S. Sede, ma erano esposte alle mire ambiziose dei principi circostanti. Con lui termina questa forma di n. Paolo IV tolse ai nipoti Carafa quanto aveva loro concesso, quando s'accorse della loro indegnità. Il vento di riforma ormai potente in seno alla cristianità e le mutate condizioni politiche dell'Italia liberarono la Chiesa da una tendenza generalmente deplorata; Pio V con bolla Admonet nos (29 marzo 1567), vietando l'investitura di domini papali, ne impedì giuridicamente il ritorno. Più difficile da sradicare fu quello che fu chiamato il piccolo n., consistente nell'in-grandire la propria famiglia con dignità, redditi e possedimenti ecclesiastici e civili. Esso assunse un particolare aspetto con l'istituto del « cardinal nipote », detto anche « cardinal padrone », che compare nel primo decorrere del sec. XVI ed assume forma definitiva con Pio IV, per cui un membro della famiglia, di solito un nipote, era a capo della segreteria pontificia e di tutta la Curia, arbitro quindi dei favori pontifici. Gli Aldobrandini, i Borghese, i Barberini, i Pamphili ripetono da questo le loro fortune; e l'abuso provocò la cost. Romanum decet pontificem di In-nocenzo XI, pubblicata da Innocenzo XII, il 22 giugno 1692, con cui si intendeva impedire ai papi di arricchire i parenti e si abolivano uffici e dignità riservate sino allora a costoro. Con Pio VI si ebbe un momentaneo fiorire del n. in favore dei Braschi, ma i suoi successori seppero mantenersene estranei.
NEREO E ACHILLEO, SANTI, MARTIRI
BIBL.: Acta SS. Maii, III, Parigi 1866, pp. 4-16; G. B. De Rossi, L'elogio damasiano dei martiri N. e A., in Bull. arch. crist., 2a serie, 5 (1874), pp. 20-26; id., Insigni scoperte nel cimitero di Domitilla, ibid., 6 (1875), p. 7 seg. e tav. 4; P. Franchi de' Cavalieri, I ss. N. ed A. nell'epigramma damasiano, in Note aggiorafiche (Studi e testi, 22), III, Roma 1909, pp. 43-55; J. P. Kirsch, Die römischen Titelkirchen im Altertum, Paderborn 1918, pp. 90-94; Martyr. Hieronymianum, p. 249; Martyr. Romanum, p. 185; A. Ferrara, Epigramma damasiano, Città del Vaticano 1942, pp. 101-104; A. Guerrieri, La chiesa dei SS. Nereo ed Achilleo, Città del Vaticano 1951. Agostino Amore