NERSES KLAJETZI, santo. - Detto anche Snorhall ossia Grazioso, per la mitezza e la carità evangelica usata verso tutti: n. il 1102 dal principe Apirat Pahlawouni, fu katholikós armeno dal 1166 alla sua morte, nel 1173; fu introdotto fra i santi del calendario della Chiesa armena.
Fu insigne poeta e innografo sacro. Ha inoltre lasciato pregevoli scritti dogmatici e un interessante epistolario, come anche la bella Lettera Enciclica di contenuto canonico.
Fu ardente promotore dell'unità della Chiesa. Restano memorabili le sue trattative aperte, grazie alla politica conciliante dell'imperatore bizantino Manuele I Comneno, con il filosofo e teologo greco Theorianos, nel 1170 e 1172, e concluse con successo. N., dopo avere convinto gli interlocutori dell'ortodossia della formula tradizionale armena, di una natura dell'Unigenito Verbo Incarnato purché intesa nel senso di s. Cirillo d'Alessandria, sottoscrisse alla formula del IV Concilio Ecumenico, riconoscendone la precisione. Egli superò con il suo spirito conciliativo la stretta di Bizantini, specie del patriarca Michele III Anchialos (1169-77), il quale premeva troppo sulle divergenze disciplinari, ammettendo la miscela del calice e l'unificazione del calendario nelle feste del Signore, cioè il Natale, Annunciazione, Purificazione, s. Giovanni Battista e gli Apostoli. Mentre stava per convocare un sinodo nazionale armeno, per fare ammettere al proprio episcopato, specie dell'Armenia orientale, queste riforme da lui accettate, N. morì.