NICCOLÒ dell'ARCA. - Detto anche N. da Bari o N. d'Apulia dal suo luogo di nascita. Scultore italiano, n. 2010 al 1435 e m. a Bologna nel 1494.
Dal 1469 al 1473 lavorò intorno all'Arca di S. Domenico (da cui il suo soprannome) aggiungendo alla parte preesistente di N. Pisano e scolari la cimosa con gli Evangelisti, l'Eterno Padre, il Cristo nel sarcofago fra due angeli e cinque santi. In quest'opera celebratissima N. fa rivivere in un mondo fantastico espressioni d'arte franc-fiamminga unita ad effetti di grazia squisitamente toscana. Forse del 1474 è il busto in terracotta raffigurante s. Domenico, nella medesima chiesa bolognese, in cui è facile notare un carattere minutamente descrittivo che trova riscontro in certi particolari più naturalistici dell'Arca, mentre la colossale Madonna di Piazza, del Palazzo comune di Bologna, datata del 1478, testimonia un nuovo momento stilistico del N. con riflessi dell'arte del Verrocchio. Esegui, sempre in Bologna, con grandiosità ampia ed equilibrata, l'aquila in terracotta per il portale di S. Giovanni in Monte, databile poco prima del 1481.

1819
NICCOLÒ DELL'ARCA - NICCOLÒ CUSANO
anno del completamento della facciata stessa. Capolavoro di N. è il gruppo in terracotta raffigurante il Compianto sul Cristo morto, nella chiesa bolognese di S. Maria della Vita, che risente delle influenze dell'arte ferrarese fiorita in Bologna con il Cossa e con il Roberti nell'ultimo trentennio del secolo. Tale influenza è soprattutto evidente nelle drammatiche figure delle Marie e del s. Giovanni che s'atteggiano rivelando la più intensa commozione mentre le vesti vengono agitate impetuosamente da un turbine di bufera. - Vedi tav. CXV.