NÎMES, DIOCESI di. - Città e diocesi nel dipartimento del Gard, ai piedi delle colline di Garrigues, nella Francia meridionale.
I suoi confini corrispondono a quelli del dipartimento del Gard e si estendono per 5825 kmq. con una popolazione di oltre 395.000 ab. dei quali 296.000 cattolici, distribuiti in 289 parrocchie e 35 vicariati serviti da 407 sacerdoti diocesani e 48 regolari; ha due seminari, maggiore e minore, le scuole presbiteriali di Alès e di Le Vigan; 9 comunità religiose maschili e 31 femminili.
L'origine della città è rappresentata dalla celebre fontaine il cui genio, Nemausus, le ha dato il nome. Fu la capitale dei Volci Arecomici, o abitanti del paese piatto; intorno ad essa Strabone ricorda 24 oppida. I Volci si sottomisero ai Romani ca. il 120 a. C. Augusto fondò la «Colonia Augusta Nemausensis», distribuendo le terre ai suoi veterani dopo la vittoria in Egitto; questi vi introdussero il culto di Iside e Serapide. Adriano, di ritorno dalla Britannia, vi si fermò e vi eresse una basilica in onore di Plotina. N. toccò il suo apogeo sotto Antonino Pio. Passò sotto i Franchi nel 737 e da Luigi VIII fu unita alla corona di Francia. Soffrì molto nelle lotte religiose
dei secc. XVI e XVII e gran parte delle sue chiese furono danneggiate dagli ugonotti.
Il cristianesimo a N. è attestato in primo luogo dal martire Baudilio, commemorato al 20 maggio nella prima redazione del Martirologio geronimiano: Nemauso Baudilis martyris. Un'iscrizione porta la data del 21 maggio e invoca per il defunto la protezione del martire: martyr Baudelias per passionis die Domino dulcam suum commendat aluminum (E. Le Blant, Inscriptions chrétiennes de la Gaule, Parigi 1857, p. 708). Un intero capitolo di s. Gregorio di Tours è dedicato al suo «glorioso sepolcro» (In gloria martyrum, 77). Il culto di s. Baudilio era diffuso anche nella Spagna (E. Hübner, Inscriptions Hispaniae christianae, Berlino 1871, p. 255; F. Fita, in Boletín de la Academia de la Historia, 25 [1894], p. 143). Un catalogo episcopale di N. incompleto e in disordine si conserva in un lezionario del sec. XIII, già della Cattedrale e ora nella Biblioteca civica (n. 14, f. 218); L. Duchesne ristabilì la serie dei vescovi, di cui il primo è Sedato, che fu al Concilio di Agde del 506; poi Giovanni al tempo di Teodorico (Gregorio di Tours, In gloria martyrum, 77); Pelagio, presente al Concilio di Toledo del 589, dove fu Remessario a quello del 633.
La Cattedrale (Notre-Dame-et-St-Castor), secondo la tradizione, sarebbe sorta sopra un antico tempio di Augusto. Fu consacrata nel 1096 da Urbano V, di ritorno da Clermont, che vi tenne un Concilio (1096). Nell'interno è un sarcofago cristiano proveniente da Arles con Gesù Cristo tra i dodici Apostoli (Wilpert, Sarcofagi, tav. 43, 5, p. 48), e a fianco sta il monumento del card. F. J. de Bernis.
Un cimitero del sec. IV, utilizzato fino all'epoca carolingia, si identificò nella piazza del Vieux-Chapitre presso la Cattedrale. Esso fa forse parte dello stesso cimitero rinvenuto nel 1920, in cui si constatò che l'odierna Cattedrale è costruita sopra una antica a tre navate, divisa da colonne con area cimiteriale adiacente (E. Esperandieu, Fouilles de 1920 sur la place aux Herbes, in Le vieux N., 1932, pp. 1-8; H. Beauquier, Le vieux N., in Bull. de la Commiss. municip. d'archéol., 1940, n. 16; R. Lantier, Rsch. archéol. en 1940, 1941, 1942, in Gallia, 3 [1944], pp. 288-89).
La diocesi fu soppressa nel 1801 e ristabilita nel 1821. Il vescovo di N. è anche titolare delle due diocesi soppresse di Alais e di Ugès. Alais (dal 1926, Alès), l'antica Aristum, fu creata diocesi ca il 570; soppressa nel sec. VIII, ricostituita nel 1690, definitivamente soppressa con la Rivoluzione Francese. La Cattedrale era dedicata a s. Giovanni. Uzès, l'antica Ulcétia, ha come primo vescovo noto Costanzo, presente al Concilio di Vaison nel 442. La Cattedrale era dedicata al patrono s. Teodoreto (L. Duchesne, Fastes épisc. de l'ancienne Gaule, I, 2ª ed., Parigi 1907, pp. 314-16 sgg.).
Santuari venerati nella diocesi di N. sono Notre-Dame-de-Grâce a Rochefort, Notre-Dame-de-Grâce a Laval, Notre-Dame-de-Bon-Secours di Prime Combe, Notre-Dame-de-Bonheur presso Vallerangues; Notre-Dame de Vauvert; Notre-Dame de Belzevet sul monte Audaire. Nel Museo sono frammenti di sarcofagi cristiani (Wilpert, Sarcofagi, p. 123, 306 e tav. 238, 3). Un frammento di sarcofago cristiano è presso la proprietà Meunier de Salinelles (Wilpert, Sarcofagi, pp. 247, 249, tav. 216, 8) altri frammenti si conoscono attraverso una copia del Rulmann (id., ibid., p. 319, fig. 200). Un frammento
epigrafico, non anteriore al sec. VI, ricorda due coniugi i quali «in matrimonio gesserunt inter se confidentes in Deo pietate, amore, caritate, castitate» (CIL, XII, 4057).
Nacquero a N.: Domizio Afro, maestro di Quintiliano; Castore, vescovo di Apt (m. nel 419); J. Nicot, che importò il tabacco in Francia (1560); gli storici F. Guizot (1787-1880) e E. Denis (1849-1921); A. ed E. Daudet, l'archeologo G. Boissier (1823-1908). Della diocesi di N., cioè di St-Gilles, è il papa Clemente IV (1265-68) che colmò di favori i monasteri della città.
L'anfiteatro, oggi detto «les Arènes», fu costruito nel 1 sec. d. C.; trasformato in fortezza dai Visigoti; nel medioevo difeso dai «Chevaliers des Arènes»; nel sec. XIII vi si stabilirono 2000 ab. che ebbero anche una cappella.
La cosiddetta Maison carrée fu eretta da Agrippa in onore di Caio e Lucio, nipoti di Augusto. Fu chiamato Capduel (corruzione di Capitolium) e solo dal sec. XVI maison carrée, denominazione impropria perché l'edificio è più lungo che largo. Dal sec. XI servì a vari usi; ora è sede del
Musée des Antiquités con assai ricche collezioni gallo-romane. Il cosiddetto «tempio di Diana» è parte di un edificio termale romano dell'età adrianea (117-30); nel medioevo divenne la chiesa di una abbazia di suore benedettine.
L'antico collegio dei Gesuiti è oggi in parte un liceo, in parte un museo archeologico che contiene in 10 sale una ricca collezione epigrafica. La cappella dei Gesuiti (1678) è trasformata in galleria di sculture antiche. N. ha una accademia alla quale Luigi XIV conferì gli stessi privilegi dell'Accademia di Francia. A 19 km. da N. si trova St-Gilles, l'antica Vallis Flaviana sede di una abbazia fondata da s. Egidio sopra un'area donata nel sec. VIII dal re visigoto Wamba. La chiesa abbaziale, dedicata a s. Egidio, fu iniziata nel 1116 ed è un cospicuo esempio dell'arte gotica nella Francia meridionale e conserva nella cripta la tomba di s. Egidio con l'iscrizione del sec. XI: in hoc tumulo quiescit corpus beati Aegidii.