NON-JURORS (non-giurati). - Quando, dopo la rivoluzione del 1688, il principe di Orange, marito di Maria, figlia di Giacomo II, volle essere riconosciuto come re d'Inghilterra insieme alla consorte (ciò che il Parlamento gli concesse nel febbr. dell'anno seguente), si impose a tutti i dipendenti dello Stato, e quindi anche ai vescovi e ministri anglicani, il giuramento di fedeltà al nuovo sovrano.
Tutti avevano già prestato giuramento di fedeltà a Giacomo II, al suo erede e legittimi successori. L'erede legittimo non era la figlia Maria, ma il figlio di Giacomo II, che con suo padre si era ritirato nel continente. Alcuni vescovi e ministri non credettero in coscienza di poter prestare il nuovo giuramento. Giunto il termine prestabile (1 ag. 1689) si trovarono sette vescovi, tra i quali l'arcivescovo di Canterbury (Sancroft) e quello di Bath e Wells (Tommaso Ken) con ca. 400 ministri, che non avevano giurato, donde venne loro il nome di N.-j. o "Non-giurati", e furono pertanto tutti depositi e privati dei loro uffici. Questo scisma si estese ai vescovi anglicani scozzesi, partigiani degli Stuart, e durò per tutto il sec. XVIII, poiché i N.-j., considerandosi i soli legittimi vescovi, ordinarono altri vescovi e ministri fino all'estinzione dello scisma, al principio del sec.