OPERE ADERENTI ALL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA. - Sono enti ed istituzioni cattoliche, aventi carattere economico-sociale. Lo statuto dell’Azione Cattolica Italiana, all’art. 2, le definisce in genere «di utilità sociale». La loro adesione all’Azione Cattolica Italiana avviene tramite l’I.C.A.S. (Istituto cattolico di attività sociale [v.]).
I. CONFEDERAZIONE NAZIONALE COLTIVATORI DIRETTI
Costituita nel 1946. Si ispira ai principi sociali cristiani e si propone: a) di provvedere alla tutela degli interessi generali dei coltivatori diretti e dell’agricoltura, ottenendo rispetto e valorizzazione per i diritti del lavoro nella produzione agricola, in confronto delle altre categorie produttive agricole, dell’intera economia nazionale e delle autorità amministrative e politiche; b) di rappresentare le associazioni federate e la categoria dei coltivatori diretti nell’ambito nazionale per le questioni di carattere generale interessanti l’intera categoria, nei confronti delle autorità politiche ed amministrative e delle altre associazioni sindacali ed economiche; c) di promuovere ogni iniziativa ed eventualmente di esercitare, sia direttamente, sia attraverso appositi enti, ogni attività rivolta al miglioramento della condizione dei coltivatori diretti sul terreno economico, tecnico e sociale, ed all’incremento dell’agricoltura. Stampa: Il coltivatore (settimanale).II. UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI-DIRIGENTI
Storia. - Sotto il 2 maggio 1945 a Milano il Gruppo lombardo dirigenti di impresa cattolici, l’iniziativa si estese ad altre regioni dell’Italia settentrionale e centrale. Il 31 gen. 1947 si costituiva a Milano l’Unione cristiana imprenditori dirigenti (U.C.I.D.), essendo presenti i delegati dei gruppi lombardo, piemontese, ligure, emiliano-romagnolo e toscano. Il 16 maggio 1947 l’U.C.I.D. fu chiamata a far parte delle Associazioni nazionali dei Patrons catholiques (U.N.I.A.-P.A.C.) in occasione della loro VIII Conferenza internazionale, tenutasi a Parigi. Nel 1948 si aggiungevano i gruppi veneto e romano; nell’ott. dello stesso anno si svolse a Venezia il primo Congresso nazionale. Altri due congressi furono tenuti negli anni successivi 1949 e 1950.2. Scopi
Consistono nella relazione della dottrina sociale cristiana, sviluppo della morale professionale, ordinamento delle imprese su base cristiana, incremento del senso di corresponsabilità come fondamento indispensabile della più giusta ed efficace collaborazione fra i veri soggetti della produzione.3. Struttura
La U.C.I.D. è costituita da gruppi base regionale, retto ciascuno da un consiglio direttivo regionale e da un proprio regolamento adeguato alle particolari caratteristiche della regione. Due delegati di ciascun gruppo, oltre al segretario, fanno parte del Consiglio direttivo nazionale, che si riunisce, di regola, quattro volte all’anno, e la cui attività è integrata da un comitato di presidenza. Stampa: Operare, bimestrale; Responsabilità, mensile.4. Associazioni nazionali membri dell’U.N.I.A.-P.A.C. - Belgio: Fédération des patrons catholiques (F.E.P.A.C.), Bruxelles. Canada: Association professionnelle des industriels (A.P.I.), a Montréal. Francia: Centre français du patronat chrétien (C.F.P.C.), a Parigi. Inghilterra: Ca-
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tholic industrialists' Conference (C.I.C.), a Oxford. Italia: Unione cristiana imprenditori dirigenti (U.C.I.D.), a Milano. Olanda: Algemeene katholieke werkgevers vereniging (A.K.W.V.), all'Aja.
III. CENTRO NAZIONALE DELL'ARTIGIANATO
Il 20 ott. 1947 il S. Padre concedeva una particolare udienza nel Palazzo Apostolico di Castelgandolfo ai partecipanti al Congresso nazionale degli artigiani cristiani. Da allora può dirsi costituito definitivamente il Centro nazionale dell'artigianato. Esso è sorto sotto gli auspici dell'I.C.A.S. (Istituto cattolico di attività sociale) ed è definito nel suo Statuto come Associazione cristiana degli artigiani italiani. Suoi scopi sono: a) promuovere l'affermazione dei principi cristiani nella vita, negli ordinamenti e nella legislazione artigiana; b) assicurare la partecipazione più completa e più efficace degli artigiani italiani alla vita sindacale attraverso una adeguata preparazione; c) l'assistenza morale, artistica, tecnica ed economica degli artigiani italiani, al di fuori ed al di sopra di ogni divisione politica sindacale.Organi centrali sono: il Congresso nazionale, il Consiglio nazionale, la Presidenza centrale. Organi periferici: i centri parrocchiali; i centri comunali e di zona. Gli artigiani si raggruppano secondo associazioni nazionali di arte e mestieri, i cui presidenti costituiscono il Comitato centrale delle arti e dei mestieri, cui è devoluto lo studio dei problemi tecnici. Centro nazionale: Roma. Stampa: Italia artigiana, mensile.
Il Centro nazionale dell'artigianato (C.N.A.) aderisce alla Confederazione italiana artigianato (C.I.A.), il cui organo quindicinale è L'artigianato italiano.
IV. FRONTE DELLA FAMIGLIA
Fondato il 25 marzo 1946, vuol essere molto di più che un segretario per la famiglia, avendo lo scopo di tutelare, rafforzare l'istituzione familiare, secondo le tradizioni spirituali, giuridiche e sociali del popolo italiano, adeguate alle esigenze dell'epoca attuale. Il Fronte è soprattutto un raggruppamento di capi-famiglia, che convengono sugli scopi ispiratori di esso. Possono aderire anche altri enti familiari e parafamiliari; il Fronte sempre più s'avvia a rientrare nel quadro delle associazioni familiari in senso lato ed aspira così a divenire l'interpretare unitario degli interessi etico-giuridici ed economico-sociali delle famiglie italiane presso le autorità centrali e periferiche.Il Fronte della famiglia fu promosso, previa mutui studi e dietro numerose istanze pervenute da varie parti, dai rami adulti dell'Azione Cattolica Italiana e tuttora ad essere di fatto una autonomia di funzionamento. Le basi della sua dottrina e della sua azione sono state fissate in una elaborata «Carta della famiglia», alla quale hanno aderito, sottoscrivendo apposita scheda, oltre un milione di capi-famiglia.
Sono stati tenuti finora due convegni nazionali; il Fronte ha partecipato a vari congressi internazionali di familiaristi europei ed ha pubblicato diversi studi di carattere famigliare. Quando è stato il caso, è intervenuto attivamente per stimolare ed orientare l'azione dei pubblici poteri a tutela della famiglia. Organo del Fronte è il quindicinale La famiglia italiana.
Presidenza e commissione direttiva centrale a Roma, comitati provinciali in ogni capoluogo e locali in molti Comuni. Delegazioni nelle varie zone.
V. CONFEDERAZIONE COOPERATIVA ITALIANA
La riunione della Confederazione, dovuta alla fede ed all'opera del compianto Luigi Corazzin, porta la data 15 maggio 1945, anniversario della Remu novarum.In essa si riunirono le forze della Cooperazione di ispirazione cristiana che dal regime fascista erano state disperse. Fin dalla prima ripresa fu confermato che la Confederazione cooperativa italiana (C.C.I.) è associazione nazionale di rappresentanza, assistenza, tutela e revisione del movimento cooperativo. È un organismo libero, indipendente da ogni partito politico. Essa è costituita da enti cooperativi e mutualistici e loro consorzi, associati, in ogni provincia, in unica unione, ed in federazioni nazionali.
Quali compiti della Confederazione furono stabiliti: a) lo sviluppo, il coordinamento e la disciplina del movimento cooperativo e mutualistico; b) la rappresentanza e la tutela morale ed economica in Italia ed all'estero degli enti cooperativi e mutualistici e dei loro associati; c) la difesa degli interessi collettivi ed individuali della cooperazione, quale strumento di trasformazione della struttura sociale; d) lo sviluppo della coscienza cooperativa, favorendo tutte le iniziative atte alla elevazione morale ed alla formazione tecnica dei cooperatori; e) la preparazione dei lavoratori all'acquisizione degli strumenti di produzione e di scambio nell'economia cooperativa; f) l'attuazione e l'incremento, sul piano nazionale, dell'assistenza tecnica, legale, amministrativa ed economica alle cooperative, ai loro consorzi ed agli enti mutualistici in genere, anche mediante la revisione; g) la raccolta e l'elaborazione dei dati statistici sulla cooperazione; h) l'esercizio di ogni altra funzione derivante da leggi, regolamenti, odati della pubblica autorità.
Organi confederali sono: a) l'Assemblea nazionale dei delegati delle unioni; b) il Consiglio nazionale; c) il Comitato esecutivo; d) il presidente; e) il segretario generale; f) il Collegio dei revisori dei conti; g) il Collegio dei provvigiani.
Organi periferici: a) Unioni provinciali delle cooperative e delle mutue; b) Federazioni internazionali. - Organi di stampa: L'Italia cooperativa, settimanale.
La Confederazione cooperativa italiana è stata giuridicamente riconosciuta con decreto del 12 apr. 1948 dal ministro del Lavoro e della Previdenza sociale. Lo Statuto fu approvato dall'Assemblea nazionale dei delegati delle unioni nella riunione del 22 ott. 1949 e dal ministro del Lavoro e della Previdenza sociale con decreto 11 gen. 1950, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica, n. 22 del 27 gen. 1950. Alla fine di ott. 1950 la Confederazione contava 8650 cooperative aderenti, delle quali: 2700 di consumo; 1537 di produzione e lavoro; 2300 agricole; 344 edificatrici; 769 varie. Le Unioni provinciali erano alla stessa data 66 e le Federazioni nazionali 5. La Confederazione ha realizzato la «Casa della cooperazione», facendo risorgere in Borgo S. Spirito di Roma il Palazzo degli Alcorni, nel quale ha posto la sua sede.
Il motto della Confederazione è: «Un unum sint».
Alla Confederazione cooperativa italiana aderisce anche la Federazione delle casse rurali. L'organizzazione di questi speciali enti mutualistici è riconosciuta giuridicamente sotto la forma di Ente delle casse rurali, organismo autonomo, che ha sede in Roma.
VI. ASSOCIAZIONE CATTOLICA ESERCENTI CINEMA (A.C.E.C.). - Promossa nel 1949 dal Centro cattolico cinematografico (C.C.C.), provvede a rappresentare gli interessi materiali e morali della categoria degli esercenti delle sale cinematografiche cattoliche, in particolare nei riguardi dell'amministrazione dello Stato, di enti pubblici e privati e di organi sindacali; ad assicurare ai suoi aderenti un servizio di consulenza e di assistenza legale, amministrativa, fiscale; a promuovere e favorire ogni intesa diretta; a regolare, nel comune interesse, i rapporti con gli altri esercenti e con l'industria privata del cinema.
Stampa: ha una rubrica sul mensile del C.C.C.: Rivista del cinematografo.
VII. ORBIS FILM
Sorta nel 1944, è una società per la produzione e la distribuzione di documentari e film spettacolari a sfondo religioso-morale. Favorisce lo sviluppo del passo-ridotto; ha iniziato una propria distribuzione di film a passo ridotto, e a passo normale, a buone condizioni, alle parrocchie particolarmente bisognose. L'Orbis, inoltre, assiste mediante un ufficio tecnico tutte le sale cattoliche cinematografiche e gli enti religiosi per la consulenza tecnica. In occasione dell'Anno Santo ha anche istituito un laboratorio fotografico, che serve altresì alla produzione di filmine per proiezioni fisse catechistiche.Ha in corso, inoltre, un programma per la produzione di 30 cortometraggi catechistici. Ernesto Talentino