PACIAUDI, PAOLO MARIA. - Teatino, erudito e bibliotecario, n. il 13 nov. 1710 a Torino, m. il 2 febbr. 1785 a Parma. Si dedicò all'oratoria sacra per un decennio, finché nel 1750 si stabilì a Roma quale procuratore generale dei Teatini.
Si dilettò contemporaneamente di ricerche sulle antichità classiche e fu nominato socio corrispondente della Accademia francese delle Lecrizioni e Belle Lettere. Nel 1761 il duca Filippo di Parma gli offrì il posto di anti-
quario e bibliotecario, avendo l'intenzione di fondare una nuova biblioteca in luogo di quella dei Farnese, trasferita a Napoli in quel periodo. Recarosi in Francia, con il beneplacito del Sovrano, ritornò con gran quantità di libri rari e di codici per la nuova Biblioteca, la quale in tal modo divenne ben presto una delle migliori d'Italia. Amico del ministro Du Tillot, approvò la politica anticurialista di costui e la cacciata dei Gesuiti dal Ducato. Nel 1768 redasse una Costituzione per i nuovi Regi Studi, approvata dal Du Tillot e dal duca Ferdinando, con la quale furono poste le basi di una riforma universitaria dopo l'espulsione dei Gesuiti. Caduto in disgrazie insieme al Du Tillot, fu privato nel 1771 della direzione della Biblioteca e costretto a ritirarsi presso i Teatini a S. Cristina. Riebbe tuttavia l'ufficio di bibliotecario nel febbr. 1772, ma definitivamente solo nel 1778.
Scrisse, per incarico di Benedetto XIV, Memorie de' Gran Maestri del S. Ordine Gerosolimitano, 3 voll., Parma 1780; inoltre, stimate opere archeologiche, tra cui Alcune singolari e strane medaglie (Napoli 1738); Σκυαδιαφόρημα, sive de umbrellae gestatione (Roma 1752); De sacris christianorum balneis (Venezia 1750; Roma 1758) che costituiscono il suo capolavoro.