PELLEGRINO delle ALPI, santo. - Principe scozzese, n. sulla fine del sec. VII. A 15 anni, rimasto orfano di padre, rifiutò la corona offertagli e, distribuito tutto il suo ai poveri, pellegrinò nei Luoghi Santi. Passò quindi in Egitto, ove sarebbe stato più ore in un rogo senz'ardere per provare ai musulmani la verità della fede cristiana, ma invano.
Venne quindi in Italia a servire i coloresi ad Ancona. Di qui, passando per Roma, si recò al santuario di S. Michele sul Monte Gargano. Dopo qualche tempo, dietro celeste ispirazione si ridusse a vita eremitica sul confine dell'Appennino modenese-lucchese (valico del Leto), ove poi sorse la sua chiesa. Morì a 97 anni lasciando scritta la sua storia sopra una corteccia di faggio. Il popolo lo canonizzò, il suo culto si diffuse largamente nella Toscana e nell'Emilia e intorno a lui fiorì una ricca letteratura, popolare e umile, ma piena di sentimento. Il suo santuario è meta di continui pellegrinaggi, spesso anche da remoti paesi, come dalla Scozia. La sua festa si celebra il 2 ag. BML.: Acta SS. Augusti, I, Anversa 1733, pp. 75-80; BHL, p. 963; L. Mussi, Cenni storici su s. P. eremita della Garfagnana e sull'ospedale a lui dedicato, Castellamare 1905; C. Sardi, S. P. delle Alpi, Firenze 1906; P. Ricci, Di un antico codice contenente la vita, l'Oficio e la Messa di s. P. dell'Alpe, in « Lo scolentum», Atti e memorie, 2a serie, fasc. II-IV, pp. 69-71, Modena
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Pellegrino - S. P. con s. Frediano. Particolare del trincea di scuola toscana (1487) - Lucca, Pinacoteca.
ELLEGRINO - S. P. con s. Frediano. Particolar del trittico di scuola toscana (1487) - Lucca, Pinacco-tica.
Anacronisticamente antichi scrittori lo vorrebbero accolto all'Ordine da s. Filippo Benizi (m. nel 1285). Tornato in patria per volere dei superiori, condusse vita di penitente, sopportando con eroica pazienza una dolorosa piaga ad una gamba, da cui poi fu guarito miracolosamente quando si stava per amputargli l'arto. Alla sua morte ebbe subito culto pubblico, approvato poi da Paolo V nel 1609; fu introdotta regolarmente la causa e Benedetto XIII lo canonizzò il 27 dic. 1726. Festa il 1° maggio.
BML.: l'unica Vita degna di fede è quella di Niccolò Burgense, in Acta SS. Aprilis, III, Parigi 1866, pp. 847-49 (a pp. 849-857 c'è il processo di canonizzazione) e in Monumenta Ord. Serv. S. Mariae, 4 (1900), pp. 38-81; Martyr. Romanum, pp. 167-68. Alberto Ghinato