PELLEGRINO delle ALPI, santo. - Principe scozzese, n. sulla fine del sec. VII. A 15 anni, rimasto orfano di padre, rifiutò la corona offertagli e, distribuito tutto il suo ai poveri, pellegrinò nei Luoghi Santi. Passò quindi in Egitto, ove sarebbe stato più ore in un rogo senz'ardere per provare ai musulmani la verità della fede cristiana, ma invano.
Venne quindi in Italia a servire i colorosi ad Ancona. Di qui, passando per Roma, si recò al santuario di S. Michele sul Monte Gargano. Dopo qualche tempo, dietro celeste ispirazione si ridusse a vita eremitica sul confine dell'Appennino modenese-lucchese (valico del Leto), ove poi sorse la sua chiesa. Morì a 97 anni lasciando scritta la sua storia sopra una corteccia di faggio. Il popolo lo canonizzò, il suo culto si diffuse largamente nella Toscana e nell'Emilia e intorno a lui fiorì una ricca letteratura, popolare e umile, ma piena di sentimento. Il suo santuario è meta di continui pellegrinaggi, spesso anche da remoti paesi, come dalla Scozia. La sua festa si celebra il 2 ag.
(fol. Alinari)
PELLEGRINO - S. P. con s. Frediano. Particolare del tritico di scuola toscana (1487) - Lucca, Pinacoteca.
1916; La leggenda di s. P. dell'Alpe, illustrata da G. Mazzoni con prefazione di G. Bertoni e G. A Bianchi, Firenze 1919; B. Paoli Catalani, S. P. dell'Alpe nella leggenda, nell'arte, nella vita, Lucca 1923; A. Mercati, S. P. delle Alpi in Garfagnana. Note agiografiche e storiche, Roma 1926; U. Monti, Il santo Pellegrino delle nostre Alpi, Genova 1927. Felicida Mareto