PETRONIO MASSIMO (*PETRONIUS MAXIMUS*), IMPERATORE D’OCCIDENTE

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PETRONIO MASSIMO (*Petronius Maximus*), imperatore d’Occidente. - Imperatore per pochi mesi, n. nel 396 da nobile famiglia; salì presto agli alti gradi della gerarchia civile: prefetto di Roma nel 420 e console nel 433, nel 439 era prefetto del pretorio in Italia. Alla morte di Valentiniano III (marzo 455), alla quale non fu estraneo, P. fu acclamato imperatore dai soldati.

Per dare una parvenza di legalità al suo governo, costrinse Eudossia, moglie di Valentiniano, ancora in lutto per la morte del marito, a sposarlo, e diede al proprio figlio Palladio la di lei figlia Eudocia. Generico intanto, che aveva stretto patti con Valentiniano, e al cui figlio Unnerico era stata già promessa Eudocia, si ritenne sciolto dai patti, e approfittando delle precarie condizioni dell’Impero, sbarcò con una flotta a Porto il 3 maggio. Roma fu presa dal panico; P. atterrito cercò scampo nella fuga, ma fu massacrato dal popolo ed il suo corpo fu gettato nel Tevere (maggio 455).

BIBL.: Ensslin, s. V. in Pauly-Wissowa, XIV, 2543-45; H. Grisar, *Roma alla fine del mondo antico*, ed. it., I, Roma 1930, p. 87; R. Paribeni, *Da Diocleziano alla caduta dell’Impero d’Occidente*, Bologna 1941, pp. 277-80.