PIETRO MARTIRE D'ANGHIERA

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PIETRO MARTIRE d'ANGHIERA. - Storico e geografo, n. ad Arona da modesta famiglia nel 1459, venne, non ancora ventenne, a Roma, dove fu a scrivizio dei cardd. Ascanio Sforza e Giovanni Arcimboldo, poi dell'ambasciatore di Castiglia presso la S. Sede, conte di Tendilla. Apprezzato per ingegno e cultura, passò con il Tendilla in Spagna nel 1487 e, accolto negli ambienti di corte, partecipò all'ultima fase della guerra contro gli Arabi di Granata.

Dopo la presa di questa città, vestì l'abito talare e fu consigliere e cappellano della regina Isabella, rimanendo per il resto della sua vita in Spagna (se si eccettui un viaggio in Egitto, dove nel 1501 compì con successo una delicata missione); e pertanto poté seguire da vicino tutta l'epoca eroica delle grandi scoperte geografiche e degli avvenimenti connessi, cui si interessò in modo particolare. Conobbe di persona Colombo, Vespucci, Vasco da Gama, Sebastiano Caboto, Magellano, Fernando Cortes. Con la regina Isabella cooperò al nobile tentativo di sollevare il popolo spagnolo dalla ignoranza e dalla miseria spirituale; dal 1518 fu nel Consiglio delle Indie. Morì nel 1526 a Granata e vi fu sepolto nel Duomo.

La sua opera Decades de Orbe Novo abbraccia, in 8 ll., trentaquattro anni di storia delle scoperte americane, dalla prima impresa di Colombo, che suscitò la sua ammirazione. La 1a ed., contenente solo la prima Decade, fu pubblicata a sua insaputa nel 1511; nel 1516 videro la luce tre Deche; l'opera completa fu data alle stampe nel 1530, quando l'autore era già morto. Le Decades sono una fonte storica di primissimo ordine, perché P. M. fu testimone o ebbe conoscenza diretta dei fatti narrati. Ma di grande importanza è anche la copiosa corrispondenza con numerosi conoscenti ed amici (Opus epistolarum; 1530): per quanto alcune lettere possano essere esercitazioni letterarie o indirizzate a corrispondenti fatti, la parte mag

PIETRO NOLASCO, santo - Dipinto del Murillo - Siviglia, Museo provinciale.

grandi campioni della Riforma ecclesiastica post-tridentina. Leone XIII lo dichiarò santo il 27 maggio 1897. Festa il 7 luglio.

Bibl.: J. Rogic, Histoire du bienheureux P. F., Verdun 1887; F. Bonnard, Lettres choisies, Parigi 1918; E. Renard, La Mère Alix Le Clerc, ivi 1935, passim.