La sua costruzione sembra rimonti al sec. VI o VII, in seguito alla trasformazione di un tempio pagano dedicato a Venere Erícina. La chiesa consta di più edifici, messi assieme in diverse epoche e attraverso rifacimenti: lo stile della nuova fabbrica (terminata nel 1277) è il romano-pisano, mentre la piccola chiesa originaria ri-sente di un motivo architettonico più semplice ed apparente all'epoca romana. Una suggestiva leggenda dice che nel luogo ove sorge la chiesa si sia fermato un giorno s. Pietro, proveniente dall'Asia. Alcuni storiografi affermano invece che la chiesa fu eretta da pescatori del luogo che vollero onorare Simon Pietro di Bethsaida, anch'egli pescatore. La chiesa ha una sola navata: il pavimento presenta disegni di cerchi, fasce e stelle costruite a musaico con formelle di marmo. Nella vecchia costruzione era annessa una piccola abbazia, di forma rettangolare, già esistente nel sec. VI e dipendente dai monaci dell'isola del Tino. L'interno, come la parte bassa dell'esterno, presenta muri a larghe fasce bianche e nere; il presbiterio è tripartito, le cappelle quadre con vòlte ogivali, sorrette da pilastri. La torre campanaria, con bifore, culmina con una cuspide a forma di piramide. Danneggiata da incendi e da operazioni di guerra nei vari secoli, fino ad essere trasformata in roccaforte, è stata recentemente restaurata (1930) per intervento dello Stato e del Comune. Sul tempio, che un tempo fu patrimonio della S. Sede, ha giurisdizione ecclesiastica l'arciprete-parrocchia di S. Lorenzo in P. V. Questo, pur essendo comune amministrativamente dipendente dal capoluogo di La Spezia, è sottoposto alla diocesi di Chiavari.
PORTO VENERE, SANTUARIO DI
BIBL.: U. Formentini, L'abbazia di S. Pietro in P. V., Genova 1929; G. Imbrighi, S. Pietro Ap. a P. V., Città del Vaticano 1943; id., P. V., 1948; id., P. V., La Spezia e Lerici nel golfo dei poeti, 1950. Gastone Imbrighi