POVERE SUORE DI SAN FRANCESCO

POVERE SUORE DI SAN FRANCESCO. – Istituto religioso fondato in Aquisgrana da Francesca Schervier, la quale, nel 1845, si associò altre quattro giovani per mettersi a disposizione dei poveri della città, allo scopo di sollevarne le miserie materiali e spirituali.

Presero in affitto una piccola casa, da cui non uscivano che per curare i malati a domicilio o fare da cucinare e distribuirli nelle cucine economiche. In seguito aprirono anche case, nelle quali diedero asilo alle donne di mala vita per ricondurre nuovamente a Dio e alla società. Il loro esempio attirò molte vocazioni, di modo che il municipio di Aquisgrana poté loro affidare nel 1878 la cura di un grandissimo ospedale per malattie contagiosi; di qui furono chiamate in molte altre città. Il card. Geisel il 2 luglio 1851 eresse la pia associazione in congregazione dandole la Regola di s. Francesco e alcuni statuti da osservare. Diffusasi in Germania, Francia, Danimarca, anche in America, l’Istituto ottenne il decreto di lode il 20 ag. 1870; l’approvazione definitiva il 6 ott. 1908. Attualmente le case sono 123 divise in 6 province, le suore 2482.

Bibl.: Archivio S. Congr. dei Religiosi, C. 25.

Gulio Mandelli

POVERE SUORE DI SAN FRANCESCO DELL’ADORAZIONE PERPETUA. – Istituto fondato il 20 dic. 1860 ad Olpe (diocesi di Paderborn), da Teresa Bonzel.

In un decennio esso si diffuse rapidamente, ma le leggi del Kulturkampf, nel 1875, ne rallentarono lo sviluppo in Germania, mentre si estese vigorosamente in America, dove 6 suore si stabilirono nel 1875, invitate a Lafayette dall’Ordinario di Fort-Wayne. Oltre l’adorazione di una S. M. Sacramento le suore si dedicarono alla cura dei malati negli ospedali e a domicilio e alla educazione e istruzione dei bambini e bambine povere, in scuole, orfanotrofi, convitti, ecc.

L’Istituto ebbe il decreto di lode il 13 apr. 1897 e l’approvazione pontificia il 30 genn. 1931. Attualmente le suore sono 2527 distribuite in 202 case e 4 province.

Bibl.: Archivio della S. Congr. dei Religiosi, P. 49.

Gulio Mandelli