RAPHIDIM

RAPHIDIM. - Stazione campale degli Israeliti, nel loro itinerario dal Mar Rosso al Sinai, situata fra la steppa di Sin ed il Sinai (Ex. 17, 1), dopo le tappe di Daphea ed Alus (Num. 33, 12-13), celebre per la sorgente che Mosè vi fece scaturire dalla roccia di Horeb (Ex. 17, 1-7) e per la vittoria riportata sugli Amaleciti, in cui rifulse il valore di Giosuè (ibid. 17, 8-16).

Fin dal sec. IV (Eusebio, Onom., 142, 22; Eteria nella parte dell'itinerario riportata in Pietro Diacono) R. fu localizzata nel Wādī Fejrān, e anche oggi sul Gebel Tāhūneh, sovrastante l'oasi Fejrān, si notano i resti delle chiese erette a commemorarvi gli avvenimenti di R. Seguendo i pellegrini antichi anche non pochi moderni segnano le tappe dell'itinerario dalla pianura di el-Marḥah (= deserto di Sin?) al Sinai attraverso le miniere di Magarah (Daphea) e le valli Mukatteb (Aluš?) e Fejrān (R.?). Ma già nel 1900 il p. Lagrange faceva notare che la pianura di el-Marḥah (= deserto di Sin?) non è topograficamente fra «Elim ed il Sinai» (Ex. 16, 1) e che qualora fosse stato seguito l'itinerario segnato dalla tradizione non si spiegherebbe il silenzio biblico sull'oasi di Fejrān, la perla della penisola sinaitica. Egli proponeva l'itinerario da Dabbet er-Ramleh (= deserto di Sin) per le miniere di Şerābit el-Hādim (Daphea) e per le valli el-'Ešš (Aluš) e Erfājid (R.) al Sinai. Questa direzione è oggi preferita sia per la traccia degli antichi nomi di Aluš e R. conservata nei nomi arabi di el-'Ešš e Erfājid, sia perché più rispondente alla topografia di tutta la regione.

BIBL.: A. Molini, s. V. in DB. V, coll. 980-86; M.-J. Lagrange, in Revue biblique, 9 (1900), pp. 83-86; B. Ubach, La Biblia Ullinstracio pels Monjos de Montserrat, 26, 11), Montserrat 1934, pp. 84-86 (sono esaminate e discusse le diverse ipotesi con fotografie dei luoghi: preferenza per Erfälid). Donato Biddi
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“RAPHIDIM.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 314. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/raphidim.