Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

RICCARDO I, RE D'INGHILTERRA, DETTO CUOR DI LEONE

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Noto anche come: inglese: Richard Lionheart, Richard the Lionheart; francese: Richard Cœur de Lion; latino: Richardus I

RICCARDO I, re d'INGHILTERRA, detto CUOR DI LEONE. - Quartogenito del re Enrico II Plantageneto e di Eleonora di Aquitania, p. ad Oxford l'8 sett. 1157, m. a Chalus nel Limosino il 6 apr. 1199. Morto in tenera età il fratello maggiore Guglielmo (1153-56), a morto senza eredi, nel 1183, il cadetto Enrico, R. salì senza difficoltà al trono nel 1189. Ma prima s'era ribellato parecchie volte, con la madre e i suoi fratelli, contro Enrico II ad istigazione dei re di Francia Luigi VI e Filippo-Augusto; e appunto nel 1189 il re d'Inghilterra era morto, vinto e abbandonato dai suoi.

R. attese a rinforzare l'ambizione veramente «imperiale» della sua dinastia e non rivolse la sua attenzione che ai suoi territori d'oltre mare e specialmente all'Aquitania; così sperava, come suo padre, di dominare un giorno la contea di Tolosa e di raggiungere il Mediterraneo. Sposò a Cipro, durante la Crociata, una spagnola, Berengaria, figlia del re Sancio VI di Navarra (maggio 1191); sognò anche di diventare re di Gerusalemme e di riprendere per proprio conto la corona imperiale di Enrico VI e le sue pretese su Costantinopoli. La megalomania di R. avrebbe potuto distruggere la sovranità capetingia, circondata da ogni parte, se la Francia, con Filippo-Augusto, non avesse avuto un re intelligente ed energico; R. riuscì però ad esaurire le risorse dell'Impero angioino e avrebbe potuto rovinare del tutto l'opera di Enrico II, se non avesse avuto buoni e fedeli servitori in Inghilterra, che, però, non si degnò di visitare se non in rare occasioni.

Enrico II era morto il 6 luglio 1189; R. andò a passare sei mesi in Inghilterra per farsi incorsonare (5 sett.); ma già alla fine dell'anno partiva per la Crociata, dalla quale non ritornò che cinque anni dopo (1194).

I re d'Occidente si erano stretti in lega per strappare a Saladino Gerusalemme, caduta nelle sue mani nel 1187. R. e Filippo-Augusto, legati da un'apparente amicizia, partirono insieme, s'indugiarono in Sicilia, poi si separarono per conquistare l'uno Cipro e l'altro raggiungere S. Giovanni d'Acri. Insieme ripresero la città agli infedeli, dopo un assedio che fu il più lungo e il più micidiale del medioevo (giugno 1189-luglio 1191), e R. vi si conquistò una fama leggendaria di valore. Guastatosi con Filippo, R. tentò, da solo, di riprendere Gerusalemme; ma invano, perché dovette negoziare con Saladino una tregua che permettesse i pellegrinaggi. Tornando in Occidente attraverso l'Europa centrale R. fu imprigionato dal duca d'Austria Leopoldo, consegnato all'imperatore Enrico VI e liberato pagando un riscatto.

Al suo ritorno, R. trovava i suoi Stati in condizioni precarie e pericolose; Filippo-Augusto aveva cercato di approfittare della sua assenza per smembrare l'Impero plantageneto, incoraggiando le ambizioni di Giovanni Senza-terra, fratello ingrato, che cercava di usurpare i beni e forse anche la corona del fratello assente; eccitava infatti il malcontento dei baroni e dei vescovi inglesi, sosteneva i cittadini di Londra, che si andavano costituendo in comune. Ma gli interessi di R. furono ben difesi e i suoi errori corretti da Walter Hubert, gran «giustiziere» e arcivescovo di Cantorberry, il quale governò l'Inghilterra dal 1193 al 1198 con un pagno di ferro. Grazie a lui, R. poté contentarsi di fare una breve apparizione nel suo Regno nel 1194 e poi riguadagnare i suoi possessi nel continente, dai quali non tornò più.

Se la Normandia, amministrata con ordine, rimase fedele, l'Aquitania fu continuamente teatro di sollevazioni feudali. R. s'imbatte anche in una forte resistenza da parte dei Bretoni, fedeli a suo mare in Arturo, che egli contava di spogliare. Dappertutto il Plantageneto incontrava l'ostilità dei Capetingi. Nell'assenza di R., Filippo s'era annesse le regioni orientali della Normandia (Vexin, la contea di Aumale e d'Eu). Dopo il ritorno del Re d'Inghilterra, la guerra devastò per cinque anni i confini del Berry e della Normandia; Filippo fu vinto parecchie volte, specialmente a Fréteval, nel 1194, e il suo avversario, per impedirgli l'accesso alla Normandia, costruì una serie di fortezze, di cui Château-Gaillard, nella vallata della Senna resta ancora la più importante testimonianza. R. gli suscitò anche nuovi avversari: Renaud di Boulogne e soprattutto il conte di Fiandra, Baldovino IX; e aggiunse ai propri alleati l'imperatore Otrone di Brunswick, a cui il re di Francia cercò di contrapporre Filippo di Svevia. Pareva, così, che R. dovesse trionfare; tutti invece dimenticarono la Crociata; e il Papa, richiamandola alla loro memoria, molto opportunamente per Filippo-Augusto, impose ai due nemici una tregua (1199). Qualche mese più tardi, l'ambizione e la gloria di R. crollarono a cagione della sua morte oscura all'assedio del castello di Châlus (6 apt. 1199).

Bibliografia13 opere
BIBL.: oltre le opere generali sulla storia dell'Inghilterra e della Francia, le fonti principali per la storia di R. C. di L. sono state pubblicate nella collezione delle Rolls Series. Opere particolari: T. A. Archer, The Crusade of Richard I, Londra 1888; A. Cartellieri, Philip II, August II. und III., Lipsia 1889; A. Gruhn, Der Kreuzzug Richards I, Berlino 1892; G. Paris, Le roman de Richard Cœur de Lion, in Romania, 26 (1897); J. H. Ramsay, The Angevin Empire, Londra 1903; K. Norgate, Richard, the Lion Heart, ivi 1924; S. R. Packard, The norman communes under Richard and John (1189-1204), in Haskins anniversary Essays, Boston 1924; A. Schreiber, Drei Beiträge zur Gesch. der deutschen Gefangenschaft des Königs Richard Loeschers, in Histor. Vierteljahrschrift, 26 (1931), pp. 268-94; Ch. Petit-Dunailla, La monarchie féodale en France et en Angleterre, XVIIIe siècle, Parigi 1933; M. Grousset, Hist. des Croisades, II, ivi 1935; G. Hill, A history of Cyprus, I: To the conquest by Richard Lion Heart, Cambridge 1940; G. Ambroise, The Crusade of Richard Lion-Heart, Nuova York 1941; B. Wilkinson, The government of England during the absence of Richard on the Third Crusade, in Bull. of the J. Rylands Library, 28 (1944), pp. 484-489.

Guglielmo Mollat

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 857–859.

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Mollat, Guglielmo. “Riccardo I, re d'inghilterra, detto cuor di leone.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 857–859. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/riccardo-i-re-d-inghilterra-detto-cuor-di-leone.

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Mollat, Guglielmo. “Riccardo I, re d'inghilterra, detto cuor di leone.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 857–859. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/riccardo-i-re-d-inghilterra-detto-cuor-di-leone.

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