RUFO (Rufus, 'Poßpoç). - Nome comune tra gli schiavi e, in genere, tra le persone di condizione umile; ricorre due volte nel Nuovo Testamento: Mc. 15, 21; Rom. 16, 13, restando dubbio se trattasi di un solo o di due personaggi.
Nel primo testo R. è ricordato, col fratello Alessandro, come figlio di Simone di Cirene, che i soldati romani angariarono per portare la croce di Gesù; Cirene (v.) abitavano molti giudei. Nel secondo testo viene salutato in R. come personaggio eminente (ἐκλεκτός non equi-value a «cristiano», ma indica o le qualità o la posizione di R.) della comunità di Roma; e viene salutata anche
la madre di lui, detta da Paolo madre anche sua. Questa donna aveva avuto quindi particolare cura di Paolo, o in un periodo della sua vita che potrebbe essere quello trascorso a Gerusalemme «ai piedi di Gamaliele» (Act. 22, 3), o in altre circostanze non specificate. Ciò deporrebbe per l'identità di R. figlio di Simone e di R. membro della comunità di Roma. La cura di S. Marco di ricordare i due fratelli Alessandro e R. suggerisce che uno di essi, almeno, fosse noto alla comunità cristiana di Roma, per la quale scriveva l'Evangelista.