SAFII'ITA, RITO

SAFII'ITA, RITO. - Una delle quattro grandi scuole, o riti o sistemi giuridici dell'islamismo ortodosso, fondata nel sec. IX dall'imam Muhammad ibn Idris as-Saffi, n. a Gaza in Palestina nel 767, vissuto nel 'Iraq e in Egitto, m. quivi nell'820 d. C.

Caratteristica del suo sistema è una posizione intermedia o eclettica fra l'atteggiamento positivo e tradizionalistico del sistema malkita, poi esasperato dal hambiamo, e il metodo indipendente, facente larga parte al giudizio personale (ra') del sistema hanafita. L'uso del ra' o criterio personale, applicabile soprattutto nella deduzione analogica (qīās), è infatti ammesso e praticato dallo šāf'ismo, benché in misura minore dello hanafismo, i cui seguaci sono per eccellenza ahl ar-ra'j (segueci del criterio individuale) contrapposti all'ahl al-hadīt (mālikīri e hanbalit). Le dottrine di as-Sāf'ī son conosciute da suoi scritti originali, conservatisi nella raccolta del Kitāb al-umm, e in quelli di suoi discepoli più o meno diretti, come al-Muzanī, al-Humajdī, Ibn Hanbal stesso, Abū Tawr, ecc. Centri principali di diffusione furono Bugdad ed il Cairo, ove il maestro insegnò, e donde il sistema conquistò nell'alto medioevo buona parte del mondo musulmano. Attualmente il blocco maggiore di seguaci della scuola šāf'ita è tra i musulmani dell'Indonesia (ca. 50 milioni); esso domina inoltre nel Basso Egitto, nell'Africa orientale (salvo l'Eritrea), in Palestina, nella Arabia occidentale e meridionale, nelle zone costiere dell'India. In totale, esso si può considerare al secondo posto per numero di seguaci fra i quattro riti musulmani, con ca. 75 milioni di aderenti di fronte a 110 milioni di hanafiti. In passato, lo šāf'ismo dominava inoltre in paesi donde attualmente è stato scalzato, come nella Turchia (sopraffatto nel sec. XVI dallo hanafismo) e nella Persia (passata nella stessa epoca all'eresia šī'ita).

Francesco Gabrieli