SAPORE II, RE DI PERSIA

SAPORE II, re di Persia. - Della dinastia dei Sassanidi (310-79), di cui è il membro più noto. Figlio di Ormazd II, è noto nella storia per il suo fanatismo religioso, ereditato dai suoi antecessori, che, di origine sacerdotale, sognarono sempre di instaurare il mazdeismo come religione ufficiale dello Stato.

Ma S. superò tutti nelle feroci repressioni contro ogni infiltrazione di religioni straniere, specie del cristianesimo. Per lui l’unità religiosa della Persia o Iran rivestiva anche un significato politico, per cui volle costringere i cristiani, sospetti di simpatie per l’impero romano, nemico ereditario dei Sassanidi, ad abbracciare la religione ufficiale. A Seleucia fece impiccare il vescovo Simone Bar Sabba assieme a un centinaio di membri del clero. Oltre che contro il clero S. si accanì contro i monasteri. La sede di Seleucia rimase vacante un ventennio. Dopo vanti tentativi militari di Costanzo II e di Giuliano, nel 363, Gioviano dovette scendere a patti con S. abbandonando nelle mani persiane Nisibi e l’Armenia, in cui S. si affrettò ad instaurare lo zoroastrismo.

BIBL.: Th. Noeldeke, *Tabori. Gesch. der Prieser und Araber zur Zeit der Sassaniden*, Leida 1879; E. Tisserman, *L’Eglise Nestorienne*, in D’Th.C. XI, 163-6o; H. Delchaye, *Les versions grecques des actes des martyrs persans sous Sapor II*, in *Patrol. Orient.*, II, Parisi 1905, pp. 403-560; J. Labourt, *Le christianisme dans l’Empire Perse*, sous la dynastie sassanide (224-632), Parisi 1904; O. Braun, *Ausgewählte Akten pers. Mötterer (Bibliothek der Kirchenväter.*, 22), Monaco 1915, Martiniano Roncaglia.