Il primo è ALESSANDRO, n. a Palermo il 6 maggio 1660, m. a Napoli il 22 ott. 1725. Trasferitosi a Roma con i genitori, vi si affermò con due opere teatrali che lo resero celebre e gli procurarono la protezione della regina M. Cristina di Svezia; ma poi si dette a comporre musica religiosa fra cui la Messa Clementina e altre 6 messe che si trovano nel fondo della Cappella Giulia alla Bibl. Vaticana; Messa festiva a 4 voci piena con organo; Messa a 5 concertata Venti sponsa Christi; Messa a 8 concertata (senza Benedic-tus); Messa a 8 concertata; Messa pastorale a 4 voci concertata in fa; Messa pastorale a 8 voci con soli, in re ed il mottetto Caro mea a 3 voci, firmato e datato 31 dic. 1707. Forse autografo. Dopo aver tentato, inseguito, inutilmente disintermarsi a Venezia e ad Urbino, tornò nel 1708 a Napoli, dove rimase, eccettuato un breve soggiorno a Roma, fino alla morte.
DOMENICO, figlio di Alessandro, n. a Napoli il 26 ott. 1685, m. a Madrid il 23 luglio 1757. A 16 anni era già organista e compositore della Cappella reale e ben presto iniziò, sotto la guida del padre, la carriera di concertista di clavicembalo alla Corte granduca di Toscana. A Venezia conobbe Händel, con cui strinse profonda amicizia e si recò nel 1708 a Roma, dove, nel Palazzo del card. Ottoboni, avrebbe avuto luogo la gara vinta da Händel all'organo e da S. al clavicembalo. Nel 1715 divenne maestro della Cappella Giulia in S. Pietro e si dedicò allora a scrivere musica sacra, di cui restano nell'Archivio della Cappella 2 Miserere a 4 voci (autografo), uno in soli min. e l'altro in mi min. Nell'ag. 1719 passò in Porto-gallo, dove gli fu affidata la direzione della Cappella reale di Lisbona e l'educazione musicale della principessa reale Barbara, cui dedicò una raccolta di sonate per clavicem-
SCARLETTI - SCENOGRAFIA
Fu educato all'arte dal padre Sigismondo, detto Mondino, mediocre pittore già scolaro a Venezia di Paolo Veronese. Tra il 1570 e il 1576 completò il suo tirocinio a Bologna, in contatto con i Carracci, e a Venezia, sulle opere del Veronese e dei Bassano.
Tali influenze valsero allo S. il possesso di una piacente tavolozza e una franca destrezza. Ad onda del suo eclettismo, dimostra spesso una natura lirica soggettiva espressa con forme fluide, impasti generosi, belle tonalità argente, grigie, violacee e vermiglie, sfondi di paese assai teneri e fragranti. Soprattutto va segnalato il gusto realistico assorbito dai Bassano, inserendo episodi o particolari di vita casalinga nelle sue nobili composizioni. Tra le numerose opere conservate a Ferrara emergono, nella Pinacoteca comunale, i S.S. Francesco e Lorenzo, l'Annunciazione e alcuni ritratti: nella chiesa di S. Paolo, la Pentecoste, la Nascita del Battista e il grande affresco ab-sidale del Rapimento di Elia; nella chiesa delle Cappuccine, due soavi Madonne con santi; in quella di S. Giovanni, le drammatiche Pietà e Decollazione del Battista e in S. Cristoforo, presso la Certosa, l'animatissima scena dell'Invenzione del corpo di S. Bruno. Notevoli, nella Galleria Estense di Modena, la giovanile Nascita della Vergine, l'Adorazione del Bambino, con una gloria di angeli musicanti, e sette fregi ovali raffiguranti soggetti mitologici, che provengono da un soffitto del ferrarese Palazzo dei Diamanti. Lo S. è rappresentato abbastanza bene anche nelle raccolte di Roma, specie nella Galleria Borghese, dove si ammirano, fra l'altro, una squisita S. Famiglia, una Diana ed Endi-mione e una Venere al bagno. Altri singolari dipinti a Firenze (ad es., l'Adorazione dei Magi nella collezione Cioni), Dresda, Budapest, Darmstadt, Hannover, Londra, Leningrado, Stati Uniti, ecc.