SCHULTE, JOHANN FRIBDRICH VON

SCHULTE, JOHANN FRIBDRICH von. - Canonista e storico del diritto, n. il 23 apr. 1827 a Winterberg (Westfalia), m. a Merano il 19 dic. 1914. Laureatosi nel 1851 in utroque iure a Berlino, divenne nel 1853 libero docente a Bonn, nel 1854 straordinario di diritto canonico a Praga, nel 1855 ordinario di diritto canonico e di storia del diritto germanico nella stessa Università; nel 1871 passò a Bonn e vi esercitò lo stesso insegnamento fino al 1906, anno in cui si ritirò a Merano.

Consigliere del Tribunale ecclesiastico matrimoniale di Praga (1856-71) e deputato al Reichstag germanico (1874-79), venne insignito del titolo nobiliare ereditario di cavaliere dall'imperatore Francesco Giuseppe nel 1869. Fu autore di grande fecondità. Le sue opere più importanti sono il System des allgemeinen katholischen Kirchenrechts (Giessen 1856), Die Lehre von den Quellen des katholischen Kirchenrechts (ivi 1860), il Lehrbuch des katholischen Kirchenrechts (ivi 1863 sgg.), l'edizione, insieme al Richter, dei Canones et decreta Concilii Tridentini (Berlino 1851); l'opera fondamentale è Die Geschichte der Quellen und Literatur des kanonischen Rechts (3 voll., Stoccarda 1875-80), che costituisce senza dubbio il frutto più importante della sua vita di studioso.

S. era uomo di grande intelletto e di grande capacità di lavoro: aveva un carattere fiero, indipendente, che cercava sinceramente la verità, ma che poteva essere duro e parziale. Devoto alla Chiesa cattolica fino al 1870, passò, dopo la proclamazione del dogma dell'infallibilità pontificia, al vecchio cattolicesimo di cui fu, per la Germania, anima e capo incontrastato. A lui questo movimento deve l'organizzazione: elezione dei vescovi, riconoscimento statutale, elaborazione dello statuto sindacale, diritto disciplinare del clero, abolizione del celibato.

Per quanto riguarda la sua opera di scienziato, si deve affermare che la Geschichte der Quellen (con le relative ricerche preliminari pubblicate in forma di articoli) gli merita il nome di padre dello studio della canonistica classica, in quanto egli per primo studia il vastissimo materiale manoscritto, sparso in tutta l'Europa, enumera e valuta scrittori e scritti di diritto canonico fino al suo tempo e crea così la base per i più vasti studi in questo campo. Egli pecca, peraltro, spesso per superficialità e mancanza di precisione scientifica. Le opere scritte dopo il 1870, anche se non sono tra gli scritti polemici, manifestano la sua aperta, acerba avversione alla Chiesa cattolica e in modo particolare al papato romano.

BIBL.: autobiografia in Geschichte der Quellen, III, 1, pp. 435-38 e Lebenserinnerungen, 3 voll., Giessen 1908; A. Zimmermann, Glossen zu V. Schulters Lebenserinnerungen, in Der Katholik, 40 (1900), pp. 62-69; N. Hilling, J. F. Ritter von S., in Archiv für hath. Kirchenrecht, 95 (1915), pp. 519-27.

Alfonso M. Stickler

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“SCHULTE, JOHANN FRIBDRICH VON.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 73. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/schulte-johann-fribdrich-von.