SEDER (sädher «ordine»). - Termine ebraico liturgico, che in particolare si riferisce all'ordine o cerimoniale da usarsi per la cena pasquale ebraica e che mira, secondo *Ex.* 13, 3, a narrare in modo comprensibile la storia dell'esodo dall'Egitto.
In ossequio all'insegnamento di Rabbán Gamaliele, si spiegano i tre elementi costituitivi: il sacrificio (l'agnello) pasquale, il pane azzimo, le erbe amare. Segue la recita dei salmi 113-14, la benedizione per la liberazione ed una serie di aggiunte di carattere omiletico. Le erbe amare ricordano le sofferenze subite in Egitto; un impasto di mele, noci ecc. (v. HARÓSETH) ricorda i mattoni fabbricati in Egitto (Ex. 1, 14). Le quattro coppie di vino per ciascuno dei commensali si spiegano come allusione alle quattro espressioni per «liberare, salvare» che ricorrono nel sacro testo. La cena si inizia con la benedizione sulla 1a coppa, QUIDITÀ (v.). Segue l'abluzione delle mani e la consumazione di erbe bagnate con acqua salata. Delle tre azzime preparate quella di mezzo viene divisa in due parti, di cui una è destinata a segnare in seguito la chiusura della cena. Questo pane riservato (v. AFIQÓMEN) viene avvolto in un panno bianco (Ex. 12, 34). Si riempie la 2a coppa e un bimbo pone quattro domande, con le quali chiede la spiegazione dei ricordi storici a cui si riferisce il cerimoniale. Si fa l'abluzione delle mani prima della cena, si recita la benedizione sul pane e si consumano le erbe amare, la malta e le azzime (Num. 9, 11). Si mangiano le uova e si consuma la cena. Si ringrazia poi Dio per il pasto e si beve la 3a coppa. Si recitano a porta aperta i testi: Ps. 79, 6-7; 69, 25; Lam. 3, 66. Si riempie la 4a coppa e si leggono i Ps. 115-18 (v. HALLÉL), 136 e vari inni extra-biblici. Si beve la 4a coppa e si recita la benedizione (lode) per il vino.