Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Eresie, scismi, deviazioni dottrinali

SELEUCIANI

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SELEUCIANI. - Termine usato per denotare i seguaci d'una setta gnostica del sec. III, diffusa nella Galazia e ricordata da Filastrio di Brescia (sec. IV) e da s. Agostino. I S. vennero così chiamati da Seleuco, primo capo e maggiore esponente.

Punti principali della loro dottrina sono: a) Dio è un essere corporeo, che non creò la materia essendo anch'essa eterna al pari di lui, e neppure le anime umane, che hanno origine dal fuoco e dall'aria per opera degli Angeli. Il male ora viene da Dio ora dalla materia: « Malum autem asserunt esse aliquando a Deo, aliquando a materia » (s. Agostino, De haeresibus, 59); b) Gesù Cristo non siede alla destra del Padre celeste, perché nell'ascensione abbandonò il suo corpo nel sole. In questo senso si devono intendere la parole del Salmo 18, 16: « In sole posuit tabernaculum suum »; c) respinsero inoltre il Battesimo d'acqua, per la ragione che i discepoli di s. Giovanni Battista furono battezzati « nello Spirito Santo e nel fuoco » (Mt. 3, 11); d) non esiste un paradiso invisibile; l'inferno è questo mondo; la risurrezione dei corpi consiste nella procreazione dei figli.

Seleuco lasciò due apostoli, Ermia e Proclino, i quali aggiunsero nuovi errori alla dottrina del maestro, insegnando, ad es., che Gesù Cristo non ebbe nascita corporale. I S. richiamano in molti punti i seguaci d'Ermogene, vissuto alla fine del sec. II e al principio del III, che Tertulliano attaccò direttamente nell'Adversus Hermogenem. Qualcuno anzi, sulla base della presunta identificazione di Ermia con Ermogene, avanzò la tesi che si trattasse di una medesima setta; ma ciò non è ammissibile, anche perché la dottrina d'Ermogene si trova in aperto contrasto con certi errori dei S., ad es., con l'idea di un Dio corporeo, autore del male. Poiché se qualche cosa si sa dei S. lo si deve unicamente alle notizie scarse e piuttosto tardive di Filastrio (De haeresibus, 55-60: PL 12, 469-71) e di s. Agostino (De haeresibus, 59-60: PL 42, 41-42), non è possibile precisare meglio le vicende di questa setta, la cui importanza del resto non fu molto considerevole.

Bibliografia3 opere
BIBL.: W. F. Walch, Geschichte der Ketzereien, I, Lipsia 1762, p. 584; C. Frassen, Scotus Academicus, I, Roma 1900, pp. XXVII-XXVIII; G. Bareille, Hermias, in DThC, VI, col. 2306 (con bibl.).

Emanuele Chietini

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Di Emanuele Chiettini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), col. 269.

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vol. 11, coll. 269–270

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Chiettini, Emanuele. “Seleuciani.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, col. 269. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/seleuciani.

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Chiettini, Emanuele. “Seleuciani.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, col. 269. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/seleuciani.

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