SERVI DI MARIA. - Dal movimento mariano che dai primi del sec. XIII si diffondeva un po' dovunque, talora anche sotto il nome di S. di M., l'anno 1233 si distaccarono sette mercanti fiorentini (v. SETTE FONDATORI DELL'ORD) per ritirarsi a vita eremitica e contemplativa nei pressi di Firenze e poi sul Monte Senario, a ca. 18 km. dalla città.
Questi sette principali devoti di Maria, così il contemporaneo autore della Legenda de origine Servorum Virginitis Mariae, non credettero con questo fatto personale, frequente ai loro tempi, di dar inizio ad un nuovo Ordine religioso. Il loro esempio però era stato molto ammirato: il popolo li aveva chiamati subito i S. di M. (nome che dopo il 1245, prima in Firenze e poi altrove, rimase loro per antonomasia), non mancarono perciò quelli che voli-
SERVI DI MARIA - SERVI TÙ PREDIALE
lero far parte della loro associazione; ciò che li indusse a recarsi a Firenze dal vescovo Ardingo, per gettare le prime basi organizzative della nascente istituzione religiosa. In ubbidienza al Concilio Lateranense IV, can. 13, scelsero la Regola di s. Agostino e le Costituzioni corrispondenti, che sono le premonstratensi, attraverso la più recente redazione domenicana (1239-41), a cui premisero le riverenze da prestarsi alla s. Vergine.
Dal 1250 in poi la nuova organizzazione religiosa andò attenuando il carattere ermetico ed accentuò quello cenobitico e apostolico, e sotto quest'aspetto ottenne il primo vero riconoscimento pontificio da Urbano IV, nel 1263, rinnovato da Clemente IV nel 1265. Sotto Gregorio X, nel Concilio di Lione (1274) uscì la decretale Religionum diversitatem che limitava il numero degli Ordini mendicanti; e si poté pensare che l'Ordine dei S. di M. fosse tra i soppressi (cf. M.-H. Laurent, Le b. Imocent V, Città del Vaticano 1947, p. 349 sgg.); ma s. Filippo Benizi, allora generale dell'Ordine, ne iniziò subito (febbr. 1277) un'efficace difesa che, attraverso i Consilia Sapientum (pareri dei principali giuristi del tempo), si concluse nel 1290 con un nuovo riconoscimento pontificio. L'approvazione definitiva è di Benedetto XI con la bolla Dum levamus dell'11 febbr. 1304. Nel corso dei secoli anche l'Ordine dei S. di M. ebbe una congregazione detta dell'Osservanza (1411-1570) e quella ermitica di Montesenario (1592-1778); si propagò in diverse nazioni fuori d'Italia, fu presente a tutte le principali manifestazioni della vita della Chiesa e nella lotta contro l'eresia luterana.
Ha 10 santi canonizzati: s. Filippo Benizi, S. Pellegrino Lazzosi, s. Giuliana Falconieri, i Sette Santi Fondatori; molti beati, e numerosi servi di Dio nei suoi tre rami (primo, secondo e terzo Ordine), dei quali è in corso la causa di beatificazione. Nel campo mariano ha portato frequentemente il suo efficace contributo, in particolare relativamente allo sviluppo e alla diffusione della devozione all'Addolorata. Figure notevoli tra i suoi cardinali furono: il Laureno (m. nel 1542), Stefano Bonucci (m. nel 1589), il Pieri (m. nel 1743), il Caselli (m. nel 1828), il Lépicier (m. nel 1936). Ebbe teologi di fama, specialmente nel campo della teologia morale e dell'ascetica, controversi e oratori sacri assai conosciuti, filosofi, letterati, artisti, musici e numerosi professori nelle principali università particolarmente italiane.
Conta oggi 12 province maggiori, con un rettore generale, in Europa e nell'America del nord e del sud; oltre a un rettore provinciale (Belgio) e cinque commissari provinciali (in Spagna, Argentina, Brasile, Cile e Messico); ha missioni nel Sud Africa, nel Brasile e nel Cile.
Monasteri di Serva di M. di clausura (Mantellate) sono in Italia, in Germania, in Spagna e in Inghilterra; ventidue Congregazioni di suore del Terz'ordine regolare sono sparsi in ogni parte del mondo, più diversi monastri autonomi: tutte queste suore venerano come loro fondatrice principale s. Giuliana dei Falconieri.
Anche il Terz'ordine secolare, che anticamente si diceva Società dell'Abito, rimonta, sotto diverse forme, ai primi tempi dell'Ordine; la regola del Terz'ordine in particolar modo fu approvata da Martino IV nel 1424 e modificata dai papi Leone XIII e Pio XI.