SIGUENZA, DIOCESI DI

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SIGUENZA, DIOCESI di. - Città e diocesi della Spagna, suffraganea di Toledo, situata nella provincia civile di Guadalajara e Soria e una piccola parte in quelle di Saragozza e Segovia. È la Segontia dei Celtiberi.

Patrona della diocesi è s. Librada. La diocesi ha una superficie di 9814 kmq., 175.000 ab. tutti cattolici, distribuiti in 476 parrocchie, 245 sacerdoti diocesani e 33 regolari, i seminario, 3 comunità religiose maschili e 22 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 401).

Il primo vescovo conosciuto è Protogene, il quale intervenne nel famoso Concilio III di Toledo del 589, in cui si compì la conversione totale della Spagna, presente il re Recaredo. Si sa il nome dei vescovi ariani allora convertiti; sembra dunque che Protogene e gran parte della sua diocesi fossero cattolici molto prima del Concilio. Come accadde nella maggior parte delle diocesi spagnole durante la dominazione saracena, anche quella di S. fu allora molto provata, così che si conosce il nome di pochissimi vescovi dal sec. VIII all'XI, ma conquistata la città nel 1124 dalle armi cattoliche, ebbe nuova vita, avendo il re Alfonso VIII concesso ai prelati segnanti il dominio della città.

La Cattedrale, dedicata all'Assunta, fu cominciata nel 1124, cioè nell'anno della cacciata dei maomettani, e precisamente nel luogo dove era esista l'antica. L'abside e la crociera appartengono al sec. XII, le navate basse al sec. XIII, l'alta al sec. XV. In complesso è un bell'esemplare dell'epoca di transizione romanico-gotico. Contiene le tombe monumentali del card. Carrillo de Albornoz (m. nel 1434), di Martin Vasquez detto El Doncel (m. nel 1486) e di mons. Fernando de Arce vescovo delle Canarie (m. nel 1521). L'Archivio è molto ricco. Il Seminario venne eretto nel 1651. - Vedi tav. XXXIX.

BIBL.: D. Sanchez Portocarrero, Nuevo catálogo de los obispos de S., Madrid 1646; T. Minguella y Arnedo, Historia de la diócesis de S. y de sus obispos, I-III, 1710-13; E. Florez, España Sagrada, VIII, 1786, pp. 118-33; Cottineau, II, col. 3034; Eubel, I, p. 444; II, p. 258; III, p. 315; IV, p. 311; V, p. 351. Giuseppe M. Pou y Marti.