È la maggiore personalità della scultura abruzzese degli ultimi decenni del 1400: i documenti lo ricordano anche come pittore. Noto la prima volta nel 1471; nel 1476-80 scolpì il monumento al card. Agnifili in S. Massimo di Aquila, firmato «Opus Silvestri Aquilani»; al monumento anche apparteneva la lunetta oggi murata nella porta laterale di S. Marciano e che richiama la scuola di Antonio Rossellino; la conoscenza dei modelli fiorentini è chiara anche nello schema della tomba. I caratteri della sua arte fanno pensare ad altri contatti con la cultura figurativa del suo tempo. Nel monumento a Maria Camponeschi in S. Bernardino (cui attendeva ancora nel 1496) lo schema toscano del monumento funebre si appesantisce di statue entro nicchie nei pilastri e di ricchi ornati secondo il gusto della scuola romana del tardo '400; nel S. Sebastiano (1478), ora nel Museo di Aquila, ai ricordi del Rossellino si uniscono motivi del Verrocchio. Nel 1500 S. lavorava al mausoleo di S. Bernardino, nella chiesa omonima, ricco di statue ed ornati, compiuto nel 1505 in prevalenza da aiuti.
Tipici sono alcuni gruppi in terracotta dipinta della Madonna con il Bambino (in S. Bernardino di Aquila, in S. Maria di Collemaggio) che rimasero di modello alla scultura abruzzese del '500. - Vedi tav. XL.