SOBNA (ebr. Sēbhā, Settanta Ōwōwā), - Magniordomo della casa reale di Giuda e primo ministro (cf. II Par. 26, 21 ecc.) al tempo di Ezechia (721-693 a. C.).
Infierendo la guerra con gli Assiri, si stava tagliando un sepolcro sontuoso nella roccia, in luogo ben visibile; faceva sfarzo di cocchi superbi; la sua condotta era un'onta per Ezechia. Perciò Isaia ca. l'a. 701 l'affrontò predicendogli la rimozione dal posto e che «ruzzolerà come una palla fino ad una vasta pianura (Egitto, Assiria?), dove morrà inonorato». Gli succederà Eliacim (Is. 22, 12-25).
In Is. 36, 3, 11, 22; 37, 2 e II Reg. 18, 18, 26, 37; 19, 2, tra i parlamentari inviati da Ezechia al rabḥ šāqēh di Sennacherib, dopo Eliacim (maggidomo) è nominato S. segretario (has-sāphēr). Molti identificano i due S. Nella retrocessione a segretario si sarebbe adempiuto Is. 22, 15-25. Però sembra più probabile distinguerli per l'ufficio diverso e perché Ezechia non avrebbe mantenuto ad un posto sì alto chi era l'onta della sua casa. Il suo nome in II Reg. differisce da Is. (Sēbhāh); in Is. 36, 3 sgg. può essere stato armonizzato con Is. 22, 15 sgg. Un sigillo trovato a Tell ed-Duwejr (Lachis) porta la scritta: «Di S. (figlio) di Achab».