« STUDIORUM DUCEM ». - Enciclica di Pio XI (29 giugno 1923) su s. Tommaso d'Aquino, pubblicata in occasione del VI centenario della sua canonizzazione (AAS, 15 [1923], pp. 309-26).
Nella prima parte il Pontefice tratta della santità dell'Aquinate, che lo rese particolarmente idoneo a penetrare i misteri delle fede e a parlarne con soavità e forza persuasiva. L'eccellenza della sua dottrina (parte 2ª), tanto largamente riconosciuta dalla Chiesa (si citano i Papi da Giovanni XXII a Leone XIII e Pio X), è come il frutto della straordinaria personalità spirituale del Dottore Angelico e Comune: tutta la sua opera scientifica è un
anelito verso Dio, dalla metafisica (in cui è superiore a tutti) alla teologia dogmatica e morale (di cui si pongono in luce i fondamentali apporti) fino all'ascetica, alla mistica, all'esegesi e alla liturgia. I suoi inni per la festa del Corpus Domini gli danno il diritto ad essere ritenuto « Eucharistiae praeco et vates masimus ». Il cospicuo documento si chiude con un'esortazione a seguire gli esempi e la dottrina del s. Dottore (ite ad Thomam) di cui è posta in luce la perenne attualità.
Meno alta e solenne dell'Aeterni Patris (v.) di Leone XIII, quest'enciclica è aderente alle necessità del momento.