TAMASSIA, NINO. - Storico del diritto italiano, n. a Revere di Mantova il 1° dic. 1860, m. a Padova l'11 dic. 1931.
Laureatosi a Pavia e perfezionatosi a Strasburgo, insegnò a Parma dal 1886, a Pisa dal 1888 e a Padova dal 1895 sino alla morte. La storia del diritto, che con i suoi predecessori (Sclopis, Pertile, Schupfer, Del Giudice) non aveva ancora affermato la propria autonomia dalle scuole straniere, ebbe col T. un nuovo indirizzo che fu detto non felicemente «nazionalistico» e ridusse a più giusti confini l'influenza del diritto germanico, esagerata dagli storici tedeschi e dallo Schupfer (v). Con oltre duecento studi particolari T. mise in luce l'eredità di Roma e l'azione continua della Chiesa «convergenti sulle naturali qualità e sulle condizioni storiche del popolo italiano» (Calisse). Preferì a trattati e monografie le comunicazioni scientifiche, ricche di pensiero nella loro brevità: di qui l'accusa di frammentarietà della sua opera, smentita, tuttavia, dai volumi su Odofredo e su La famiglia italiana nei secc. XIV e XV. Risalì oltre il diritto romano classico a quello delle regioni italiche affiorante nelle consuetudini popolari, ed usò le fonti dei secc. v e vi, prima trascurate, fra cui la patristica, dedicando studi particolari agli scrittori ecclesiastici (s. Gregorio Magno, Zenone di Verona, s. Massimo, s. Pier Crisologo, Lanfranco di Pavia, Paolino d'Aquileia).

Talmud - Pagina del trattato Bérdēhātō ed. di D. Bomberg, Venezia 1520. In mezzo, testo della Miānāh e Gēmārō', a destra, commento di Raäl, a sinistra glosse dei Tosafisti.