TEOFANE CHERAMEO

TEOFANE CHERAMEO. - Sotto il nome di T. si ha la raccolta più ampia di omelie greche del medioevo. Alcune portano il nome di Gregorio, di Filippo, di Filagato: non si è sicuri se si tratti di persone distinte o dello stesso personaggio.

Fino alla metà del secolo scorso si credeva universalmente che T. fosse stato vescovo di Taormina. Ma i dati che si rilevano dalle stesse omelie lo escludono nella maniera più categorica. Egli viveva ai tempi del re Ruggero II, quando la diocesi di Taormina non esisteva da quasi 3 secoli. In realtà si tratta di un monaco basiliano della Calabria, forse del Patrìon rosanese, discepolo di S. Bartolomeo di Simeri, arcivescovo di Rossano, morto verso la metà del sec. XII.
Opere: Homiliae in Evangelia dominicalia et festa totius anni, Parigi 1644, riprodotte dal Palama, Gerusalemme 1860, e dal Migne in PG 133. Alcune omelie (in codici dell'Escuriale, della Vaticana e dell'Ambrosiana), sono ancora inedite.

Bibl.: N. Buscemi, T. C., in Giorn. eccles. d. Sicilia, Palermo 1832, pp. 1-48; D. Lancia di Brolo, Sopra T. C., Palermo 1877 (estr. da Arch. st. sicil., nuova serie, 1 (1876), pp. 391-421; id., Storia della Chiesa in Sicilia, II, ivi 1884, 459-62; A. Gradin, Storia di Rossano, Roma 1926, pp. 298-299; M. Amari, Storia di Musulmani, I, Catania 1933, pp. 631-39. Francesco Russo