THOLUCK, FRIEDRICH AUGUST GOTTREU

THOLUCK, FRIEDRICH AUGUST GOTTREU. - Teologo del «movimento di risveglio» protestante, n. a Breslavia il 30 marzo 1799, m. ad Halle, il 10 giugno 1877.

Povero studente a Berlino dal 1816, divenne amanuense dell'orientalista von Dietz, il quale, con il barone H. E. von Kottwitz, lo formò a pietà profonda. T. pietismo (v.). S'interessò per le Missioni Esterre, per le quali fondava una apposita società a Berlino; fu direttore della Hauptbibelgesellschaft per gli anni 1821-25. Partecipò alle missioni protestanti presso i giudei, dirigendo la rivista Freund Israels (anni 1824-26). Nel 1821 T., per intervento del ministro Altmann, fu riconosciuto libero docente, A Berlino scrisse soprattutto trattati orientalistici, specialmente sul 'SUFISMO (v.), il libro Sohar (v. CABBALA) e il commento a Romani (Halle 1824). Più celebre lo fece il libro in parte autobiografico: Guido und Julius. Die Lehre vom Sünder und vom Versöhner, oder Die wahre Weihe des Zweiflers (Amburgo 1823; 9a ed., 1870). Tradotto in cinque lingue, fu il libro più letto e più stimato di tutto il «risveglio» e fin dal titolo si op

pone al Lehrroman (romanzo dottrinale) del «razional-mitico» De Wette dal titolo Theodor oder des Zueiflers Weihe. Però in qualche modo T. si avvicina a Schleiermacher, ammettendo che la religione è un sentimento di completa dipendenza, e che dogmi, simboli e dottrine religiose importerebbero poco in paragone al fervente servizio di Dio. Col 1826 T. divenne professore ordinario ad Halle, la Facoltà teologica protestante allora più frequentata in tutta la Germania. Ai propositi del governo prussiano, che favoriva il rinnovamento religioso, si opposero i professori razionalisti di Halle, come W. Gesenius (v.) e J. A. C. Wegscheider (1771-1849); furono sobiliati gli studenti e la cittadinanza di Halle. Il governo resistette, ma T. cominciò in una situazione sommamente delicata; il suo commento a Giovanni (Amburgo 1827), fu stroncato nella rivista della Facoltà. Per ristabilire la sua salute, nominato predicatore dell'ambasciata prussiana a Roma, il T. godette nel 1828-29 Bunsen (v.) e dichiarò che Roma gli dava un respiro più libero, e gli sciolse parecchie strettezzate pietistiche. Ritornato, nel 1830, fondò la rivista: Literarischer Anzeiger für christliche Theologie und Wissenschaft überhaupt (20 voll., Halle 1830-49).

L'attività di T. si estese a tre campi. In quello eseguito curò l'edizione dei commenti di Calvino al Nuovo Testamento, ai Salmi e le Institutiones (Berlino 1831-36); pubblicò Bergedrigt (più tardi Bergrede) Christi (Amburgo 1833; 5a ed., Gotha 1872); Hebräberbrief (Gotha 1836, 1850); Das A. Test. im N. Test. (ivi 1836; 6a ed., 1872); Die Glaubwürdigkeit der evangelischen Geschichte (contro Strauss [v.], ivi 1836, 1837, tradotto in francese, Parigi 1847); Die Psalmen (ivi 1843, 1872); Die Propheten und ihre Weissagungen (Gotha 1860, 1867); ecc. Come esegita, pur dando meno importanza alla filologia, sa cavare il profondo senso religioso dalla Bibbia. Nel campo apologetico e storico: Vernischte Schriften grossenteils apologetischen Inhalts (Amburgo 1839, 1867); Zur Charakteristik rationalistischer Polemik (Halle 1840); Gespräche über die vornehmsten Glaubensfragen der Zeit (Gotha 1846, 1865); Der Geist der lutherischen Theologen Wittenbergs im 17. Jahrhundert (Amburgo 1852); Vorgeschichte des Rationalismus (4 voll., Halle-Berlino 1853-62); Das akademische Leben des 17. Jahrhunderts (2 voll., 1861 sgg.); Geschichte des Rationalismus, I. Geschichte des Pietismus und des ersten Stadiums der Aufklärung (Berlino 1865), ove, oltre il razionalismo, il T. critica l'ortodossia luterana, che priva, secondo lui, di profondi sentimenti religiosi, aveva in sé i germi del razionalismo. Le prediche e i colloqui spirituali costituiscono l'attività più cara a T., ricercatissimo come predicatore. Dal 1839 era ufficialmente predicatore per gli studenti a Halle, che assisteva con colloqui, con lettere e con sussidi tanto da essere chiamato Studentenvater, padre degli studenti.

Pur ammirando in T. il profondo sentimento religioso, lo zelo per la causa di Dio e la carità verso il prossimo, è da lamentare in lui la sua mancanza di chiarezza e di precisione dogmatica. Egli è rimasto vittima del «romanticismo» del suo tempo, così favorevole al ritorno alla religione nello Stato prussiano, e, quando l'ambiente si cambiò profondamente, i suoi continuatori, come Martin Kähler (1835-1912) e Julius Schniewind (1883-1948), furono costretti a sacrificare sempre di più la verità rivela (cf. Verbum Domini, 31 [1953], pp. 40-42).

BIBL.: M. Kähler, A. Th., ein Lebensbausch, Halle 1877; id., A. Th. Gedächtnis, ivi 1899; id., Mittelstrasse 10, Erinnerungen an A. und M. Th., ivi 1899; id., in Real-Encykl. f. prot. Th. u. Kirche, XIX (1907), pp. 697-702 (rettifica alcune inesattezze); L. Witte, Das Leben F. A. G. Th., 2 voll., Bielefeld-Leipzig 1884-86 (fondamentale); N. Bonwetsch, Aus Th. Anfängen (lettere), Gütersloh 1922; W. Zilz, A. Th., Gotha 1930; K. Barth, Die protestant. Theol. im 19. Jahrh., Zurigo 1947, pp. 459-68. Pietro Norber