TRITEMIO. - Giovanni di Heidenberg, detto T. da Trittenheim sulla Mosella (Trevi), dove n. il 10 febbr. 1462; m. a Würzburg il 13 dic. 1516. Di lui fu detto che «da nessuna scienza fu alieno»; studiò a Trevi, Colonia ed Heidelberg; imparò greco ed ebraico sotto Reuchlin e Wimpfeling.
Si fece monaco benedettino a Sponheim, della congregazione di Bursfeld, nel febbr. 1482 e vi fu eletto abate l'anno seguente. Attese alla ricostituzione dei beni della sua abbazia ed all'incremento delle osservanze monastiche; raccolse libri e manoscritti rari per cui la biblioteca divenne rinomata in tutta la Germania e nel 1623 entrò nella Biblioteca Vaticana. Stabili anche una tipografia e fondò un'accademia, ponendo lo studio dei classici come mezzo precipuo per la formazione delle menti, dando le norme per lo sviluppo della scienza cristiana cioè dello studio della Bibbia, dei Padri e della teologia secondo gli indirizzi di s. Tommaso.
Nel 1503 lasciò Sponheim e si ritirò a Würzburg nel monastero di S. Giacomo degli Scotti, di cui il 12 ott. 1505 fu eletto abate e dove morì stimato come decoro della patria, maestro e specchio dei monaci, educatore e amico dei preti, padre dei poveri e medico dei malati (Janssen). Fu in relazione con i dotti del suo tempo ed oltre che delle scienze ecclesiastiche il T. ebbe conoscenza delle scienze naturali tanto da essere ritenuto stregone; ma la sua maggior celebrità è dovuta agli scritti storici, i quali in alcune parti conservano ancora la loro importanza. Egli pubblicò il primo lessico universale dei dotti nel Catalogus scriptorum ecclesiastici (Mangonza 1494), al quale i discepoli aggiunsero un'appendice di 1155 articoli (1508-13). Fece seguire il De viris illustribus Germaniae (ivi 1495) e fece raccogliere dal monaco Paolo Lang i materiali per un'ampia storia della Germania. Scrisse ancora: De viris illustribus O. S. B., Annalium Hirsangensium libri II, ed un Chronicon Hirsangense (830-1370); Compendium annualium de origine Francorum (ivi 1515-16); Chronicon ducum Bavariae; Chronicon Sponheimense dal 1124 fino al 1506, che un anonimo continuò fino al 1526; Sermones et exhortationes ad monachos (Strasburgo 1516); Epist. familiar. libri II, ed altre opere pice e spirituali. Scrisse pure opere curiose come quelle a proposito di astrologi, di alchimisti, di streghe (Steganographia libri III) e di scritture ed alfabeti segreti (Polygraphia, Francoforte 1518).