Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Concili e sinodi Concili ecumenici

TRULLANO, CONCILIO

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Noto anche come: greco: Penthekte Synodos; inglese: Quinisext Council, Council in Trullo; Concilio Quinisexto; latino: Concilium Quinisextum, Concilium Trullanum, Synodus Quinisexta

TRULLANO, CONCILIO. - Nell'autunno del 691 l'imperatore Giustiniano II convocò a Costantinopoli un Concilio, chiamato poi T. dalla grande sala a cupola (τροῦλος) ove si radunava, o anche πεν-θέντη (quinisesto) perché destinato a supplire l'opera legislativa disciplinare del V (553) e VI (680) Concilio ecumenico. Di fronte all'ascendente avuto dalla Sede Romana nel 680, si voleva accentuare l'autorità centrale della nuova Roma. Perciò vengono censurati certi usi, non solo della Chiesa romana, ma anche degli Armeni, degli Iberi e degli Africani. Degli atti del Concilio sono conservati soltanto l'allocuzione del Concilio all'Imperatore e 102 canoni con le firme dei partecipanti. Sotto la firma dell'Imperatore è lasciato posto libero per quella del Papa.

Ma Sergio I, nonostante le minacce, rifiutò di acconsentire e la missione punitiva del protospatario Zaccaria finì con un clamoroso trionfo del Papa. Deposto e mutilato, poi restaurato sul trono, Giustiniano volle sapere da Giovanni VII (705-707) che canoni non approvasse. Ma il Papa diffidente rinviò gli atti senza aggiungere nulla. Papa Costantino I (708-15) però seguì l'ingiunzione imperiale di venire a Costantinopoli, dove fu ricevuto con tutti gli onori dovuti. Si può desumere dalla notizia del Liber Pontificalis che si venne ad una intesa lasciante libero il Papa per quanto riguardava l'Occidente. Più tardi Adriano I citò il can. 82 contro i Franchi in difesa del culto delle immagini. Infine Giovanni VIII, secondo la testimonianza di Anastasio Bibliotecario, approvò i canoni, «exceptis illis qui rectae fidei, bonis moribus et consuetudinibus Ecclesiae Romanae opponuntur».

Vi erano però testimonianze contraddittorie sulla data del Concilio, sul numero dei partecipanti, sulla sua autorità. I Greci lo consideravano come ecumenico, i Latini lo ebbero per spurio. Vi si trovavano le firme dei tre patriarchi orientali, mentre queste sedi erano vacanti o, almeno, i loro titolari non potevano venire a Costantinopoli. Non si trovano nei manoscritti firme di legati romani, i quali secondo il racconto del Liber Pontificalis sarebbero stati presenti e «ingannati» avrebbero sottoscritto. I canonisti e i polemisti hanno dunque considerato questo Sinodo con grande diffidenza. Beda il Venerabile lo chiama «reprobra», Paolo Diacono «synodus erratica», Binio «synodus erratica, conventus malignantium et synagoga diaboli», Baronio lo rigetta e spiega la citazione di Adriano I con l'esempio di Davide che si servì della spada dell'empio Goliat. Anche G. S. Assemani e molti altri non ne vogliono sapere.

Da rimproverare al Sinodo erano specialmente i canoni antiromani: i can. 3 e 13 biasimano l'uso del celibato vigente nella Chiesa romana; il can. 36 rinnova quanto il can. 3 del II e il can. 28 del IV Concilio ecumenico avevano decretato sui diritti della sede della nuova Roma; il can. 55 rigetta il digiuno del sabato; il can. 67 prescrive l'astinenza dal sangue e dagli animali soffocati, ecc. Ma non si può negare che la maggior parte dei canoni è ispirata da sano zelo e dal desiderio di riformare gli abusi.

Vi sono leggi utili sulla disciplina del clero, del monachismo, sui doveri dei laici; fondamentali sono i canoni sul matrimonio dei chierici (can. 3), sull'età degli ordinandi (can. 14), sugli impedimenti matrimoniali di parentela spirituale (can. 53), e di affinità (can. 54). Il can. 2 riconosce per la prima volta ufficialmente la Collezione dei canoni dei concili ecumenici e locali, come dei SS. Padri, che rimarrà la base del diritto canonico bizantino.

Bibliografia6 opere
BIBL.: Manzi, XI, pp. 30-1006; J. B. Pitra, Juris eccles. Graecorum hist. et monum., t. II, Roma 1868, pp. 4-99; Baronius, Annales, ad annum 692, nn. 1-51; Hefele-Leclercq, III, pp. 260-81 con bibl.; J. Pargoire, L'Eglise byzantine, Parigi 1905, p. 199 sgg.; Fliche-Martin-Frutz, V, pp. 202-208, 492 sgg.

Emilio Herman

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 586–587.

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Herman, Emilio. “Trullano, concilio.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 586–587. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/trullano-concilio.

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Herman, Emilio. “Trullano, concilio.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 586–587. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/trullano-concilio.

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