UTRECHT, ARCIDIOCESI DI

UTRECHT, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi che coincide con la parte nord-est dei Paesi Bassi, con 3,3 milioni di ab., dei quali 780.000 cattolici. Quasi il 57% sono protestanti, per lo più calvinisti di diverse sette; il 16,5% sono senza religione. Si ha un aumento annuale di 23.700 bambini cattolici e 1700 convertiti contro 5100 defunti. Distribuzione locale dei cattolici: nelle province Groningen, Friesland e Drente 7%; nelle altre, cioè Overijssel, Gelderland e U., 30-35% cattolici.

I cattolici sono divisi in 22 decanati e 415 parrocchie con 941 sacerdoti (836 secolari e 105 regolari). Un gran problema pastorale è quello dei matrimoni misti: 4002 matrimoni misti validi e 18.448 invalidi su 119.205 matrimoni validi fra cattolici. Seminari maggiori: il teologico a Driebergen-Rijsenburg, fondato nel 1857; il filosofico dal 1952 a Huis ter Heide; Seminario minore a Apeldoorn. L'arcivescovo attuale, dott. Giovanni de Jong, noto per le sue lettere pastorali contro le usurpazioni dei nazional-socialisti durante l'ultima guerra, fu creato cardinale nel 1946 (chiesa titolare: S. Cle-

mente). Vescovo-coadiutore dal 1951 è il dott. Bernardo Alfrink.

STORIA. - Nella città di U., originariamente una fortificazione romana (Albiobola, Traiectum ad Rhenum) il re Dagoberto I fondò una chiesetta, distrutta poi dai Frisoni. S. Villibrordo, l'apostolo dei Paesi Bassi, posò le fondamenta a U. per la conversione di questo paese con l'aiuto dei Carolingi. Pipino di Hristal lo inviò al papa Sergio I che lo consacrò arcivescovo di U. (695). La sua diocesi occupava i Paesi Bassi a nord del Reno. La definitiva conversione di questo territorio cominciò solo dopo la sottomissione completa fatta da Carlo Martello nel 734 e alla fine del sec. VIII la Chiesa era dovunque fondata. L'organizzazione di U. quale arcidiocesi con qualche suffragana non poteva essere realizzata e perciò U. divenne nel 745 suffragana di Colonia. Nel 753 s. Bonifazio, apostolo dei Frisoni, ne fu fatto vescovo. Altri noti missionari sono: s. Ludgero (Groninga), ss. Lebuino e Marcellino (Overijsel e Drente).

Nel medioevo fece parte del Regno teutonico. Le incursioni dei Normanni obbligavano i vescovi a spostare spesso la loro residenza. Vescovi noti sono: s. Radbodo (869-917) che fece una collezione di documenti di U., il cosiddetto Cartularium Radbodi, una fra le principali fonti per la storia di U.; s. Ansfrido (995-1010); s. Adelbodo (1010-25) che ricevette dall'imperatore Corrado diversi grandi territori e fondò così la potestà territoriale di U.; il cosiddetto «Sticht», ancora ampliato sotto s. Bernolfo (1025-54). La diocesi ebbe gran parte nella lotta delle investiture, parteggiando per lungo tempo in favore dell'imperatore. L'ingerenza della nobiltà nelle elezioni dei vescovi diminuì l'importanza di U. nel sec. XIV, situazione che migliorò nel 1528 quando la giurisdizione civile di U. fu ceduta a Carlo V con l'approvazione di Clemente VII.
Con la bolla Super universas del 1559 Paolo IV dette una nuova organizzazione ecclesiastica e i Paesi Bassi vennero sottratti alla giurisdizione straniera. U. diventò arcidiocesi con 5 suffragane. Primo vescovo fu Federico Schenk van Toutenburg. La guerra con la Spagna, la Unione di U., con la quale il calvinismo ebbe definitivamente il sopravvento, e la conseguente proibizione completa del culto cattolico impedirono ai due successori di Schenk di occupare la sede di U. Dopo il 1592 un altro vescovo non fu nominato e la reggenza ecclesiastica fu dapprima nelle mani di Sabeldo Vismeer (m. nel 1614), prima come vicario generale di U., dopo come vicario apostolico di tutta la cosiddetta «Missione olandese» e in questa funzione ebbe diversi successori fino al 1727, quando il potere passò all'internunzio di Bruxelles, assistito da 7 arcipreti. Il «vicariato di U.», cioè i canonici assistenti del vicario, divennero la causa dello scisma di U.; il vicario Pietro Codde, simpatizzante per il giansenismo, fu deposto nel 1704 e il Capitolo elesse, nonostante la protesta di Roma, Cornelio Steenoven, illegittimamente ma in modo valido consacrato dal vescovo francese Varlet, già sospeso. Formarono poi una Chiesa scismatica («oud-bisschoppelijke clerccy») che dopo il 1870 si avvicinò ai vecchi-cattolici di Germania. Attualmente la loro Chiesa ha ancora 3 vescovi in Olanda, con ca. 10.000 aderenti.

Nel 1853, quando fu restituita la gerarchia olandese, U. ridivenne arcidiocesi con le suffragane di Haarlem, Breda, Boscoducale e Ruremonda. Primo arcivescovo fu Giovanni Zwijsen.

La città di U. ha diversi monumenti: il Duomo, S. Martino, uno fra i monumenti gotici più importanti dei Paesi Bassi; le chiese romanico-gotiche di S. Giovanni, S. Pietro, il «Buurkerk», l'oratorio S. Michele. U. ha una scuola di musica sacra. La Biblioteca dell'Università

contiene molti manoscritti e miniature preziose, tra i quali il famoso Salterio di U. del sec. IX.

BIBL.: P. Albers, Geschied. van het herstel der hierarchie in de Nederlanden, Nimega 1903; J. de Jong, Handboek der kerkgeschied., Utrecht 1947; M. Dierichka, De oprichting der nieuwe bisdommen in de Nederl. onder Filips II, 1559-70, Anversa-Utrecht 1950.

Pietro van den Baar

SCISMA DI U. - Lo scisma di U. è in rapporto con il giansenismo (v.). Questa eresia entrò nei Paesi Bas-

si del Nord nella seconda metà del sec. XVII soprattutto perché i preti secolari ricevevano la loro formazione nel Collegio olandese di Lovanio, dove Giansenio stesso era stato il primo rettore, e poi perché alcuni vicari apostolici, come Giovanni Neercassel e Pietro Codde, appartenenti all'Oratorio del card. de Bérulle, diedero ospitalità ai capi della setta (Arnauld e Quesnel) espulsì dalla Francia sotto Luigi XIV. Per questa ragione l'urto che già vigeva tra preti secolari e regolari per questioni di carattere giuridico, trasportato sul campo dottrinale si inasprì.

Citato a Roma sotto l'accusa di giansenismo, il Codde fu sospeso dalla sua carica nel 1702 e deposto due anni dopo. Ritornato in Olanda, morì nel 1710, senza aver riprese le sue funzioni né essersi riconciliato con la Chiesa. I suoi aderenti, accampando il diritto di eleggere un successore, elessero nel 1723 un certo Cornelio Steenoven come arcivescovo di U. e lo fecero consacrare nel 1725 da Domenico Varlet, vescovo sospeso. Per assicurare la successione, gli associarono poco dopo due vescovi a Haarlem e a Deventer. Tentativi di riunione, fatti nel sec. XVIII, fallirono. Un Concilio tenuto a U. nel 1763 mostra la Chiesa di U. fedele ancora a tutte le credenze e pratiche cattoliche, eccetto il primato del Papa. Nel sec. XIX respinse il dogma dell'Immacolata Concezione e protestò contro l'erezione della gerarchia cattolica in Olanda (1853). Preso contatto, dopo il Concilio Vaticano, con i vecchi-cattolici, per i quali consacrava i vescovi, e interessandosi attivamente al movimento ecumenico, dal quale nacque nel 1931 una intercommunio in sacris con gli anglicani, la Chiesa di U. cominciò a sacrificare alcuni punti di dottrina e di disciplina ecclesiastica, come il Filioque, il celibato, la forma indicativa di assoluzione. Ultimamente si è pronunciata contro il dogma dell'Assunzione della B. Vergine. Conta attualmente tre vescovi, una trentina di preti e ca. 10.000 fedeli. - Vedi tav. LXXXVII.

BIBL.: P. Polman, s. V. in De Katholieke Encyclopaedie, XIX, Amsterdam 1937, pp. 310-12; B. van Bilsen, Het schisma van U., Utrecht 1949; E. Lagerwey, De oud-katholieke kerk van Nederland, Amsterdam 1951 (l'autore è vecchio-cattolico); Romeinse bronnen, III (ed. P. Polman), L'Aia 1952. Ponzano Polman
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“UTRECHT, ARCIDIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 592. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/utrecht-arcidiocesi-di.