VALENTE (F. VALENS AUGUSTUS), IMPERATORE ROMANO D'ORIENTE

VALENTE (F. Valens Augustus), IMPERATORE ROMANO D'ORIENTE. - N. il 328 a Cibalae in Pannonia

dal tribuno militare Graziano, che da unile condizione assurse alle alte cariche della gerarchia imperiale.

Complì il suo tirocinio militare dapprima nelle armate di Giuliano l'Apostata e poi fu designato dal fratello Valentiniano I a reggere le sorti dell'Impero d'Oriente. Agli inizi del suo regno ebbe a lottare contro Procopio, un usurpatore che si diceva parente di Costantino e che aveva ottenuto l'appoggio dei Goti. La rivolta venne domata ma V. infierì crudemente con un seguito di vendere e di stragi, cui seguì una guerra contro l'insurrezione dei Goti che avevano aiutato Procopio, durata tre anni. Una congiura di palazzo capeggiata da un tal Teodoro, unitamente a pratiche di magia, gli diede modo di emanare varie condanne capitali e tra i personaggi indiziati per anche il filosofo Massimo d'Efeso. Stava combattendo i Persiani e il loro re Sapore II quando i Goti, che per l'addietro, premuti dagli Unni, si erano riversati nei confini dell'Impero, vessati in tutti i modi dai funzionari romani, si ribellarono. Sotto la guida del loro capo Frigierno invasero la Tracia con un seguito di lutti e rovine e si spinsero sin sotto Adrianopoli. V. si affrettò a concludere la tregua con i Persiani (Ammiano, XXXI, 7) e volle affrontare i Goti senza attendere i rinforzi che veniva approntando il nipote Graziano, nuovo imperatore romano d'Occidente. Ma fu sconfitto proprio ad Adrianopoli (cf. F. Runkel, Die Schlacht bei Adrianopel, Berlino 1903) e perì in quella battaglia il 9 ag. 378. V. fu un buon amministratore (Ammiano, XXXI, 14, 2), ma di rozza indole (ibid., 6). Seguace della corrente moderata dell'arianesimo, volle intervenire nelle polemiche e controversie religiose del tempo ma fu affrontato coraggiosamente da s. Basilio. Tuttavia perseguito anche i cristiani (Gregorio Naz., Or., XX, 49-52; V. Fliche-Martin-Frutz, III, pp. 266-69). In Antiochia ne fece annegare diversi nell'Oronte, colpendo con l'esilio vari vescovi del luogo; a Nicomedia permise che si lasciassero bruciare in una barca ottanta sacerdoti (Gregorio Naz., Or., XLIII, 46). Se fu alquanto tollerante con i culti in genere (Cassiodoro, Hist. trip., VIII, 3), proibì i sacrifici sanguinosi e le pratiche magiche della superstite religione pagana.

BIBL.: fonti: Ammiano Marcellino, Hist., XXVI-XXXI. Studi: A. Nagl, s. V. in Pauly-Wissowa, XIV A, coll. 2097-2137; The Cambridge Mediev. Hist., I, Cambridge 1924, p. 19 e passim. Lanfranco Fiore
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“VALENTE (F. VALENS AUGUSTUS), IMPERATORE ROMANO D'ORIENTE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 605. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/valente-f-valens-augustus-imperatore-romano-d-oriente.