VITTORE IX, PAPA, SANTO

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VITTORE IX, PAPA, santo. - Africano e figlio di Felice, secondo il Lib. Pont., fu il tredicesimo vescovo di Roma dopo s. Pietro, successore di Eleuterio. Il Calatago Liberiano gli assegna un governo di 9 anni ca. (186-97?); Eusebio invece, seguito da S. Girolamo, 10 anni (180-201?); Hist. eccl., V, 22, 28). Mori il 28 luglio e fu sepolto in Vaticano. Il Martirologio romano lo commemora in quel giorno come martire.

Durante il pontificato di V. accanto all'elemento grecorientale fino allora prevalente prende vigore in Roma quello latino; s. Girolamo (De viris ill., 34) ritiene che V. latino. A lui si rivolse Marcia, favorita di Commodo, per la lista dei cristiani deportati in Sardegna liberati dal presbitero Giacinto (Ippolito, Philosoph., IX, 12). Di carattere energico e risoluto, pienamente conscio della sua autorità, V. dottrina e della prassi liturgica tradizionale minacciate da eretici e vescovi riottosi, che creavano scissioni e confusioni nella stessa Roma. Non esitò a scomunicare Teodoto il coiato autore dell'errore adozianista (Eusebio, Hist. eccl., VI, 28). Affrontò la questione per la celebrazione della Pasqua: le Chiese dell'Asia sull'esempio degli apo-