WACKENRODER, WILHELM HEINRICH

WACKENRODER, WILHELM HEINRICH. - Scrittore, n. a Berlino il 13 luglio 1773, ivi m. il 20 febbr. 1798. Fa storicamente parte, con l'amico Ludwig Tieck, del primo gruppo romantico.

Negato agli studi giuridici, cui voleva destinarlo li padre, si dedicò negli anni universitari a Erlangen e a Gottinga alla musica, all'arte figurativa e alla poesia, specie allo studio della poesia tedesca medievale. Di quegli anni è il progetto di un viaggio a Roma insieme a Tieck, ove questi avrebbe dovuto fare il poeta e W. il musico. Prepotente era infatti il desiderio di vivere soltanto dell'arte e per l'arte; a questa egli seppe accostarsi con un sentimento nuovo, quasi religioso, di rapita estasi: un abbandono mistico, fatto di spimento e di umiltà, che è la rivelazione dell'anima romantica e con essa della nuova intuizione del valore divino della creazione artistica. In tal senso egli scoperse il medioevo tedesco, nei monumenti poetici non meno che in quelli delle antiche città, quali Norimberga, Ansbach, Bamberg, visitate nel 1793 insieme a Tieck, e in tal senso deve essere valutato il suo significato per la storia della critica d'arte. Compito della vita di W. fu infatti di vedere e descrivere le opere degli antichi pittori e scultori; e queste visioni, specie maturate dopo una visita alla Galleria di Dresda nel 1796, furono raccolte col titolo: Herzenergiessungen eines kunstliebenden Klosterbruders e pubblicate con prefazione e alcune aggiunte del Tieck nel 1797. Vi è esaltato il religioso amore per l'arte di Raffaello, del Francia, di Leonardo, del Dürer, dell'immaginario musico Joseph Berglinger, in cui si cela egli stesso; ma di particolare rilievo, oltre a molte audaci intuizioni, è il capitolo Come e in qual modo si devono propriamente considerare le opere dei grandi artisti della terra ecc., ove W. esprime la teoria della divinità dell'arte, collocata al disopra dell'uomo. Egli collaborò, o meglio progettò di collaborare al romanzo Franz Sternbals Wanderungen del Tieck, che poi diverrà il Wilhelm Meister dei romantici; ma l'immatura fine troncò la sua fervida attività. Postume pubblicò il Tieck le Phantasien über die Kunst für Freunde der Kunst (1799), che raccolgono le romantiche riflessioni sull'arte di W. e di Tieck (nel 1814 questi pubblicò la parte originale di W. col titolo Phantasien über die Kunst von einem kunstliebenden Klosterbruder); e anche postumo apparve il suo epistolario col Tieck degli anni 1792-93, in cui egli più limpidamente si specchia.

BIBL.: H. Hartmann, Kunst und Religion bei W., Tieck und Solger, Erlangen 1916; O. Walzel, Vom Geistesleben alter und neuer Zeit, Lipsia 1922, pp. 362-316; B. Tecchi, W., Firenze 1927; id., Introduz. agli Scritti di poesia e di estetica di W. H. W., ivi 1934; L. Mittner, W. e Tieck, Venezia 1944. Sergio Lupi
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“WACKENRODER, WILHELM HEINRICH.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 1022. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/wackenroder-wilhelm-heinrich.