WASSERMANN, JAKOB. - Scrittore, n. a Fürth il 10 marzo 1873 da famiglia ebraica, m. a Altaussee (Stiria) il 1° genn. 1934.
Iniziò presto la carriera di scrittore, abbandonando quella di commerciante cui era destinato. Il primo romanzo di più ampio respiro, *Die Juden von Zirndorf* (1897), contrappone al falso profeta il tipo del nuovo profeta che il popolo ebreo attende; la seguente *Geschichte der jungen Renate Fuchs* (1900) presenta il tipo della nuova donna ebraica e costituisce la 2a parte di quel romanzo. Seguono *Moloch* (1903); *Der nie geküsste Mund*; *Alexander in Babylon* (1905) e una raccolta di novelle: *Die Schwestern* (1906). Viene quindi, dopo un breve intervallo, la più matura e lunga serie di romanzi, elaborati sullo sfondo di uno psicologismo scientifico venuto allora di moda, quali *Caspar Hauser* (1908); *Die Masken Ewin Reimers* (1910); *Das Gänsemännchen* (1915); *Christian Wahnschafte* (1919); *Der Aufruhr um den Junker Ernst* (1926); *Der Fall Mauritius* (1928); *Elzed Andergast* (1931). Postumi apparvero *Joseph Kerkhoven* *dritte Existenz* e *Tagebuch aus dem Winkel*.
La caratteristica fondamentale dell'arte del W. consiste in una tecnica di estrema abilità puntuale, quasi meccanica, con cui si svolge intrecci, affollati di episodi e di personaggi, i quali, più che costruire, sbriciolano la grande vicenda della commedia umana. Lontano da ogni moralismo o da esigenze religiose, W. persegue pure un ideale di umanità, un mito, un sogno messianico, che sa sollevare la sua arte su un piano nobilmente spirituale.