Pervetustam locorum originem

Bolla di erezione della Diocesi di Treia e restituzione del titolo di città

Bolla di papa Pio VII ·

1 um dalla diocesi di Camerino con perpetua separazione, è decorata dell'onore di città episcopale, e ivi il vescovato dello stesso nome nella insigne collegiata chiesa dell'Annunziazione della beatissima Vergine Maria della medesima città parimenti in perpetuo è eretto.

Pio vescovo Servo dei servi di Dio Per perpetua memoria della cosa

2 §. 4. L'antichissima origine dei luoghi e la molto divulgata forma della loro egregia celebrità sono state per lo più giuste cause, che hanno eccitato la sollecita operosità dei Nostri predecessori Romani Pontefici, affinché essi talora con il mero onorifico titolo di città, talora invece (previa la perpetua separazione da coloro dai quali prima dipendevano, dai loro presuli) anche con l'onore e la dignità delle sedi episcopali, degnassero decorare con autorità apostolica siffatti luoghi; cosa che abbiamo sufficientemente comprovato e attestata da molte lettere dei medesimi predecessori. Usando anche Noi questo medesimo costume e istituto, e mossi da non minore sollecitudine di quella che allora essi ebbero, volgendo lo sguardo della Nostra considerazione a non pochi paesi del Nostro dominio, che si sa essere stati insigniti da questa medesima città da parte della Sede apostolica, ci adoperiamo con impegno, e con migliore diritto invero, di collocare ivi nuove sedi di pastori e di piantare il tabernacolo, affinché quei paesi conseguano pienamente il desiderato complemento di decoro e di distinzione che loro mancava, insieme con l'utilità spirituale dei popoli e con la benignità Nostra e della predetta Sede.

3 § 2. Altrimenti infatti il Nostro felicissimo predecessore di cordialissima memoria papa Pio, per privilegio, l'oppidum di Treia, situato nell'arcidiocesi di Camerino e soggetto alla giurisdizione ordinaria dell'arcivescovo di Camerino pro tempore esistente, il quale un tempo fu antico municipio dei Romani e si dice sia stato insignito anche di cattedra episcopale, e che, dopo la distruzione di questa antica città dalla ferocia dei barbari, si vede eretto sul ciglio di un colle vicino ameno e piacevolissimo, distante da essa circa mille passi, dove i cittadini profughi di Treia si erano rifugiati, collocativi le loro sedi, e denominato forse all'inizio stesso di questa nuova costruzione, e conservato fino a questi ultimi tempi, col nome di Montechio, e della cui reintegrazione in città gli abitanti e la comunità allora esistente di detto oppidum, per recuperare il nome antico obliterato per tanti secoli e i loro diritti e privilegi primitivi danneggiati dall'ingiuria dei tempi, avevano già da tempo preso consiglio, rivolte a questo riguardo al medesimo predecessore Pio con umili preghiere, per mezzo delle sue lettere apostoliche, emanate sotto la data del sesto delle none di luglio, nell'anno sedicesimo del suo pontificato, previa la perpetua abolizione di quella denominazione di Montechio allora vigente, volle e decretò che Treia da allora in poi perpetuamente nei futuri tempi fosse denominata e iscritta a tutti gli effetti di diritto e di fatto perpetuamente parimenti, e restituì con la sua autorità apostolica detto oppidum così denominato al grado e all'onore primitivo di città, con tutti e singoli i privilegi, gli indulti, le grazie, le immunità che per molti migliaia di passi si estendono i suoi confini, e che competono a qualsiasi altra città ecclesiastica del nostro stato, e lo reintegrò; e (qualora fosse necessario per aggiungere ad esso bellezza e splendore) lo eresse e istituì perpetuamente in città con la detta autorità apostolica, e gli attribuì il titolo di città, con tutti gli onori, le prerogative e i decori che si riconoscono competere di diritto agli altri magistrati delle altre città del nostro stato ecclesiastico, e concesse parimenti; inoltre fu data anche potestà di amministrare la giustizia nelle cause di danno dato e di ispezione privata all'abbondanza delle cose necessarie al sostentamento umano; e tre cioè urbane (oltre altre quattro rurali situate fuori di essa) chiese, le cui rispettive cure di anime sono lodevole mente esercitate dai loro rispettivi rettori, diletti figli nostri parroci; e quattro parimenti case regolari, e altri oratori di sacerdoti dell'oratorio di san Filippo Neri, due monasteri di monache, e varie confraternite laicali dedite lodevole mente all'esercizio di molte opere di pietà, carità e misericordia, canonicamente rispettivamente istituite. Vigora inoltre in essa quella medesima umanità di costumi che è nella provincia, somma pietà, e religione, e particolare devozione di tutti gli abitanti, specialmente degli ecclesiastici verso la Sede apostolica, ricevuta dalle istituzioni dei loro maggiori, e conservata con particolare studio fino a questi tempi con fedeltà. Inoltre da essa hanno avuto origine, come è ben noto, uomini illustri tanto nelle lettere e nelle armi, quanto nella pietà e nella religione, e anche nella santità (fra i quali specialmente beato Pietro di Treia si distinse meravigliosamente fino a questi tempi), e che si sono distinti in vari eminenti incarichi della Chiesa e della repubblica cristiana, e che sono stati onoratissimamente commemorati per il merito di questo onore. Tutte queste cose veramente sembrano fornire una ragione lodevole e massimamente commendabile per il merito di questo onore. § 3. Non è stato fatto, se non per il saggio e prudente giudizio del detto predecessore Pio, e dopo la discussione di tutte le cose: infatti questo oppidum, oltre la memoria della sua antichissima origine, che le rovine dell'antica città di Treia, i resti di templi, le tracce di terme, le iscrizioni, le statue, le monete d'oro, d'argento e di bronzo di ogni genere, le gemme, i sarcofagi, gli anaglifi, i pavimenti a mosaico e altri preziosi monumenti di antichità già scavati dalla terra sufficientemente e più che sufficientemente testimoniano, e parimenti la fama diffusa, molti uomini da essa hanno avuto origine, tanto nelle lettere e nelle armi, quanto nella pietà e nella religione, e anche nella santità (fra i quali specialmente beato Pietro di Treia si distinse meravigliosamente fino a questi tempi), e che si sono distinti in vari eminenti incarichi della Chiesa e della repubblica cristiana. 4. A tutte queste cose inoltre si aggiunge questo onore e decoro, che in essa varie università di arti e mestieri, nuove scuole pubbliche per gli adolescenti, tanto per le belle arti quanto specialmente per ogni virtù e religione, due professori di medicina, altrettanti di chirurgia, oltre l'urbano pretore, anche arti georgiche, con circa otto anime che comprende, e di pellegrini, infermi e esposti xenodochi, di pietà, e altri più numerosi edifici frumentari, e altri edifici per frenare la licenza degli uomini malfattori, l'altro invece nel lavacro dei poveri dal predecessore Pio predetto provvidamente eretto e dotato copiosissimamente, due centurie di fanti, e un'altra di cavalli si trovano.

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4 Ora dunque tra le ricordate, e forse altre chiese consistenti nella detta città (tra le quali non deve essere passata sotto silenzio la prefata santissima Croce, il cui amplissimo antico tempio ancora esiste, che un tempo si dice fosse dedicato alla cattedrale Vergine assunta in cielo, ora però reso sacro al medesimo santissimo Crocifisso, e anche famoso per miracoli, dove fino al quindicesimo secolo si dice fosse esistito l'unico fonte del battesimo, canonicamente trasferito a una nuova chiesa estratta entro le mura) principale si trova collocata la chiesa, ora sacra alla Vergine salutata dall'angelo, fondata prima del dodicesimo secolo dell'era volgare, come si riferisce, la quale si riconosce essere anche parrocchiale, e nei cui privilegi si ricorda che una sinodo diocesana vi fu tenuta nell'anno millesettecento ventiseiesimo, di recente riedificata dalle fondamenta, e ridotta in forma grandissima, splendida e elegante, con composizione concinna di tutte le parti, cui sovrasta una sontuosa torre campanaria con quattro campane, e ad essa aderiscono le abitazioni canonicali, e il palazzo episcopale nel quale i presuli camerinesi non di rado solevano dimorare.

5 § 6. Nella medesima collegiata chiesa, la quale si riconosce essere sufficientemente e più che sufficientemente fornita di suppellettili sacre e di altre cose necessarie al culto divino, e nella quale si conservano il corpo di san Giustino e il capo di san Giuliano rispettivamente martiri, e le preziose reliquie di molti altri santi, non minore ora fiorisce di lode il presente capitolo di essa, dal cui grembo in tempi passati si dice che siano usciti molti uomini insigni per dottrina, che furono massimo ornamento e utilità non solo alla cosa cristiana, ma anche a quella civile della repubblica. Esso infatti consta di un arciprete, un arcipresbitero principale, e un'unica dignità ivi esistente, al quale incombe la cura delle anime dei diletti figli parrocchiani della detta collegiata, che è anche parrocchiale, come si è detto, e di tredici canonici, dei quali sette si chiamano della massa antica, gli altri invece sono di fondazione più recente, con altrettanti canonicati e altrettante prebende, tra le quali una penitenziale e un'altra teologale si aggiungono, rispettivamente ottenute, e godenti dell'uso della mozzetta di colore violaceo e del rocchetto per indulto apostolico; i quali insieme con alcuni beneficiati e chierici, sia per ragione dei loro benefici, che ivi si possiedono come di seguito, sia per qualunque altro titolo, addetti a diversi uffici ecclesiastici e ministeri della medesima collegiata, diligentemente si applicano a rendere le dovute lodi all'Altissimo e a compiere qualunque altro incarico e ufficio collegiale e parrocchiale, con frutto spirituale e con grandissima edificazione del popolo. Per il quale motivo la già predetta città di Treia, già donata del titolo di città trejense dal detto Pio predecessore, come si è detto, al vero grado e onore di città episcopale, e la medesima collegiata chiesa al grado e dignità di chiesa cattedrale, si reputano rispettivamente degne e convenienti.

§ 7.

6 Quindi Noi, ispezionati così chiari segni di quella, e della detta chiesa collegiale le prerogative, tralasciate le altre onorificenze, privilegi, e decorazioni di molti Romani Pontefici Nostri predecessori liberamente e largamente, e specialmente di veneranda memoria Innocenzo IV. * come anche di Alessandro IV., e similmente di Clemente IV. e di Niccolò IV., di Gregorio XI., e di Bonifacio IX., e di Innocenzo VII., e anche di Eugenio IV., e di Niccolò V., e di Callisto III., come pure di Sisto IV., e non meno di Giulio II., e di Leone X., e anche di Paolo V., e di Clemente parimenti X., a loro conferiti in ogni tempo, che a entrambi possono ottimamente attribuirsi a buon diritto, e rispettivamente dalla relazione del venerabile fratello Nostro moderno vescovo di Atene della congregazione dei venerabili fratelli Nostri della Santa Chiesa Romana cardinali preposti alle cose consistoriali da segreteria su di ciò a Noi fatta riconosciuta l'utilità della migliore amministrazione spirituale del popolo di questa nuova erezione di vescovato, che Sisto pp. V. predecessore anche Nostro già allora aveva in animo di considerare, come attestano i monumenti a Noi pervenuti; volendo, e alle supplicazioni dei diletti anche figli della comunità, e degli uomini, del clero e del prelato dell'oppido città, come si è detto, nominato, degnamente condiscendere, di moto proprio, e da certa scienza, e dalla pienezza della potestà apostolica il predetto oppido città col titolo, come si è detto, donato, insieme con le predette ville costituenti il territorio, e in esse rispettivamente consistenti parrocchiali, e altre chiese, monasteri (non però esenti), e luoghi pii, e benefici ecclesiastici di qualunque genere con cura, e senza cura, secolari, e di qualunque ordine regolari, e in essi parimente rispettivamente esistenti rispettivamente persone di entrambi i sessi, abitanti, e abitanti tanto laici, quanto chierici, presbiteri, beneficiati, e religiosi di qualunque genere dall'arcidiocesi Camerinese, la cui sede arcivescovile, come abbiamo appreso, ancora risulta vacante, e nella quale al presente è compresa, con autorità apostolica predetta perpetuamente distracciamiamo, e rispettivamente disgiungiamo, e separiamo.

7 E il detto oppido, città, come si è detto, denominato, in città veramente e realmente episcopale, Trejense come prima denominanda, con il suo seminario, curia episcopale, e con tutti i diritti, onori, e prerogative, di cui le altre città sede pontificale insignite, e i cui cittadini usano, godono, e si rallegrano, e usare, godere, e rallegrarsi potranno, e potranno in qualunque modo in futuro; la detta invece collegiata, e chiesa parrocchiale sotto il titolo dell'Annunziazione della medesima beata Maria vergine (previa in essa della collegialità soltanto perpetua soppressione, e estinzione) in chiesa cattedrale Trejense anche denominanda, sotto il predetto titolo dell'Annunziazione della beata Maria vergine, ossia invocazione, e anche parrocchia, come prima, sussisterà; e in essa sede, cattedra, e dignità episcopale da uno e medesimo per il tempo esistente arcivescovo Camerinese, che insieme e della chiesa episcopale Trejense perpetuo amministratore sussista, governanda: così, che, mentre entrambe le chiese per il tempo venisse a vaccare, dalla metropolitana Camerinese cioè in titolo, dall'altra invece Trejense, come qui sotto erigenda, rispettivamente chiese di questo genere in amministrazione, in unico contesto da Noi, e dai successori Nostri Romani Pontefici per il tempo esistenti provveduto sia; e che alla medesima chiesa, città, e territorio Trejense, del suo clero, e popolo presiedendo; gli abati, se ve ne siano, e altre persone secolari, e regolari al sinodo convochi; e tutti e singoli i diritti, uffici, e compiti episcopali abbia, e eserciti, con il suo sottoscritto capitolo, arca, sigillo, mensa episcopale come qui sotto costituenda, e altri insigni cattedrali, e pontificali, giurisdizioni, e prerogative, di cui le altre chiese cattedrali dello stato ecclesiastico predetto, e i loro presuli, e amministratori in qualunque modo (non però a titolo oneroso, o da indulto o privilegio particolare) godono, e godere potranno in qualunque modo in futuro; così però, che lo stesso futuro per il tempo esistente arcivescovo Camerinese, e insieme amministratore della chiesa Trejense, che con questo nome copulativo in tutti i suoi atti sarà denominato, singoli anni nella detta città Trejense per alcuna parte dell'anno a suo piacimento personalmente risiedere, e ivi pontificali, e altri compiti pastorali, e uffici esercitare sia tenuto a lode e gloria dell'onnipotente Dio, e onore della Deipara vergine Maria, e esaltazione della fede cattolica, di moto, scienza, e pienezza di potestà simili apostolica autorità predetta perpetuamente anche erigiamo, e istituiamo.

8 5- Il Capitolo della chiesa collegiale predetta (nella quale il collegio rimane soltanto soppresso ed estinto, come si è detto) nel Capitolo così eretto della cattedrale Trevense; e rispettivamente la dignità presbiterale che finora vi era principale, unica e curata, in maggiore e parimenti unica dopo la dignità pontificale di questo tipo da allora in poi, alla quale la cura delle anime, che per mezzo di un vicario perpetuo ivi istituito suole esercitarsi, principalmente, come prima, incombe; e gli stessi tredici canonicati, altrettante prebende, tra le quali la penitenziale e la teologale già sopra ricordate, nonché anche quattro mansionariati in essa parimenti istituiti, e di quelli, e di questi ora e per il tempo esistenti possessori nell'arciprete e nei medesimi canonici e mansionari di questa così eretta cattedrale chiesa Trevense, con la medesima autorità apostolica parimenti perpetuamente sostituiamo e surroghiamo, salvi tuttavia e fermi rimanendo in essa tanto riguardo alla collazione di quella, quanto alle condizioni e affetti apostolici, e anche a favore di quel capitolo così abrogato privilegi, indulti, esenzioni, immunità, onori, indulgenze e altre grazie (quali si richiedono) di cui il capitolo apostolica, o altra qualsiasi legittima autorità, in perpetuo concediamo e indul giamo. § E inoltre allo stesso capitolo e canonici della chiesa cattedrale così eretta da Noi, come si è detto, affinché essi capitolarmente congregati (per quanto tuttavia il mutamento dello stato collegiale lo richieda) per il nuovo governo, amministrazione e direzione prospera, felice e retta della medesima così eretta chiesa cattedrale, della sua curia, delle loro cose e diritti tanto spirituali quanto temporali, nonché del sostentamento dei pesi loro rispettivamente incombenti, nella celebrazione degli uffici divini, delle processioni, dei funerali, degli anniversari e dei suffraggi, nella distribuzione quotidiana e di altri oneri qualsiasi, nella divisione e nella riscossione notturna per gli assenti e per coloro che non intervengono agli uffici divini nel loro luogo e tempo, nella presenza e assenza dei chierici, nelle cerimonie e nei riti nella così eretta chiesa cattedrale, nella sua curia, nel capitolo, nelle processioni e negli altri atti di questo tipo così da osservarsi, come si è detto, e in qualsiasi altra cosa necessaria e opportuna nei premessi e intorno ai premessi, qualunque statuto, ordinazione, capitolo e decreto, lecito tuttavia e onesto, e non contrario ai sacri canoni e alle costituzioni apostoliche, ai decreti del concilio di Trento, per il futuro per il tempo l'arcivescovo di Camerino, o finché e per quanto la predetta chiesa cattedrale Trevense, come si è detto, eretta, rimanga priva del solatio del proprio pastore e rispettivamente del perpetuo amministratore Trevense della medesima chiesa, come si è detto, rimasta, per il sottoscritto vescovo esecutore da Noi come di seguito deputando prima da esaminarsi e approvarsi, edire, dichiarare e interpretare, e in migliore forma ridurre e riformare, o altre di nuovo interamente, alle medesime tuttavia sacri canoni, e alle predette costituzioni e decreti del concilio di Trento predetto non contrarie, e, come si è detto, per il futuro dall'arcivescovo e rispettivamente amministratore predetto, o dallo stesso sottoscritto vescovo esecutore similmente da esaminarsi e approvarsi, e da coloro ai quali ora spetta, e per il tempo in qualunque modo spetterà e apparterrà, da osservarsi sotto pene nei contraffattori da statuirsi, piena, libera e onnimoda facoltà, potestà e autorità con la medesima autorità apostolica parimenti perpetuamente concediamo e impartiamo: decernendo tuttavia riguardo all'elezione del vicario capitolare, nella vacanza della sede arcivescovile di Camerino e episcopale Trevense in qualunque modo per il tempo occorrente da farsi, che il diritto di eleggere il vicario capitolare al solo capitolo della detta chiesa metropolitana di Camerino, il quale anche nella chiesa Trevense questo ufficio in considerazione di quella amministrazione perpetua all'arcivescovo affidata liberamente possa esercitare, perpetuamente anche spetti e appartenga. § 12. E inoltre, affinché la diocesi della medesima chiesa episcopale Trevense, così eretta come si è detto, e del suo futuro presule perpetuo amministratore predetto costituirsi possa, il predetto castello, insieme con le predette ville il cui territorio nel presente, come si è detto, costituisce, e in esse rispettivamente consistenti chiese parrocchiali e altre chiese, monasteri (non tuttavia esenti), luoghi pii e altri qualsiasi benefici ecclesiastici con cura e senza cura, secolari e di qualunque ordine regolari, e le loro parimenti rispettive persone di ambedue i sessi, abitanti e abitanti tanto laici quanto chierici presbiteri, beneficiati e religiosi qualsiasi di qualunque stato, grado, ordine e condizione, come si è detto, esistenti, alla nuova chiesa episcopale Trevense predetta, e al suo amministratore per il tempo esistente predetto per sua città, territorio e diocesi, e clero e popolo, con movimento, scienza e pienezza di potestà parimenti perpetuamente concediamo e assegniamo, e alla giurisdizione ordinaria, potestà e superiorità per il tempo esistente dell'arcivescovo di Camerino, come amministratore della predetta chiesa Trevense (con quale titolo e nome la persona della detta chiesa metropolitana di Camerino, al presente, come si è detto, priva del solatio del pastore, da preporre ad arcivescovo, e della chiesa Trevense, dalla sua primitiva erezione e istituzione di questo tipo, come si è detto, vacante, subito amministratore fatto per se, o per un altro, o altri vera, reale, attuale e corporale possessione, o quasi dell'amministrazione spirituale e di ogni diritto diocesano in essa, da Noi, come si è detto, eretta, nella città Trevense, e in tutti gli altri sopra ricordati castelli con propria autorità liberamente apprendere, e appresa questa perpetuamente ritenere debba), di qualsiasi licenza su ciò minimamente richiesta, con pari autorità apostolica parimenti perpetuamente sottoponiamo e soggettiamo.

9 § 13. Ora, affinché la mensa episcopale della nuova cattedrale della chiesa Trejense sia convenientemente e solidamente provvista, Noi pienamente informati che anche i diletti figli la comunità e gli uomini della predetta città Trejense, ai quali incombeva l'onere e l'obbligo di costituire la sua dotazione in tanti beni stabili liberi da ogni onere ed esenti, formanti un reddito annuo di cinquecento scudi della moneta Romana, al presente per le avverse vicissitudini dei tempi retroattivi sono completamente privi di tali beni, e perciò poiché a Noi è stato riferito ed esposto che nella stessa città Trejense esiste una chiesa parrocchiale prepositura denominata di san Michele Arcangelo, che si riconosce essere di libera collazione, e che il diletto figlio Francesco Gasparri presbitero, come abbiamo appreso, al presente possiede, e i cui redditi annui certi, provenienti da tanti beni stabili che legittimamente appartengono alla stessa chiesa parrocchiale, nel valore di proprietà di seimillesecentosessantuno scudi della moneta Romana e ottantaquattro oboli con mezzo di un altro obolo pari secondo la stima dei periti, ascendono alla somma di cinquecentoquarantotto scudi della moneta predetta e ottantotto oboli della moneta predetta annualmente, gravati dei seguenti oneri, cioè di vendere ogni anno due scudi della moneta predetta e quarantacinque oboli della moneta pari per i frutti di un certo esiguo censo in sorte di quarantanove scudi della moneta predetta predetta, e altri cinque scudi della moneta predetta per i frutti di un altro censo in sorte di cento scudi della medesima moneta, tutte le volte che consti della sua vera, reale e canonica imposizione sui beni appartenenti alla predetta chiesa parrocchiale, e inoltre una pensione annua antica di venti scudi della medesima moneta, che era stata imposta su altri beni, e una pensione di trenta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di sessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centovent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di centonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di duecentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di trecentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di quattrocentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di cinquecentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di seicentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di settecentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di ottocentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecento scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentodieci scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentoventi scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentotrent scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentoquaranta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentocinquanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentosessanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentosettanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentottanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, e una pensione di novecentonovanta scudi della moneta Romana, che era stata imposta su altri beni ancora, i cui rispettivi nomi, situazioni, confini, qualità e quantità vogliamo che siano considerati come espressi nel presente (eccetto tuttavia il canone annuo infrascritto), da questa stessa chiesa parrocchiale di san Michele, come si dice, legittimamente appartenenti e pertinenti, rispettivamente, come similmente abbiamo appreso, sono gravati, e per mezzo della quale pensione annua antica di venti scudi della moneta di cui sopra, da questa stessa chiesa parrocchiale di san Michele predetta, per mezzo dell'autorità apostolica, anche perpetuamente dismembriamo, dividiamo e separiamo. E così dismembrati, divisi e separati dalla stessa mensa episcopale Trejense, nel caso tuttavia della sua vacanza, per la sua dotazione, e per il tempo presente al venerabile fratello Nostro Carlo Andrea della Santa Romana Chiesa presbitero cardinale denominato Pelagallo, e dalla concessione e dalla dispensa apostolica al moderno vescovo Auximacente, congrua, affinché entrambi i muneri più comodamente e facilmente possano eseguire e la loro dignità meglio tutelare, come abbiamo appreso, è riservata. Quindi Noi da ora come da allora, e viceversa, non appena cioè la chiesa parrocchiale di san Michele predetta per cessione anche per causa di permutazione, o per decesso, o per privazione, o per qualsiasi altra dimissione o perdita, o per ingresso e professione religiosa della dimissione del detto Francesco, o in qualsiasi altro modo, anche presso la Sede apostolica predetta, per qualsiasi decreto di vacanza o di cessione di diritto nelle provviste di qualsiasi beneficio ecclesiastico al detto Francesco, con l'autorità apostolica predetta, da ora come da allora, e viceversa, vogliamo che sia elevato, costruito e entro il termine di tre anni dal prossimo da entrambi gli edifici l'opera sia completamente finita; provvisto che nel frattempo della congrua dotazione del seminario per l'educazione e il sostentamento degli alunni ivi ricevuti: e il detto palazzo, perfezionato il suo lavoro di costruzione, allo stesso per il tempo presente arcivescovo Camerinense, come amministratore della chiesa episcopale Trejense predetta, per sua comoda abitazione, con l'autorità apostolica, perpetuamente similmente concediamo e assegniamo. § 14. E così dismembrati, divisi e separati dalla stessa mensa episcopale Trejense, nel caso tuttavia della sua vacanza, per la sua dotazione, e per il tempo presente al venerabile fratello Nostro Carlo Andrea della Santa Romana Chiesa presbitero cardinale denominato Pelagallo, e dalla concessione e dalla dispensa apostolica al moderno vescovo Auximacente, congrua, affinché entrambi i muneri più comodamente e facilmente possano eseguire e la loro dignità meglio tutelare, come abbiamo appreso, è riservata. Quindi Noi da ora come da allora, e viceversa, non appena cioè la chiesa parrocchiale di san Michele predetta per cessione anche per causa di permutazione, o per decesso, o per privazione, o per qualsiasi altra dimissione o perdita, o per ingresso e professione religiosa della dimissione del detto Francesco, o in qualsiasi altro modo, anche presso la Sede apostolica predetta, per qualsiasi decreto di vacanza o di cessione di diritto nelle provviste di qualsiasi beneficio ecclesiastico al detto Francesco, con l'autorità apostolica predetta, da ora come da allora, e viceversa, vogliamo che sia elevato, costruito e entro il termine di tre anni dal prossimo da entrambi gli edifici l'opera sia completamente finita; provvisto che nel frattempo della congrua dotazione del seminario per l'educazione e il sostentamento degli alunni ivi ricevuti: e il detto palazzo, perfezionato il suo lavoro di costruzione, allo stesso per il tempo presente arcivescovo Camerinense, come amministratore della chiesa episcopale Trejense predetta, per sua comoda abitazione, con l'autorità apostolica, perpetuamente similmente concediamo e assegniamo. § 15. Nel frattempo tuttavia finché questa applicazione di beni stabili della predetta chiesa parrocchiale per il detto Francesco moderno suo rettore non abbia sortito effetto dalla sua morte, o altrimenti in qualsiasi modo dalla sua persona, affinché il medesimo futuro amministratore Trejense non rimanga privo della sua congrua dotazione secondo i decreti, considerando anche Noi che nella predetta città Trejense (come fedelmente anche a Noi è stato esposto) si trovano alcuni legati di messe per le case di pia correzione e di opera rispettivamente della medesima città, altrimenti da alcuni benefattori per la celebrazione di millesettecentonovantatre messe lasciate, per i deputati, o amministratori di questi beni, da soddisfare un reddito annuo di duecentoquindici scudi della moneta predetta; quindi, prevista la perpetua soppressione dei detti legati pii, e la riduzione delle messe trascritte, e la rispettiva assoluzione, esenzione e liberazione anche dei diletti figli moderni e per il tempo presente deputati, o amministratori di queste case dall'onere della predetta soddisfazione, la detta somma dei predetti duecentoquindici scudi della moneta predetta, provenienti dagli stessi legati pii così soppressi ed estratti, alla predetta mensa episcopale Trejense con l'autorità apostolica perpetuamente concediamo e attribuiamo: decernendo perciò i moderni e per il tempo presente deputati, o amministratori predetti a tenere e a fare esattamente e fedelmente la soluzione integrale dei detti duecentoquindici scudi della moneta predetta alla medesima mensa episcopale Trejense ogni anno durante la vita del predetto Francesco ultimo detto rettore della chiesa parrocchiale, o finché egli la possegga, e a ciò anche per via di diritto potere essere costretti: la comunità e gli uomini della predetta città al pagamento annuale di trecento scudi della moneta predetta, già da essi per l'effetto di questa erezione della cattedrale chiesa prima designati, a favore della medesima mensa episcopale Trejense, finché il detto Francesco rettore viva e la predetta chiesa parrocchiale possegga, similmente vincolati e obbligati esistere. Nulla tuttavia assolutamente vogliamo che sia innovato dalla comunità e dagli uomini predetti riguardo agli onorari congrui e alle decenti abitazioni, che altrimenti nell'erezione della città Trejense dal Pio predecessore predetto nelle lettere sopra riferite per il vicario e il notaio foraneo ivi esistenti furono allora costituiti e disposti; così che i medesimi mandati del pontefice per il vicario generale e il notaio, o cancelliere del nuovo episcopato Trejense debbano essere completamente adempiti e osservati.

10 §. 10. Dichiarando inoltre che nella soppressione dei suddetti pii legati non deve essere compreso in alcun modo, ma deve essere escluso, un certo altro pio legato per la celebrazione annuale parimenti di trecentosessantasei messe nella predetta casa di correzione per comodità dei detenuti ivi rinchiusi lasciato, il quale rimanga fermo; e dai medesimi deputati, ossia amministratori, annualmente anche deve essere soddisfatto.

11 §. 17. Quanto poi alle predette ottomilasettecentonovantatre messe spettanti ai priori pii legati, come sopra detto, soppressi, quelle al numero di dodici anniversari nella medesima chiesa cattedrale Trevigiana singoli anni celebrandi, detta autorità apostolica anche perpetuamente riduciamo, e moderniamo; e rispettivamente l'onere della celebrazione di questo genere singoli mesi nel suffragio delle anime dei testatori collegialmente da adempiere al capitolo, ei canonici della medesima chiesa cattedrale per il tempo esistenti, con la medesima autorità apostolica perpetuamente anche ingiugnamo, e imponiamo. §. 18. E finalmente, ciò che segue, per la morte del detto Francesco, come sopra detto, rettore della predetta chiesa parrocchiale moderna, o altrimenti in qualunque modo dalla vacanza di quella persona, come sopra detto, della medesima chiesa parrocchiale, e per la vacanza di questo genere dei suoi onori stabili, come sopra detto, dalla medesima smembrazione dell'applicazione a favore della predetta mensa episcopale Trevigiana fatta, temporanea memoria della somma duecento quindici scudi della predetta moneta dai medesimi priori legati, come sopra detto, soppressi proveniente applicazione alla mensa episcopale Trevigiana predetta superiormente fatta, sciolta, e alla camera della chiesa parrocchiale s. Michele trasferita, illico ut per nuova supplenda donazione e del suo futuro per il tempo esistente rettore conveniente sostentazione per via di surrogazione simile autorità apostolica perpetuamente parimenti unita, e appropriata rimanga per ciò stesso;

12 Pius PP. Septimus così però che i frutti, le rendite, e i proventi certi della predetta chiesa parrocchiale s. Michele, compreso certo canone settanta scudi della predetta moneta sopra certi altri terreni, e fondi alla medesima chiesa parrocchiale spettanti in enfiteusi perpetua dall'autorità apostolica predetta concessi annualmente al rettore della predetta chiesa parrocchiale dovuto, a duecento cinque scudi della medesima moneta, oltre gli incerti dal esercizio della stola proveniente, e le rendite di alcuni orti alla medesima chiesa parrocchiale annessi, i quali anche farà suoi, annualmente ascendano, detta autorità apostolica stabiliamo, e ordiniamo.

13 §. E le medesime presenti sempre, e perpetuamente valide, ed efficaci siano, e saranno; e i loro plenari, e integri effetti sortiscano, e ottengano; e da tutti, e singoli, a cui ora spetta, e per il tempo in qualunque modo spetterà in futuro, fermamente, e inviolabilmente osservate debbano; e in nessun tempo mai da qualunque capo, o qualsiasi causa quantunque giuridica, e legittima, anche da ciò che le cause, per le quali le medesime presenti emanarono, addotte, verificate, e giustificate non fossero, di surrezione, o correzione, o nullità, o invalidità vizio, o intenzione Nostra, o qualunque altro quantunque grande, sostanziale, sostanzialissimo, inescogitato, e inescogitabile, e speciale, e individua menzione, e espressione richiedente difetto, o anche da ciò che nei premessi, e in alcuno di essi le solennità, e qualsiasi altra da osservarsi, e da adempiersi osservata, e adempiuta non fossero, o da qualunque altro capo di diritto, o fatto, o statuto, o consuetudine alcuna risultante, o anche enorme enormissima, totalissima lesione, o qualunque altro colore, pretesto, e altra ragione, o causa, anche quantunque giusta, ragionevole, legittima, giuridica, pia, privilegiata, e tale, che all'effetto della validità dei premessi necessariamente espressa fosse, o che dalla volontà Nostra, e dalle altre sopra espresse in nulla apparisse, o altrimenti provarsi potesse, notarsi, impugnarsi, invalidarsi, ritrattarsi, in giudizio, o controversia revocata, o alla via, e termini di diritto ridotta, o contro di esse restituzione in integro, apertura di bocca, riduzione alla via, e termini di diritto, o qualunque altro di diritto, o fatto, o grazia, o giustizia rimedio impetrasi, o in qualunque modo anche motu, scienza, e pienezza di potestà similmente concesso, e impetralo, o emanato alcuno usare, o se giovarsi in giudizio, o fuori di esso potesse: né le medesime presenti sotto qualsiasi similari, o dissimilari grazie revocazioni, sospensioni, limitazioni, modificazioni, derogazioni, altre contrarie disposizioni per qualsiasi lettere, e costituzioni apostoliche, o della cancelleria apostolica prefata regole qualunque anche domani, assunzione Nostra, e dei Romani pontefici successori Nostri al sommo apostolato apice, anche motu, scienza, e pienezza di potestà similmente, anche consistorialiter da qualsiasi cause, e sotto qualsiasi espressioni di parole, tenori, e forme, e con qualsiasi clausole, e decreti, anche se in esse delle medesime presenti, e del loro intero tenore, e data speciale menzione si faccia, edite, e in futuro edende comprese, ma sempre, e del tutto da quelle eccettuate, e quante volte quelle emanassero, tante volte nel pristino, e validissimo stato restituite, riposte, e pienamente reintegrate siano, e saranno; così e non altrimenti da qualsiasi giudici ordinari, o delegati qualsiasi autorità esercenti, anche cause del palazzo apostolico uditori, e della medesima santa Romana chiesa cardinali, anche di latere legati, viceelegati, della detta Sede nunzi, e altri qualsiasi qualsiasi autorità, potestà, facoltà, prerogativa, e privilegio esercenti, e onore, e preminenza godenti, tolta loro, e a ciascuno di essi qualsiasi altrimenti giudicandi, e interpretandi facoltà, e autorità, in qualunque giudizio, e in qualunque istanza giudicati, e definiti debbano; irritum anche, e vano, se altrimenti sopra questi da alcuno qualsiasi autorità consapevolmente, o inconsapevolmente contingesse attentarsi, motu, scienza, e pienezza di potestà similmente anche decerniamo. 20. Non ostanti dei detti pii legati, e qualsiasi altri fondazioni, e ultimi testatori volontà premessi forse ripugnanti, e Nostra, e della cancelleria apostolica regola di diritto acquistato non togliendo, e del Lateranense concilio novissimamente celebrato, dismembrazioni, e unioni perpetue non se non nei casi da diritto permessi farsi, e dalle chiese membra distinguersi, e dividersi proibentis, nonché quanto alla sottoscritta esecutore deputazione di felice memoria Bonifacio papa VIII, anche predecessore Nostro qua cavetur espressamente, che nessuno oltre sua, città e diocesi, se non in certi ivi espressi, e eccettuati casi, e in quelli non oltre una dieta dal fine della sua diocesi a giudizio evocetur, o che giudici dalla Sede apostolica prefata deputati fuori della città, o diocesi, in cui deputati fossero, contro qualsiasi procedere, o altri, o ad altri veci loro commettere audacemente, o presumere possano, e nel concilio generale edita di due diate, e qualsiasi altri anche nei sinodali, provinciali, generali universali fino concili editi, o edendi speciali, o generali costituzioni, e ordinazioni apostoliche, e della medesima metropolitana chiesa Carocrinense anche giuramento, conferma apostolica, o qualsiasi altra fermezza roborate statuti, e consuetudini; privilegi anche, indulti, e lettere apostoliche qualsiasi superiori e persone in genere o in specie, e altrimenti in contrario dei premessi in qualunque modo concessi, confermati, approvati, e innovati; quali tutti, e singoli, anche se per la loro sufficiente deroga altrimenti di essi, corundem totis tenoribus speciale, specifica, espressa, e individua non però per clausole generali il medesimo importanti menzione, o qualsiasi altra espressione avuta, o alcuna altra anche esquisita forma a ciò da osservarsi fosse, tenori di questo, e se di verbo a verbo nulla penitus omesso, e forma in quelli tradita osservata anche inserti fossero, le medesime presenti per piene, e sufficientemente espresse e inserite aventi, quelle altrimenti nel suo vigore permansuris, ai premessi onnium, e singulorum validissimo effetto, latissimamente, e plenissimamente, e specialmente, e espressamente, nonché opportunamente, e validamente, questa volta soltanto motu, scienza, e pienezza di potestà paribus di queste anche serie deroga, caeterisque contrariis quibuscumque.

14 § 21. Noi infatti, desiderando che la Deputazione suddetta tutte le cose così, come si è detto, disposte felicemente giungano al loro effetto, e che quelle questioni, controversie e ostacoli che talvolta in simili casi sogliono sorgere siano rimossi, abbiamo costituito e deputato anche il venerabile nostro fratello, l'attuale vescovo di Macerata e Tolentino, unite insieme perpetuamente in canonica unione, quale esecutore per l'esecuzione soltanto delle medesime presenti cose con la nostra apostolica autorità.

15 § 22. E al medesimo vescovo abbiamo concesso e impartito con la medesima apostolica autorità la facoltà di subdelegare qualunque persona costituita in dignità ecclesiastica per l'effetto di tale esecuzione, e di pronunciare liberamente e lecitamente in modo definitivo su qualunque opposizione che in alcun modo sorgesse nel suo atto, osservati tuttavia i diritti che devono essere osservati.

16 § 23. Vogliamo inoltre che la chiesa cattedrale di Troyes eretta da Noi, come si è detto, abbia i suoi redditi tassati secondo il consueto, e che ogni siffatta tassa sia descritta nei libri della camera apostolica: e che ai transunti e agli esemplari delle medesime presenti lettere, anche stampati e sottoscritti dalla mano di qualche notaio pubblico e muniti del sigillo della persona costituita in dignità ecclesiastica, sia prestata la medesima fede in giudizio e fuori di esso, quale sarebbe prestata alle medesime presenti lettere originali, se fossero esibite od ostese. § 24. A nessuno dunque assolutamente sia lecito infrangere queste pagine delle Nostre disposizioni, disgiunzioni, separazioni, erezioni, istituzioni, sostituzioni, subrogazioni, concessioni, indulti, facoltà, concessioni, ripartizioni, assegnazioni, supposizioni, sottoposizioni, posteriore dismembrazione, divisioni, separazioni, applicazioni, appropriazioni, volontà, precetto, posteriore parimenti concessione, assegnazione, soppressione, assoluzione, esenzione, liberazione, attribuzioni, posteriore volontà, dichiarazioni, riduzione, moderazione, ingiuzione, imposizione, statuto, ordinazione, decreto, posteriore facoltà di impartizione, derogazione, costituzione, deputazione, concessione di impartizione e volontà, o ardire di contrastarvi con temeraria audacia: se qualcuno infatti avrà presumito di tentare ciò, sappia che incorre nell'indignazione di Dio onnipotente e dei beati Pietro e Paolo suoi apostoli.

17 Dato a Roma presso San Pietro, nell'anno dell'incarnazione del Signore milleottocentosedici, il sei delle idi di febbraio, dell'anno sedicesimo del nostro pontificato. Dat. die

Note

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Testo latino

1 um ab archidioecesi Camerincnsi perpetua dismembratione, civitatis episcopalis honore decoratur, ibique episcopatus ejusdem nominis in insigni nempe collegiata ecclesia Annuncialionis beatae Mariae Virginis dictae civitatis itidem perpetuo erigitur.

Pius episcopus Servus servorum Dei Ad perpetuam rei memoriam

2 §. 4. Pervetustam locorum originem, ac pervulgatam dc eximia eorum rclcbritate formam justas ut plu rimum fuisse causas , quae Romanorum pontificum praedecessorum Nostrorum operosam exetitarunt sollicitudinem, ut ipsi istiusmodi loca aliquando mere honorifico civitatum titulo , quandoque vero ( praevia illorum, a quibus prius suberant praesulibus perpetua segregatione ) episcopalium quoque sedum honore , ac dignitate apostolica dignarentur auctoritate condecorare , compertum satis , et pluribus eorumdem praedecessorum testatum habemus literis. Hoc sane Nos quoque more utentes, et instituto , nec minori , qua ipsi tunc erant, sollicitudine affecti , ad nonnulla dictionis Nostrae oppida , quae hoc ipso civitatum titulo a Sede apostolica insignita lore noscuntur , Nostrae considerationis aciem convertentes, operae praelium ducimus , ct meliori quidem jure , novas illic pastorum locare sedes , ct tabernaculi plantare, ut oppida ipsa exoptatum illud , quod eis deerat , decoris , ct insignitatis complementum, cum spirituali populorum utilitate , et Nostra, Sedisque praedictae benignitate , plenarie consequantur.

3 S. 2. Alias siquidem felicis rcmmmlm cordalioms rius pp. M. praedecessor privitrgb , .Noster Trciae oppidum, in archidioep,° V1* cesi Camerincnsi ad praesens consi- CC*1B slens, et ordinariae pro tempore existentis archiepiscopi Camcrineiisis jurisdictioni subjectum , quod olim vetus Romanorum municipium , indeque civitas episcopali cathedra insignita etiam fuisse dicitur, quodque, post eversam barbarorum feritate antiquam hanc civitatem, inamoeni ac perjucundi proximi collis supercilio mille circiter passuum ab ea distantis * quo Trejenscs profugi cives scse receperant , spectatur excitatum , locatis inibi eorum sedibus , inditoque illi forsan in ipsius novae constructionis primordio, ad novissima haec usque tempora retento , Montechii nomine , et de cujus redintegratione in civitatem tunc existenles communitas ct homines praedicti oppidi , ad recuperandum obliteratum per tol saecula vetus nomen , et labefactata injuria temporum primaeva eorum jura , et privilegia, jaindiu consilium coeperant, admotis hac super re eidem Pio praedecessori cum humilitate precibus, per suas literas apostoiicas, suh datum videlicet sexto nonas julii, pontificatus sui anno sextodecimo expeditas, praevia posterioris illius , catcnus habitae , Montechii denominationis perpetna abolitione, Trejam ex tunc ueinceps perpetuis futuris temporibus ad omnes juris % ct facti effectus perpetuo itidem denominari , et inscribi voluit, atque decrevit : ipsumque oppidum sic denominandum ad primaevum civitatis gradum? honorem, cum omnibus, «t singulis privilegiis, induitis, praeenere -abundans, cuique per plura milminentiis, gratiis, immunitatibusque lia passuum fines suos protendenti , suis apostolica auctoritate restituit , plurcs etiam populosae nou ita mul- 'atque redintegravit : et ( quatenus to ab se distantes > illae venustatis opus esset ) illud in civitatem de nospeciem adjiciunt, et pulchritudinem, vo dicta apostolica auctoritate per- In eo aedes quamplurimae sunt , et petuo quoque erexit , et instituit : ! pergrandia editicia elegantis formae , eique civitatis titulum , ei deuomiet praesertim palatium , ubi maginationem, cum omnibus honoribus , stratus pro generalibus habendis cojuribus, praerogativis , et decoratio- 1 initiis residet, quatuor spectatae pronibus , quae caeleris otnniluis stabitatis viris ex nobilium ejusdem optus Nostri ecclesiastici civitatibus pid i familiarum praefatarum coetu decompetere dignoscuntur , perpetuo suu>ptis compositus , dislinctisque etiam tribuit, atque concessit; civium vestibus, et peculiaribus insigniis a minine itidem, et titulo decoratis! Nobis nuperrime decoratus; cuiolim illius iucolis, ct magistratui consue- [ potestas facta etiam fuit jura dicendi tis honoribus, et insigniis, quibus j in causis de damno-dato, ac privatialiarum ejusdem ecclesiastici status j vae inspectioni abundantiae rerum ad civitatum magistratus de jure , usu, J humanum victum spectantium p meae consuetudine gaudere possunt , sidenti ; ac tres videlicet urbanae aeque gaudendi facta potestate , ac | ' praeter alias quatuor rurales extra alias, prout in praedictis Uteris latius i ilhtd consistentes ) enumerantur eccontinetur. [ clesiae , quarum respeclive animarum V 3. Neque .id sane, nisi pro v'ij dilectorum filiorum parochianorum •do, sapientique dicti Pii pracdeces- { cura ab earum respeclive rectoribus roris judicio , praemissaque rerum j laudabiliter exercetur; ac quatuor iti- -omniuin discussione , factum •: op- I dem regulares domus, et alia presbypidum enim istud , praeter memoraterorum oratorii sancti Philippi Netam pervetustam ejus originem, quam I rii, duo monialium monasteria , seantiquae civitatis Trejae cliainnuni j piem laicoruni sodalitia ad qunmsuperoxlantia rudera , ac templorum, J plurima pietatis , charitatis , et miscet thermarum vestigia, inscriptiones, fi ricordiae opera exercenda laudahili- -statuae, numismata aurea, argentea , ter incumlienlia , canonice respecti- , et aenea cu jusque moduli , gemmae, ! ve instituta. Viget ulterius in «Ilo sarcophagi, anaglypha, tessellata paeadem ipsa , quae in provincia est vimenta, caeteraque e terrae sinu jam ! cultus humanitas, summa pietas , ateffossa ptetiusa antiquitatis monuincnque religio, ct peculiaris omnium la satjs, superque testantur, ac perincolarum , praesertim ecclesiasticovulgatam itidem famam , plores ex rum erga Sedem apostolicam praediillo ortum duxisse viros, tum literis, j clam devotio , suorum majorum inarmisque , tum pietate, ct religione, stitutis accepta , et peculiari studio ac ctiaui sanctitate ( qua inter alios ad haec usque tempora ab eis fidebeatus potissimum Petrus Trejensis liter servata. nuncupatus miruin iu modum emi- 4. Ad liacc insuper omnia ii- Dwriptio «nicuit ) et variis per eos exactis prae lud honoris quoque , ac decoris ac- V’ cipuis ecclesiae muneribus de patria, cedit , quod variae in oo artium uni- 0|** deque christiaua repnblica praeclare vei&ftatcs , et opificia, nono ollae pu- .adinodiun meritos perhonorifice com Micae Ii Uh •arum scholae pro adolesccn- <memoraiiteiiL, quae quidem omnia de tibiis, eum ad bonas aries, tum in promeriti hujusce honoris gratia comprimis ad omnem virtutem et religiomendahilem vel maxime rationem vineiu optime informandis, duo medidenlur perhibere, frequenti etiam pocinae professores, totidem chirurgiae, -puli numero , in quo plurcs generis praetor urbanus, georgica itidem sotiobiliLale , aliisque fortunae bonis eidas, cui alienos ultra montes eti- 4>ol lentes habentur familiae, refertum ani degentes constat dedisse nomen, ■exisl.it, cum octo circiter aiiiniyruin nccnon peregrinorum , infumorum , <wiliia complectatur. Amoenus itidem, et expositorum xenodochia, mons Pie- «l jucundus illius ager est , et soli tatis , aliique plures frumentarii , faveo te ubertate , et sedula industrihitinqne aedificia ad coerceudam al- ,mu eobwxwum curaomni frugum gc teriuu maleferiatonim hominum licentiam, alterum vero in pauperum lavamcn a Pio praedecessore praedicto provide excitata ditissimeque dotata , duae peditum , et altera equitum centuriae rcpcriantur.

D«Kripii« ec- 51. 5»

4 Jam vero inter memoratas, deiianm pt forsan alias in dicto oppido cousislcutrs ecclesias ( quas inter silentio praetereunda non est praefata sanctissimi Crucifixi, cujus amplissimum adhuc cxtat vetus templum, quod olini cathedraie virgini m coelum assumptae dicatum fuisse fama est, nunc vero eidem sanctissimo Crucifixo sacrum factum , miraeul iaque etiam famosum , ubi ad quintodecimunt usque sacculum uuicus baptismatis fous extitissc dicitur , ad novam intra moenia inde extractam ecclesiam canonice translatus ) princeps adest collocata ecclesia , nunc virgini ab angelo salutatae sacra ante duodecimum vulgaris aerae sacculum , ut fertur, fundata , quae eLiaiu parodiialis esse dignoscitur , et in cujus privilegiis , dioecesanaui in ca synodum de anno millesimo septingentesimo vigesimo sexto habitam fuisse , commemoratur, noviler a fundamentis excitata, ac in pergrandem , splcudidamque formam eleganti, conciunaque partium omnium compositione redacta, cui sumpLuosa campinaria turris cum quatuor campa u is impendet , ac canonicales adhaereat aedes , et episcopale palatium in quo Camerinenses praesules non raro commorari consueverunt.

5 , S; 6- Iu ipsa autem collegiato irrisae «i- .ecclesia, quae sacris supelleclilibus , •egiitac. aliisque ad divinum cultum necessariis rebus satis , superque instructa dignoscitur, et iu qua sancti Justini corpus, et sancti Juliani respective martyrum caput, aliorumque plurium sauciorum pretiosae servantur exuviae , non minori nunc laude florescit praesens illius capitulum , ex cujus gremio auteactis temporibus plures doctrina insignes prodiisse viros , qui non christianae modo, sed civili etiaoi rei publicae maximo et ornamento , et usui fuere, communi acceptum fama est. Illud enim uno archiprcsbytoro unum arch i presbyteratum principalem , et unicam inibi dignitatem er.istentem, cuique dilectorum etiam filiorum parochianorum dictae collegiatae , quae etiam parochialis , ut praefertur , exislit , Septimus 44£ ecclesiae cura imminet animarum , ac tresdecim canonicis , quorum septem do antiquori massa vorantur, reliqui vero recentioris fundationis* exislunt , tot canonicalus , totidemque praebendas , quas inter altera poenitentiaria , theologalis altera adii u inerant ur , respective obtinentibus, ac mozzetac violacei coloris , et roo cheli usu ex induito apostolico gaudentibus componitur; qui una cum nonnullis benefjcialis , et clericis vei ratione suorum' beneficiorum , quae inibi ut infra obtinent, vel quocumque alio titulo diversis ecclesiasticis officiis , et ministeriis eidem collegiatae addictis , ad debitas Allissimo persolvendas laudes, et quaecumque alia collegialia , et parochialia obeunda munera, et officia , cum spirituali fructu , et permagna populi aedificatione alacriter incumbunt . IU quod lam praedictum oppidum % Trcjcnsis civitatis titalo jam a dicto Pio praedecessore, ut praefertur, donatum ad verae civitatis episcopalis gradum et honorem , quam ipsa collegiala ecclesia .ad cathedra! is ecclesiae statum, et dignitatem evehantur respective digna, et accommoda reputentur.

§. 7.

6 Hinc Nos inspectis tam inpi|W ||f| !d signibus illius , diclaeque collegiatae • ,’u» ecclesiae praerogativis , caeleris aliis *t»o«e»i. praetermissis honoribus, privilegiis, et dccorationibus plurium llomanorum pontificum praedecessorum Nostrorum libera Ii late, et praecipue rocolendae uiemoriae lnuocentii IV. * Alexandri etiam IV. , ac Clementis itidem IV. et Nicolai quoque IV. , Grcgorii XI. , ac Bonifacii IX., et Innocentii VII., ac Eugenii etiam IV., et Nicolai V., ac Calixti III., ex Sixti similiter IV., ncc non Julii II., et Leonis X., ac Pauli etiam V., et Clementis pariter X. eis omni tempore collatis, quae utrique eorum summae etiam laudi optimo duci possunt jure , et respective ex relatione venerabilis fratris Nostri moderni episcopi Athenarum congregationis venerabilium fratrum Nostrorum Sanctae Romanae Ecclesiae cardinalium rebus consistorialibus praepositae a secretis desuper Nobis facta novi hujus episcopatus erectionis pro meliori populi spirituali gubernio utilitate recognita , quam Sixtum pp. V. praedecessorem quoque Nostrum jam lum suspicere in animo habuisse , a<l IN os delata monumenta testantur ; volis, ac supplicationibus dilectorum etiam filiorum communitatis , et hominum , clerique praelati oppidi civitatis , ut praefertur, nuncupati obsecundare cupientes , motu proprio , et ex certa scientia, deque aposlolicae potestatis plenitudine praedictum oppidum civitatis titulo, ut praefertur, donatum, una cum praefatis villis terriloriuinvconstituenlibns, et in eis respective consistentibus parochialibus , aliisque ecclesiis , monasteriis ( non tamen exemptis ) , locisque piis , et beneficiis ecclesiasticis quibuslibet rutu cura, et sine cura, saecularibus, et quorumvis ordinum regularibus , et in cis pariter respective existentibus respective utriusque sexus personis , habitatoribus , et incolis tam laicis , quam clericis, presbyteris,, beneliciatis , et religiosis quibuscumque ab archtdioeccsi Came rinensi , cujus arcbiepiscopalis sedes, ut accepimus , adhuc vacare dignoscitur, et in qua ad praesens comprehenditur , apostolica auctoritate praefata perpetuo dismembramus , ac respective disjungimus , et separamus.

7 Fr r:i« not S- 8- Dicttimque oppidum, civiepiKOiidiH. ' tatera, ut praefertur , mere nuncupatum , in civitatem vere, el realher episcopalem, Trejensera ut antea nuncupandam, cum suis seminario, curia episcopali , ac omnibus juribus, honoribus , et praerogativis, quibus caeterae civitates pontificali sede insignitae, carumquecives utuntur, fruuntur, et gaudent, ac uti, frui, et gaudere possunt , et poterunt quomodolibet in futurum ; dictam vero collegiatam, et parochialem ecclesiam sub titulo Annunciationis ejusdem beatae Mariae virginis ( praevia in ea eoilegialitatis tantum perpetua suppressione, ct extinctione ) in catheriralein ecclesiam Trcjenseni etiam nuncupandam , sub praedicto Annunciationis beatae Mariae virginis titulo, seu f>ar» invocatione, ac etiam parochiaem , ut antea , extiluram ; atque in ca sedem , cathedram, et dignitatem episcopalem ab uno eoderoque pro tempore existente archiepiscopo Cam e rinensi , qui simul et episcopalis ecclesiae Trejensis perpetuus administrator existat , gubernandam : ita , ut , dum utramque ecclesiam pro tempore vacare contigerit, de metropolitana Camermensi videlicet in titulum , de altera vero T re j cusi , ut infra erigenda , respective ecclesiis hujusmodi in admiuistrationem, unico contextu per !\os , et successores Nostros Romanos pontifices pro tempore existentes provideri debeat ; quique eidem ecclesiae , civitati , ct territorio Trojensi, illiusque clero , et populo praejit ; abbates , si qui sint, aliasque saeculares, et regulares persouas ad synodum convocet ; ac omnia ct singula jura , officia, et munia episcopalia habeat, et exerceat, cum suis infrascripto capitulo, arca, sigillo, mensa episcopali ut infra constituenda , caeterisque cathedralibus, et pontificalibus insigniis , jurisdictionibus , ct praerogativis , quibus caeterae catheti rales ecclesiae status ecclesiastici praedicti , earumque praesules, ct administratores quomodolihet ( non tamen titulo oneroso, aut ex induito seu privilegio particulari ) gaudent , et gaudere possunt quotnodolibel in faturum; ita tamen, ut ipse futurus pro tempore existens archiepiscopus Camcrincnsis , simulque Trejensis ecclesiae administrator, qui hoc copulativo nomine in omnibus suis actibus appellabitur, singulis amtis in dicta civitate T re j ensi per aliquam anni partem ad sui libitum personaliter residere , ibique pontificalia, aliaque pastoralia munia, et officia exercere teneatur ad omnipotentis Dei laudem, ct gloriam, Deiparaeqne virginis Mariae honorem , et catholicae fidei exaltationem, motu, scientia, ct potestatis plenitudine similibus apostolica. auctoritate praefata perpetuo quoque erigimus, et instituimus.

8 5- <)• Capitulum vero collegiatae Ertttl0 calke. ecclesiae praedictae ( in qua colle- «miu. legia litas tanlmn suppressa , ct extincta remanebit , ut praefertur ) in capitulum sic erectae cathedralis Trejensis; ac respective nrch i presbyteratum dignitatem inibi hactenus principalem , unicam , et curatam , in majorem, et unicam pariter post pontificalem hujusmodi deinceps dignitatem extituram , cui animarum cura, quae per vicarium perpetuum inibi institutum exerceri solet , principaliter , ut antea , immineat; ac cos- | dem tresdecim canonicalus , totidemj que praebendas , inter quas poeni- Digitized by Google PiusPP. Septimus tentiaria, et theologiis jam superius praesentia praefatorum Sanctae Romeinoratae recensentur, nec non quamanae Ecclesiae cardinalium etiam tuor mansionariatus in ea pariter indo latere legatorum , archiepiscopostitutos , illiusque , et illorum actu I rum, episcoporum , et aliorum quo* nunc , et pro tempore existentes posrumcumque quibusvis anni temposessores in archipresbyterum , et to- | ribus , ac diebus respective deferre, tidem canonicos, et mansionarios ipet gestare , illisque respective uti lisius noviter sic erectae calhedralis berc, et licite possint, et valeant, eaccclesiae Trejensis eadem aposlolica dem apostolica auctoritate similiter auctoritate perpetuo itidem substituiperpetuo concedimus , et indulgemus, et subrogamus, salvis tamen, ac mus. firmis remanentibus in ea tam quoad §. Ac praeterea eisdem ca- ^ illius, et illorum collationem reservapitulo , et canonicis ipsius cathedrapiVuin?e\ ditionibus et affectionibus apostolicis, lis ecclesiae per Nos, ut praefertur, nonUiiooac*» tum etiam favore illius capituli sic suerectae nunc , et pro tempore exibrogati privilegiis, induitis , exemstcutibus , ut ipsi capitulariter conptiouibus , immunitatibus , honorigregati ( quatenus tamen immutatio hus , indulgentiis , aliisque gratiis ( status collegialilalis id re<juirat ) pro quihuscumque tam spiritualibus , novo ejusdem sic erectae calhedralis quam temporalibus, et mixtis eidem ecclesiae, illiusque chori , earumque capitulo apostolica , vel alia quavis rerum, et jurium tam spiritualium, ( legitima tamen ) auctoritate conquam temporalium prospero , felicessis , ac etiam de juro, vel consuecique regimine , gubernio , et diretudine, aut alias competentibus, dumclione , nec non onerum eis respemodo tamen sint in usu, nec revoctive incumbentium supportatione , cata existant , in omnibus , et per divinorum officiorum, processionum, omnia, perinde ac si status collegiafuneralium, anniversariorum, et suflitatis in ipsa sic erecta calhedrali fragiorum celebratione , distributioccclcsia minime immutatus fuisset. nura quotidianarum, et aliorum eino- Couccuio noifo. Et nihilominus Nos attenlumen torum quorumcuinquc exactiovaram vtuirim dentes , complemento decoris dictae | ne , et divisione , ac nocuarum per " fn '“"ai ca^ie<^ra^s ecclesiae sic erectae maabsentes , ac divinis officiis suis loco gnluTibuT, «i *ime profuturum , si praedictum caet tempore non interessentes , sen caeonici*. pitulum splendidioribus insigniis ad onera , et ministeria eis , et eorum jnstar aliorum capitulorum cathedra- ‘ cuilibet incumbentia subire ncgligenlium ecclesiarum illarum partium J tes incurrendarum incursu , ac sinquoque eniteret ; hinc tam dilegulorum praesentiis, et absentiis noctis filiis modernis , quam fututandis , caeremoniis , et ritibus iu ris , et pro tempore exi&teniibus ardicta sic «recta calhedrali ecclesia , ehipresbytero, et canonicis, ac manilliusque choro , capitulo, processiosionariis dictae calhedralis ecclesiae nibus , et aliis actibus hujusmodi sic, ut praefertur, erectae , ul archiservandis , ac quibusvis aliis rebus presbyter, et canonici videlicet praein praemissis, et circa praemissa quoter mozzetam , et rocchetum praemodolibet necessariis, et opportunis fatos , quibus hactenus gravisi sunt, quaccumque statuta , ordinationes , cappam magnam sericam violacei cocapitula , ct decreta , licita tamen , loris armcllinis pellibus subsutam ct honesta , ac sacris canonibus et hyemali tempore ; mansionarii veconstitutionibus apostolicis , dccretisro praefati similem cappam magnam, que concilii Tridcntini minime adcum pellibus tamen cineracei coloris adversantia, ac per futurum pro temtantum itidem subsutam tam in dipore archicpiscopum Camerinensem , cta calhedrali ecclesia , ut praefertur, seu donec , et quousque praedicta erecta, quam extra eam , ac tam in metropolitana ecclesia Camerinensis processionibus , quam aliis actibus , proprii pastoris , et respective peret functionibus quibuscumque publipetui Trejensis itidem ecclesiae adcis , et privatis, etiam extra civitaministratoris solatio destituta, uL praetem Trejensera praedictam, ac ubifertur , remanserit , per infrascrique locorum, etiam in synodalibus, pium episcopum exequutorem, per provincialibus , generalibus , univer- Nos ut infra deputandum prius eiasalibusque conciliis , ac etiam in minanda , et approbanda edere, atque B*ll. Ilo m. Ton. XIII. F. 93. 37* Digitized by Google Duiiarium iwuianutn edita declarare , et interpretari , ar. in meliorem formam redigere , ct reformare , seu alia de novo ex integro , eisdem tamen sacris canonibus, praofatisque constitutionibus, et decretis concilii Tridentini praedicti non contraria , et , ut praefertur , per futurum archiepiscopum , et rcspective administratorem praefatam, seu eumdem infrascriptum episcopum exequatorem similiter examinanda , et approbanda , ac per eos, ad quos nunc spectat, et pro tempore quomodolibet spectabit , et pertinebit observanda sub poenis in contrafacientes statuendis , quoque edere libere, et licite possint , ct valeant, plenam, liberam , et omnimodam facultatem, potestatem , et auctoritatem eadem apostolica auctoritate pariter perpetuo concedimus , et impertimur: decernentes tamen quoad vicarii capitularis electionem, sedis archiepiscopalis Camerinensis, et episcopalis Trejensis vacatione quovis modo pro tempore occurrente , faciendam , ut jus eligendi vicarium capilularem soli capitulo dictae mctropolitanae ecclesiae Camerinensis , quod etiam in Trcjensem ecclesiam officium hujusmodi intuitu illius perpetuae administrationis archiepiscopo concreditae libere valeat exercere, perpetuo quo que spectare et pertinere debeat. Prae6nitur (er $• t2. Ac illSUpcr , Ut dioecesis r-.iofium mvvac eidem episr opali ecclesiae Trejensi , coilT d‘0B novi ter, ut praefertur, erectae, illius que futuro praesuli perpetuo administratori praedicto constitui possit , praefatum oppidum , una cum praedictis villis illius territorium in praesens , ut praefertur, constituentibus , et in eis respective consistentes parochi ales , aliasque ecclesias , monasteria ( non tamen exempla ), loeaque, pia , et alia quaelibet beneficia ecclesiastica cum cara , et sine cura saecularia , et quorumvis ordinum regularia , et eorum pariter respective utriusque sexus personas , habitatores , et incolas tam laicos, quam clericos presbyteros , beneficiatos el religiosos quoscumque cujusvis status, gradus , ordinis , et conditionis , ut praefertur, existant , novae ecclesiae episcopali Trejensi praedictae , illiusque administratori pro tempore existeuti praefato pro suis civitate, territorio , et dioecesi , ac clero , et populo inotu , scientia , el potestatis plenitudine similibus perpetuo quoque concedimus , et assignamus , ac ordinariae jurisdictioni , potestati, et superioritati pro tempore existenlis archicpiscopi Camerinensis , uti administratoris praefatae ecclesiae Trejensis ( quo quidem titulo ac nomine persona dictae mctropolitanae ecclesiae Camerinensis, ad praesens , ut praefertur, pastoris solat io destitutae in archiepiscopum praeficienda, Trcjensis quoque ecclesiae , a primaeva illius erectione , et institutione hujusmodi , ut praefertur, vacantis statim administrator facta per se , vel alium , seu alios veram , realem, actualcm, et corporalem possessionem, seu quasi administrationis spiritualis, et omnimodi juris dioecesani in ipsa, per Nos , ut praefertur , erecta , civitate Trejensi , ac in oinnihus aliis superius memoratis villis propria auctoritate libere apprehendere , et apprehensam hujusmodi perpetuo relinere debeat ) , cujusvis licentia desuper minime requisita , pari aposlolica auctoritate perpetuo itidem subponimus, atque subjicimus.

9 §. J 3. Jam vero ut episcopali mensae novae cathedralis ecclesiae Tre- «e. jensis decenter , firniiterque provideatur , Nos plene instructi , quod dilecti etiam filii communitas, et homines praefatae civitatis Trejensis , ad quos illius dolationem in tot bonis stabilibus ab omni onere liberis, ct exemptis, annuum redditum quingentorum scutorum monetae Romanae efformantibus , constituendi onus, et obligatio incumbebat , ad praesens ob adversas retroactorum temporum vicissitudines bonis hujusmodi prorsus destituti existunt , ac propterea cum Nobis relatum , expositumque fuerit , in ipsa civitate Trejensi parochialem esse ecclesiam praeposituram nuncupatam sancti Michaelis Archangeli, quae liberae collationis esse dignoscitur , et quam dilectus quoque filius Franciscus Gasparri presbyter , ut accepimus , ad praesens obtinet, ac cujus annui redditus certi, ex tot scilicet bonis stabilibus ad ipsam parochialem ecclesiam legitime spectantibus , valoris, in proprietate sexmiliium sexcentorum sexaginta unius scutorum monetae Romanae, et ohulorum octoginta quatuor cum' dimidio alterius obuli paris juxta pe-= rilorum aestimationem provenientes Digitized by Google Pilis PP. Septimus ad summam quingentorum quadra- ; modolilict reservatis , seu ordinariis ginta octo scutorum monetae praefacollatoribus etiam per constitutiones, tae , et obulorum octoginta octo mo- J et regulas easdem , seu literas alnetae praefatae annuatim ascendunt, terna t i varum , aut alia privilegia , et qui infrascriptis oneribus , videlicet indulta hactenus concessa , et inposol vendi singulis annis duo scuta mostcrum concedenda competentibus va* netae praefatae , et obulos quadracare contigerit , omnia , ct singula ginta quinque monetae paris pro frubona praedicta quovis nomine nunclibus cujusdam exigui census in sorte rupata , et ad eamdem parochialem quadraginta novem scutorum moneecclesiam sancti Michaclis , ut praetae praedictae , super illis alias cafertur , legitime spectantia , et pertinonice impositi, acalia quinque scuta nentia, quorum respective nomina, monelae praefatae pro fructibus altesituationes , confinia , qualitates , et rius census in sorte centum scutoquantitates praesentibus haberi vora m ejusdem monetae , quoties conlumus pro expressis ( excepto tamen stiterit de ejus vera , reali , et cainfrascnpto annuo canone ) , ab ipsa nonica impositione super bonis ad parochinli ecclesia sancti Michaclis dictam parochialem ecclesiam spe- «licta apostolica auctoritate etiam perctantihus , respective , ut similiter petuo dismembramus, dividimus, et accepimus , gravati existunl , et suseparamus. per quibus pensio annua antiqua vi- §. 14. lllaque sic dismembrata, pri«.fCptum ginti scutorum monetae hujusmodi divisa , et separata eidem episcopali de •rigrsdo venerabili fratri Nostro Carolo Anmensae Trejensi , in superius expresf»l“t,ocP,iCO" dreae Sanctae Romanae Ecclesiae presum tamen vacationis eventum, pro v sbytero cardinali Pelagallo nuncupato, illius dolatione , ac pro tempore exiet ex concessione , ac dispensatione stentis archicpiscopidamerinensis deapostolicis moderno episcopo Auximacenti congrua , qua utrumque muno , illam annuatim percipienti, diiius commodius , atque facilius execta apostolica auctoritate, ut quoque qui , suamque melius dignitatem accepimus, reservata reperitur. Hinc tueri valeat , eadem apostolica aucto- INos ex nunc prout ex tunc , et e litate similiter perpetuo applicamus, contra , cum primum scilicet paroet appropriamus * volentes insuper , chialcm ecclesiam sancti Micnaelis et expresse praecipientes, sumptibus praedictam per cessum etiam ex causa communitatis et hominum praefatopermutationis , vel decessum , seu rum in dicta civitate Trejensi palaprivationem , aut quamvis aliam dilitim episcopale , nec non semina* missionem , vel amissionem, seu rerium puerorum ecclesiasticum ad traligionis ingressum , et professionis inites decretorum concilii Tridentini in ea emissionem dicti Fmncisci, aut elevari , ac construi , ac intra trienalias quovis modo , etiam apud Senium ex nunc proximum utriusque dem apostolicam praefatam , etiam aedificii opus omnino absolvi; proviso ex quocumque decreto vacationis , inierim de ipsius seminarii congrua seu cessionis juris in provisionibus dolatione pro alumnorum inibi excide quihuscmnque beneficiis ecclesiapiendorum educatione , et alimonia: sticis eidem Francisco dicta apostodictumque palatium , perfecto illius lica auctoritate faciendis apponendo, constructionis opere, eidem pro lemseu tunc apposito , vel alias etiamsi ! pore exislenti archiepiscopo Cameriipsa parochialis ecclesia ex praefati nensi , uti administratori episcopalis Francisci , illam nunc , ut praeferecclesiae Trcjcnsis praedictae pro sui tur , obtinentis persona dispositioni commoda habitatione dicta apostoliaposlolicae ad praesens specialiter reca auctoritate perpetuo itidem conce* servata , vel alfecta existat , aut alidiraus, et assignamus. qua alia reservat io , vel affectio ha- §• 15. Iiiterim vero donec hit- T«njw*nhei ctenus inducta, vel inposterum ini jusmodi bonorum stabilium ultimoducenda sit, etiam in aliquo ex men dictae parochialis ecclesiae applicatio S3H2"rt#re sibus Nobis, et Romano pontifici pro per ipsius Francisci moderni illius tempore existenti. Sedique praefatae J rectoris obitum , aut alias quovis per quascumque literas , et constimodo ex illius persona sortita non tulioiies aposiolicas , aut canreliariae fuerit effectum , ne idem futurus Treaposlolicae regulas , aut alias quo- ! jensis administrator sua , ut supra , Digitized by Google statuta congrua destitutus Teraaneat, attendentes quoque Nos in dicta civitate Trejcosi ( sicut fideJiter etiara Nobis fuit expositum ) nonnulla reperiri missarum legata piis correctionis , et rei-operariae respecti ve domibus ejusdem civitatis alias a quilmsdam benefactoribus pro rnille septingentarum nonaginta trium missarum celebratione , ner deputatos , Sive administratores nomorum hujusmodi satislacienda relicta anuui redditus ducentorum quindecim scutorum praefatae monetae; hinc , praevia dictorum piorum legatorum perpetua suppressione , ac inTrascripta dictarum missarum reduclioue , et respeetiva dilectorum quoque filio rum modernorum , et pro tempore existentium deputatorum , sive administratorum domorum hujusmodi absolutione , exemptione , et liberatione a praedictae satisfactionis onere, dictam summam praefatorum ducentorum quindecim scutorum monetae praefatae, ex eisdem legalis piis sic suppressis, et cxtioctis provenientem supradictae mensae episcopali Trejensi dicta apostolica auctoritate perpetuo concedimus, et attribuimus: decernentes proptcrca modernos , et pro tempore existentes deputatos, seu administratores praedictos ad integram solutionem diriorum ducentorum quindecim sculoruoi monetae praefatae eidem mensae episcopali Trejensi singulis annis durante praefati Francisci ultimodictae parochia lis ecclesiae rectoris vita , seu quoad ! ipse illam obtinuerit exacte , ac fideliter laciendam teneri, et ad id etiam per viam juris compelli posse: communitatem vero et homines praefatae civitatis annuae solutioni trecentorum scutorum monetae praedictae , jam ab ipsis pro hujusmodi cathedralis ecclesiae erectionis effectu antea designatae, favore ejusdem mensae episcopalis Trejensis tribuendae, donec idem Franciscus rector vixerit, dictamque parochialem ecclesiam obtinuerit , itidem adstriclos , atque obnoxios existere. Nihil autem prorsus innovari volumus a communitate , et hominibus praefatis quoad congrua honoraria , et decentes hahi lationes , quae alias in erectione civitatis Trejensis a Pio praedecessore praedicto in superius relatis literis pro vicario , et notario foraneo inibi II existcutibus fuere tunc constituta, at | que disposita ; ila ut eadem pontificis mandata pro vicario generali, ac notario , sive cancellario novi episcopatus Trejensis adimpleri, et observari omnino debeant.

10 §. 10. Declarantes insuper in su r I pradi.cla piorum legatorum suppr.es- ** **' sione minime comprehendi, sed omj uiuo excipi debere quaedam alia pia legata pro annua itidem celebratione ji aliorum trecentarum sexaginta sex missarum in praedicta correctionis i domo pro inibi detentorum commodo relicta , quae firma remaneant ; et per eosdem deputatos , .seu administratores annuatim etiam debeant i satisfieri.

11 $.17 Quo vero ad praefatas Aedoeti* n- | mille septingentas nonaginta tres mis- *"•* sas ad priora pia , ut praefertur , suppressa legata spectantes , illas ad numerum duodecim anniversariorum iri ipsa cathcdrali ecclesia Trejensi singulis annis celebrandorum dicta apostolica auctoritate etiam perpetuo i redigimus , et moderamur ; et respecti ve onus celebrationis hujusmodi singulis mensibus in animarum testatorum suffragium collegialiter adimplendum capitulo , ei canoni- , cis dictae cathedralis ecclesiae pro tempore existentihus praedictis eadem apostolica auctoritate perpetuo quoque injungimus , atque imponimus. $. 18. Ac demum, quod sequul>ot*t>o ecd*- ta per dicti Francisci, ut praefertur, p«o«hi*- uioderni dictae parochialis ecclesiae "* rectoris obitum , aut alias quovis modo ex illius persoua , ut praefertur, ejusdem parochialis ecclesiae vacatione , el per vacationem hujusmodi illius honorum stabilium, ut praefertur , ab ipsa dismemhratorum applicationi favore praefatae mensae episcopalis Trejensis loco facto, temporanea memoratae summae ducentorum quindecim scutorum praedictae monelae cx eisdem prioribus legatis, ut praefertur , suppressis provenientis applicatio mensae episcopali Trejensi praedictae superius facta , dissoluta , et ad camdera parochialem ecclesiam s. Mkhaelis translata , illici uc pro nova supplenda donatione illiusque futuri pro tempore existenlis rectoris congrua substen latione f>cr viam subrogationis simili apostoica auctoritate perpetuo itidem unita , et appropriata remaneat eo ipso;

12 Pius PP. Septimus ita tamen ut fructus, redditus, et pro- I ventus certi dictae parochialis ecclej siae s. Michaclis , comprehenso certo animo canone septuaginta scutorum praefatae monelae super quibusdam aliis terrenis , cl fundis nd ipsam parochialem ecclesiam spectantibus in emphyteusim perpetuam apostolica auctoritate praefata concessis annuatim dictae parochialis ecclesiae rectori debito , ad ducenta quinque j scuta ejusdem monetae , praeter incerta ex stolae axercilio provenientia, ac redditus nonnullorum hortorum eidem pnrocbiali ecclesiae adnexorum, quos etiam faciet suos , annuatiin j ascendant , dicta apostolica auctoritate statuimus , ct ordinamus.

13 §. Ac easdem praesentes semw- per , ct perpetuo validas, et efficaces esse , et fore; suosque plenarios , et j, integros effectus sortiri , et oblinere; \ ac ab omnibus, et singulis, ad quos nunc spectat, et pro tempore quomodolihct spectabit in futurum , firmiter , et inviolabiliter observari dchere ; ac nullo unquam tempore ex quocumque capite, vel qualibet causa quantumvis juridica , et legitima , etiam ex eo quod causae , propter quas caedem praesentes emanarunt , adductae, verificatae , et justificatae non fuerint , de subreptionis , vel obreptionis, aut nullitatis , seu invaliditatis vitio , aut intentionis Nostrae , vel quolibet alio quantumvis magno , substantiali , substantialissimo, inexcogitato , et inexcogitabili , ac specialem, ct individuam mentionem , et expressionem requirente defectu, seu etiam ex eo quod in praemissis , eorumque aliquo solemnitates , et quaevis alia servanda , et adimplenda servata , et adimpleta non fuerint , aut ex quocumque alio capite dc jure, vel lacto, seu statuto, vel consuetudine aliqua resultante , seu etiam enormis enormissimae, totalisque laesionis , aut quocumque alio colore, praetextu , aliaque ratione , vel causa , etiam quantumvis justa , rationabili, legitima, juridica, pia , privilegiata , ac tali , quae ad effertum validitatis praemissorum necessario exprimenda foret , aut quod de voluntate Nostra, et aliis superius expressis nullibi appareret, seu alias probari posset , notari , impugnari , invalidari , retractari , in jus , vel controversiam revocari, aut ad viam, I et terminos juris reduci, vel adver- ' sus illas restitutionis in integrum , j aperitionis oris, reductionis ad viam, et terminos juris, aut aliud quodcumque juris, vel facti, aut gratiae, vel justitiae remedium impetrari, seu quomodolibet etiam motu , scientia , et potestatis plenitudine similibus concesso , et impetrato , vel emanato i quempiam uti , seu se juvari in juj dicio , vel extra illud posse : neque easdem praesentes sub quibusvis similium , vel dissimilium gratiarum revocationibus , suspensionibus, limitationibus , modificationibus, deroga- ! tiouibus , aliisque contrariis dispositionibus per quascnmque literas, et constitutiones apostolicas , aut rancellariae apostolicac praefatae regulas quandocumque etiam in crastinum j , assumptionis Nostrae, ct Romanorum | pontificum successorum Nostrorum ad summi apostolatns apicem, etiam motu , scientia , et potestatis plenitudine similibus , etiam cunsistoria- 1 iter ex quibuslibet causis , ct sub quibusvis verborum expressionibus, tenoribus , ct formis , ac cum quili busvis clausulis, ct decretis , etiamsi in cis de eisdem praesentibus , earumque toto tenore , ac data specialis mentio fiat, editas, et inpostcrum edendas comprehendi , sed semper , et omnino ab illis excipi, et quoties illae emanabunt, toties in pristinum, et validissimum statum restitutas, repositas , ct plenarie reintegratas esse, et fore; sicque et non alias per quoscutnque judices ordinarios , vel delegatos quavis auctoritate fungentes, etiam causarum palatii apostolici auditores, ac ejusdem sanctae Romanae ecclesiae cardinales , etiam de latere legatos , vir -elegatos , dictaeque Sedis nuntios , aliosquc quoscuraque quavis auctoritate, potestate , facultate , praerogativa, et privilegio fungentes, ac honore , ct praeeminentia Inigentes , sublata cis , et eorum cuilibet quavis aliter judicandi , et interpretandi facultate , et auctoritate , in quocumque judicio , et in quacumque instantia judicari, et definiri debere; irritum quoque, et inane, si secus super his a quoquam quavis auctoritate scienter , vel ignoranter i contigerit attentari , motu , scientia, I et potestatis plenitudine similibus I quoque decernimus. 20. Non obstantibus dictorum . piorum legatorum, et quibusvis aliis ! fundationibus, ultiinisque testatorum voluntatibus praemissis lbrsan repugnautibus , ac iNostra, et canccllariae apostolicae regula de jurequaesilo non tollendo , ct Lateranensis concilii novissime celebrati , disinembralioues , et uniones perpetuas nonnisi in casibus a jure permissis fieri, et ab ecclesiis membra distingui , ac dividi j prohibentis, necnon quoad infrascriptam exequutoris d epulationem felicis J recordationis llonifam papae VIII. etiam praedecessoris Nostri qua cavetur expresse , ne quis ultra suam , civitatem et dioecesim, nisi in certis ! inibi expressis , et exceptis casibus , et in illis non ultra unam diaetam a fine suae dioecesis ad judicium evo- J cetur , scu ne judices a Sede apostolica praefata deputati extra civitatem, vel dioecesim , in quibus deputati j fuerint , contra quoscumque proce- ; dere , aut alii , vel aliis vices suas committere auileant, seu praesumant, j et in concilio generali edita de duai hus diaetis , ac quibusvis aliis etiam in synodalibus, provincialibus, generalibus universa Ii 1» usque conciliis editis , vel edendis specialibus, vel generalibus constitutionibus, et ordinationibus apostolicis, dictacquc inelroj politauae ecclesiae Carocrinensis etiam I juramento, confirmatione apostolica , j vel quavis firmitate «ilia roboratis sta- ! tutis, et consuetudinibus; privilegiis I quoque, indu|tis,et literis apostolicis quilm&vis superioribus et personis in \ genere vel in specie, ac alias in contrarium praemissorum quo mod «libet concessis , confirmatis , approbatis , et innovatis ; quibus omnibus , et singulis , etiam si pro illorum suffi cienti derogatione alias de illis, coruimme tqtis tenoribus specialis , specifica , expressa, et individua non autem per clausulas generales idem importantes mentio , seu quaevis alia expressio habenda , aut aliqua alia etiam exquisita forma ad hoc servanda foret, tenores hujusmodi , ac si j de verbo ad verbum nihil penitus i omisso, et forma in jllis.lradita obseri vata etiam inserti Core ut, eisdem praesentibus pro plene, et sufficienter exj pressis et insertis habentes , illis alias | in suo robore permansuris , ad prae- | missorum oinniuin , et singulorum i' validissimum effectum, latissime , et j plenissime, ac specialiter, et expresse, necnon opportune, et valide, hac vice dumtaxat motu , scientia , et potestatis plenitudine paribus harum quoque serie derogamus, caeterisque contrariis quibusrumque.

14 §. 21. Nos enim desiderantes, ut Depuuiio praemissa omnia sic , ut praefertur, *££**• ,p#*“ disposita nd suum feliciter perdurantur effectum, et ea , quae nonttunquain in simililms suscitari solent quaestiones , controversiae , ac obstacula dirimantur , venerabilem etiam • fratrem IS ostrum modernum Maceratensis, et Tolcutinae invicem perpetuo canonice uni tarum ecclesiarum episcopum in exeq unio rem pro exeqiiutione tantum earumdem praesentium dicta apostolica auctoritate constituimus, et depptamus.

15 'S. 22. Eidcmque episcopo faculraetit» pi#- talcm, ut ipse quamcumque perso- *“£*• <*•** nam iu ecclesiastica diguitalc consU- * — * tutam pro hujusmodi exequutionis effectu subdelegare , ac snper quacumque oppositione , in illius actu quouiodolihet oritura , servatis tamen de jure servandis, definitive pronunc ia re libere, et licite valeat, eaderu apostolica auctoritate concedimus, et impertimur.

16 $. 23. VolumUS autem , quod Praetcptmn ecclesia calhedcalis Trcjensis per Nos, ut praefertur, erecta praedicta juxta u_ illius redditus de more laxari, et hu-brU ommt jusmodi taxa iu libris camerae apo- •P°*u>Uc“ stolicae describi debeat: quodque earumdem praesentium transumptis , et exemplis etiam impressis , et manu alicujus notarii publici subscriptis, el sigillo personae in ecclesiastica diguitalc constitutae munitis eadem prorsus fides in judicio, et extra illud adhibeatur , quae eisdem praesentibus literis originalibus adhiberetur , si forent exhibitae, vel ostensae. §. 21. Nulli ergo omnino horni- Saocti» po«- num liceat has paginas Nostrarum °*,h’ disiueniltralionis , disjunctionis , separationis, erectionis., institutionis, substitutionis , subrogationis , concessionis , indu Ili , facultatis , concessionis , i iji partitionis , assignationis , suppositionis , subjectionis , posterioris disinembratiunis, divisionis, separationis , applicationis , appropriationis , voluntatis, praecepti, posterioris itidem concessionis , assignationis , suppressionis , absolutionis , exemptionis , liberationis, attributio- Pius PP. Septimmi rtx , posterioris voluntalis (leclarr*- Bionis , reductioni» , moderationis , injunctionis , impositionis , statuti ,■ ordinationis , decreti , posterioris facultatis impertitionis , derogationis , constitutionis , dvpulationis , concessionis impertitionis, et voluntatis infringere , vel eis ausn temerario contraire : si quis autem hoc attentare praesumpserit , indignationem omni- Kt entis Dei , ac beatorum Petri , et nli apostolorum ejus se noverit incarsunim.

17 Dntam Romae apud Sanctum Petra n» , anno incarnationis Dominicae miHesinw» octingentesimo «extodecimo , sexto Idus februarii, pontifica tus Nostri anno decimo sexto. Dat. die

Note

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Bullarii Romani continuatio Summorum Pontificum Clementis 13., Clementis 14., Pii 6., Pii 7., Leonis 12. et Pii 8. dal v. 11 ..., Pii 8. et Gregorii 16. constitutiones, literas in forma brevis, epistolas ad principes viros, et alios, atque allocutiones poi anche alloquutiones complectens quas collegit dal v. 11 al v. 17 usque ad (1847) — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Fonte: Internet Archive.

Testo inglese

1 from the archdiocese of Camerino by perpetual dismemberment, is adorned with the honor of an episcopal city, and therein a bishopric of the same name is likewise perpetually erected in the notable collegiate church of the Annunciation of the Blessed Virgin Mary of the said city.

Pius, bishop, Servant of the servants of God, for perpetual remembrance of the matter

2 § 4. The very ancient origin of these places and the widely known form of their distinguished renown have generally been just causes which stirred the industrious solicitude of Our predecessors, the Roman pontiffs, so that they themselves might at times adorn such places merely with the honorific title of cities, and at other times (after their perpetual separation from the bishops under whom they previously were subject) also with the honor of episcopal sees and apostolic dignity, by Our authority—a matter which We have sufficiently ascertained and which is testified to by many letters of those same predecessors. Using this custom and practice likewise, and affected by no less solicitude than they themselves then possessed, turning Our consideration toward certain towns of Our dominion which are known to have been distinguished by the apostolic See with this very title of cities, We deem it a work worthy of effort, and indeed with better right, to establish new seats of pastors there and to plant the tabernacle, so that those towns themselves may fully obtain that desired complement of honor and distinction which was lacking to them, together with the spiritual benefit of the peoples and Our benignity and that of the aforesaid See.

3 § 2. In another way indeed, by the felicitous remembrance of cordial affection, our predecessor of happy memory, Pius, granted to our Treia, a town in the archdiocese of the city of Camerino, at present existing and subject to the jurisdiction of the ordinary archbishop of Camerino for the time being, which formerly was an ancient Roman municipality, and is said to have been distinguished also by an episcopal cathedral seat, and which, after this ancient city was overthrown by the savagery of barbarians, is seen to have been raised up on the brow of a nearby pleasant and delightful hill, distant about a thousand paces from it, to which the fugitive citizens of Treia had withdrawn themselves, their settlements being placed there, and that place being given, perhaps in the very beginning of its new construction, a name retained even to these most recent times, Montechii, and concerning the restoration of which into a city the then existing community and men of the aforesaid town, in order to recover the ancient name obliterated through so many centuries, and the primeval rights and privileges weakened by the injury of time, had long since begun to take counsel, having made humble prayers to the same Pius, their predecessor, upon this matter, through his apostolic letters, namely under date of the sixth day before the Kalends of July, issued in the sixteenth year of his pontificate, with the perpetual abolition of that denomination of Montechii, which had been held thus far, he willed and decreed that Treia from that time forward in perpetuity for all future times should be denominated and inscribed to all effects of law and fact perpetually likewise, and that same town thus to be denominated to the primeval degree and honor of a city, with all and singular privileges, indults, and abundant graces, immunities and prerogatives, which to each of the other ecclesiastical cities extending their boundaries for many paces, are known to be competent, he restored by his apostolic authority, and also reintegrated; and (insofar as it was needful for it to add some appearance and beauty to it) he also by apostolic authority perpetually erected and instituted it into a city with the title and denomination of a city, with all honors, prerogatives, and decorations, which are known to be competent to the remaining ecclesiastical cities of our ecclesiastical state, he perpetually granted and conceded; likewise also the power was made to its inhabitants and magistrate to enjoy the honors and insignia with which the magistrates of the other ecclesiastical cities are accustomed to be decorated by right, use, and custom; and three namely urban parishes (besides four other rural ones existing outside it) are enumerated in the aforesaid letters more fully; churches, whose respective care of the souls of their beloved sons the parishioners is laudably exercised by their respective rectors; and four likewise regular houses, and other presbyteries of the oratory of St. Philip Neri, two monasteries of nuns, and several lay confraternities most laudably incumbent upon the exercise of many works of piety, charity, and mercy, canonically respectively instituted. There flourishes moreover in it the same humanity of culture which exists in the province, supreme piety, and religion, and the peculiar devotion of all the inhabitants, especially of the ecclesiastical, toward the Apostolic See, received from the institutions of their ancestors, and preserved with particular care even to these times. § 3. Nor indeed was this done except by the wise and prudent judgment of the said Pius, our predecessor, with the discussion of all matters premised; for that town, besides the memorable very ancient origin of it, which the ruins of the ancient city of Treia still standing, and the vestiges of temples, thermals, inscriptions, statues, coins of gold, silver, and bronze of every kind, gems, sarcophagi, carvings in relief, tessellated pavements, and other precious monuments of antiquity already dug from the earth sufficiently and more than sufficiently testify to, and likewise the widespread fame, several men of distinguished birth have derived from it, both in letters and in arms, and in piety and religion, and even in sanctity (by which among others, especially blessed Peter of Treia, called thus, has shone forth in a wonderful manner even to these times) and in various principal offices of the Church exercised by them for the fatherland and for the Christian republic, they are most honorably commemorated; which indeed all these things on account of the merit of this honor are deemed to furnish a commendable and most reasonable ground. § 4. To all these things moreover there is added also honor and decoration of this kind, that various schools of arts and crafts exist in it, namely of public pottery, schools for adolescents, both for good arts and especially for the instruction of all virtue and religion, two professors of medicine, as many of surgery, besides an urban prefect, likewise of agriculture, to whom it is known that foreigners living beyond the mountains have given a name, existing with about eight guilds of artisans, and moreover hostels of pilgrims, the infirm, and the exposed, and several other granaries and buildings for restraining the license of evildoers, another one in the washing of the poor, provided and most richly endowed by the aforesaid Pius, our predecessor, two centuries of foot soldiers and another of cavalry are found.

Description etc. 51. 5

4 Now indeed among the aforesaid churches, and perhaps others existing in the said town (which among them the aforementioned most holy Crucifix, whose very spacious ancient temple still stands, which was once said by tradition to have been dedicated to the Virgin assumed into heaven, but is now made sacred to the same most holy Crucifix, and also famous for miracles, where until the fifteenth century a unique baptismal font is said to have existed, canonically transferred to a new church extracted within the walls from there) the principal church stands placed, now sacred to the Virgin greeted by the angel, founded before the twelfth century of the common era, as is reported, which is also known to be parochial, and in whose privileges it is commemorated that a diocesan synod held in it in the year one thousand seven hundred twenty-six took place, recently raised up from the foundations, and reduced to a very grand and splendid form by elegant and fitting composition of all its parts, to which an expensive bell tower with four bells hangs over, and canonical buildings adhere, and an episcopal palace in which the bishops of Camerino were accustomed not rarely to dwell.

5 § 6. In that same collegiate church, which is known to be sufficiently and more than sufficiently furnished with sacred furnishings and other things necessary for divine worship, and in which the body of St. Justin and the head of St. Julian respectively martyrs, and the precious relics of many other saints are preserved, the present chapter thereof now flourishes with no less praise, from whose bosom in past times many men distinguished in learning have come forth, who were, as common report has it, of the greatest ornament and usefulness not only to the Christian but also to the civil commonwealth. For it consists of one archpriest with one principal archpresbytery, and a single dignity existing there, to which the care of souls of the parishioners of the said collegiate church, which is also parochial, as is aforesaid, falls to Septimus 44, and thirteen canons, of whom seven are called of the ancient endowment, the rest however are of more recent foundation, with as many canonries and as many prebends, among which one is penitentiary, another theological, respectively held, and enjoying the use of mozzettas of violet color and rochets by apostolic indult; who together with certain beneficiaries and clerics, either by reason of their benefices, which they hold there as below, or by whatever other title devoted to various ecclesiastical offices and ministries of the same collegiate church, eagerly apply themselves to rendering due praises to the Most High, and to performing whatever other collegiate and parochial duties and offices with spiritual fruit and very great edification of the people. In which, since the aforesaid town of the Trejensis city has already been given the title of city by the said Pius predecessor, as is aforesaid, it is deemed worthy and fitting that it be elevated respectively to the true degree and honor of an episcopal city, and that the same collegiate church be elevated to the status and dignity of a cathedral church.

§ 7.

6 Hence We, having examined such clear signs of that [church], and the prerogatives of the said collegiate church, setting aside other honors, privileges, and decorations of many of Our Roman pontiff predecessors freely and fully, and especially of pious memory Innocent IV, and also Alexander IV, and likewise Clement IV and Nicholas IV, Gregory XI, and Boniface IX, and Innocent VII, and also Eugene IV, and Nicholas V, and Callixtus III, and likewise Sixtus IV, and also Julius II, and Leo X, and also Paul V, and Clement X equally, conferred upon them at all times, which can rightly be considered to the highest praise of both; and from the relation of Our venerable brother, the modern bishop of Athens, of the congregation of Our venerable brothers of the Holy Roman Church, the cardinals placed over consistorial matters, made to Us from above concerning the recognition of this new erection of a bishopric for the better spiritual governance and utility of the people, which monuments delivered to Us testify that Sixtus, Our predecessor also, had already wished to consider in his mind; wishing to comply with the wishes and supplications also of the beloved sons of the community and men, and the clergy and prelate of the aforesaid town and city, by Our own motion, and from certain knowledge, and from the fullness of apostolic power, We perpetually dismember from the archdiocese of Camerino, whose archiepiscopal see, as We have learned, is still known to be vacant, and in which it is at present comprehended, by the apostolic authority aforesaid, the aforesaid town and city, given with the title as aforesaid, together with the aforesaid villages constituting the territory, and the parochial and other churches, monasteries (not however exempt), and pious places, and ecclesiastical benefices of any kind with cure and without cure, secular and of any orders regular, and in them likewise respectively existing respectively persons of either sex, inhabitants and residents both lay and clerical, presbyters, beneficiaries, and religious of any kind whatsoever, and We respectively disjoin, and separate them.

7 And the said town and city, as aforesaid, merely so named, We erect into a true and real episcopal city, to be called Trejensis as before, with its seminary, episcopal curia, and all the rights, honors, and prerogatives by which other cities distinguished by a pontifical see, and their citizens use, enjoy, and rejoice, and are able to use, enjoy, and rejoice in any manner whatsoever in the future; and the said collegiate and parochial church under the title of the Annunciation of the same blessed Virgin Mary (with the perpetual suppression and extinction of collegiality only therein previously made) into a cathedral church also called Trejensis, under the aforesaid title of the Annunciation of the blessed Virgin Mary, or by invocation, and also to be parochial as before; and in it the seat, chair, and episcopal dignity to be governed by one and the same archbishop of Camerino existing for the time, who shall also be the perpetual administrator of the episcopal church of Trejensis: so that, when it happens that either church becomes vacant for the time, from the metropolitan church of Camerino namely in title, and from the other Trejensis, as to be erected below, respectively such churches in administration, in a single context by Us and Our successors, the Roman pontiffs existing for the time, ought to be provided; and he shall preside over the same church, city, and territory of Trejensis, its clergy and people; shall convoke abbots, if any, and other secular and regular persons to synod; and shall have and exercise all and singular the rights, offices, and duties episcopal, with his chapter inscribed below, treasury, seal, episcopal table as to be constituted below, and other cathedral and pontifical insignia, jurisdictions, and prerogatives by which other cathedral churches of the ecclesiastical state aforesaid, and their prelates and administrators in any manner whatsoever (not however by burdensome title, or from indult or particular privilege) rejoice, and are able to rejoice in any manner whatsoever in the future; provided however that the future archbishop of Camerino existing for the time, and likewise administrator of the church of Trejensis, who shall be called by this copulative name in all his acts, shall be bound to reside personally in the said city of Trejensis for some part of each year at his pleasure, and there to exercise pontifical and other pastoral duties and offices to the praise and glory of almighty God, and to the honor of the Mother of God the Virgin Mary, and to the exaltation of the Catholic faith, by motion, knowledge, and fullness of power similar apostolic authority aforesaid, We also perpetually erect and institute.

8 5. The chapter of the collegiate church of [Ertttl0 calke] aforesaid (in which collegiate body alone shall remain suppressed and extinguished, as is aforesaid) into the chapter thus erected of the cathedral of Treviso; and respectively the presbyteral dignity heretofore principal, sole, and curate therein, into the greater, and sole likewise after the pontifical dignity of this kind henceforth to be, to which the care of souls, which is accustomed to be exercised there through a perpetual vicar instituted there, shall principally, as before, pertain; and the same thirteen canonicates, and as many prebends, among which the penitentiary, and the theological ones already above mentioned, as well as four mansionariates likewise instituted therein, we by the same apostolic authority perpetually likewise substitute and subrogate into the archpresbyter, and the same canons, and mansionaries of this newly thus erected cathedral church of Treviso, and concede and indulge perpetually in the same manner by apostolic authority; saving nevertheless, and remaining firm therein both as to the collation of that church and of those by Us, as is aforesaid, as well also in favor of that chapter thus abrogated now and for the time being existing, privileges, indults, exemptions, immunities, honors, indulgences, and other graces whatsoever, both spiritual and temporal, and mixed, which to that chapter apostolic, or any other whatsoever legitimate authority possessed, or of right, or custom, or otherwise competent, provided however they be in use, and not revoked, in all things and throughout all things, just as if the status of collegiality in this thus erected cathedral church had in no way been changed. And nevertheless We, attending to the completion of the dignity of the said cathedral church thus erected, if the aforesaid chapter should strive to be distinguished with more splendid insignia after the manner of other chapters of cathedral churches of those parts; hence both for the modern sons and for the future, and for the time being existing, we will that the archpresbyter, and canons, and mansionaries of the said cathedral church thus erected, as is aforesaid, use, that the archpresbyter, and canons namely wear the mozzetta, and rochet aforesaid, which heretofore they are, a great silk cape of violet color lined with ermine skins and in winter time; the mansionaries moreover of the aforesaid similar great cape, with skins however of ash color likewise lined, both in the said cathedral church, as is aforesaid erected, and outside it, and both in processions, and in other acts, and functions whatsoever public and private, even outside the city of Treviso aforesaid, and in other places, even in synodal, provincial, general, universal councils, and also in 12 whatever statutes, ordinances, chapters, and decrees, lawful nevertheless and honest, and not contrary to the sacred canons and apostolic constitutions, decrees of the Council of Trent aforesaid, and through the future for the time being the archbishop of Camerino, or until and as long as the aforesaid erected metropolitan church of Camerino, destitute of its own pastor, as is aforesaid, shall remain, through the infra-written bishop executor, to be by Us as below appointed first to be examined and approved, to be issued and declared and interpreted, and to be reduced into better form and reformed, or other things anew entirely, the same nevertheless to the sacred canons, and the aforesaid constitutions and decrees of the Council of Trent aforesaid not contrary, and, as is aforesaid, through the future archbishop, and respectively administrator aforesaid, or the same infra-written bishop executor likewise to be examined and approved, and by those to whom it now pertains, and for the time being in any way shall pertain and belong, to be observed under penalties to be established against those acting contrary, we by the same apostolic authority likewise perpetually concede and impart full, free, and absolute faculty, power, and authority. § 2. And moreover, that to the diocese of the new episcopal church of Treviso thus erected, as is aforesaid, and to its future prelate perpetual administrator aforesaid constituted, the aforesaid town, together with the aforesaid villages constituting its territory at present, as is aforesaid, and in them respectively existing parochial, and other churches, monasteries (not however exempla), places, pious, and other whatsoever ecclesiastical benefices with and without cure, secular and of whatsoever orders regular, and their respectively persons of either sex likewise, inhabitants, and dwellers both lay and clerical presbyters, beneficed and religious whatsoever of whatsoever status, degree, order, and condition, as is aforesaid, existing, to the new episcopal church of Treviso aforesaid, and to its administrator for the time being existing aforesaid for his city, territory, and diocese, and clergy and people by motion, knowledge, and fullness of power likewise perpetually we concede and assign, and to the ordinary jurisdiction, power, and superiority for the time being existing of the archbishop of Camerino, as administrator of the aforesaid church of Treviso (by which title and name a person of the said metropolitan church of Camerino, at present, as is aforesaid, destitute of pastoral solace, to be placed in the archbishop aforesaid, and of the church of Treviso likewise, from the first creation and institution thereof, as is aforesaid, vacant, immediately made administrator through himself, or another, or others true, real, actual, and corporeal possession, or quasi of spiritual administration, and of all diocesan right in the same, by Us, as is aforesaid, erected, in the city of Treviso, and in all other aforesaid villages above mentioned, by his own authority freely to apprehend, and apprehended thus perpetually to retain ought), of whatsoever license thereupon in no way required, by like apostolic authority perpetually likewise we subject and subjoin.

9 § 3. Now indeed, in order that the episcopal table of the new cathedral church of Treia may be decently and firmly provided for, We, being fully informed that the beloved sons also, the community and men of the aforesaid city of Treia, upon whom the burden and obligation of endowing it with so many stable goods free from every charge and exempt, producing an annual income of five hundred scudi of Roman currency, has fallen, are at present wholly destitute of such goods on account of the adverse vicissitudes of past times, and therefore, since it has been reported and set forth to Us that in the same city of Treia there is a parochial church, a prepositorship called of St. Michael the Archangel, which is known to be of free collation, and which the beloved son Francis Gasparri, presbyter, as We have learned, at present holds, and whose certain annual income, arising from so many stable goods legitimately pertaining to the same parochial church, in the value of six thousand six hundred sixty-one scudi of Roman currency and eighty-four and one-half oboli of another obol of equal weight according to the estimation of experts, amounting annually to the sum of four hundred forty-eight scudi of the aforesaid currency and eighty-eight oboli of the aforesaid currency, which are burdened with the following charges, namely, to sell each year two scudi of the aforesaid currency and forty-five oboli of currency of equal weight for the fruits of a certain small census in the sum of forty-nine scudi of the aforesaid currency imposed thereupon, and also five scudi of the aforesaid currency for the fruits of another census in the sum of one hundred scudi of the same currency, whenever it shall be established that there is true, real, and canonical imposition upon the goods pertaining to the said parochial church, by which an ancient annual canon of twenty scudi of this currency has been imposed, We by apostolic authority also perpetually dismember, divide, and separate from the same parochial church of St. Michael aforesaid, the respective names, situations, boundaries, qualities, and quantities of which We wish to be held as expressed in the present document (except however the aforesaid annual canon), those goods which are respectively burdened with the charges mentioned above. § 14. And those thus dismembered, divided, and separated, We, from now as from then and vice versa, when the parochial church of St. Michael aforesaid shall become vacant through cessation also from the cause of permutation, or death, or deprivation, or any other dismissal, or loss, or withdrawal of the entry and profession into religion of the said Francis, or in any manner whatsoever, even before the apostolic see aforesaid, by apostolic authority also perpetually apply and appropriate, wishing moreover and expressly commanding that at the expense of the community and men of the aforesaid city in the said city of Treia the episcopal palace, and also a seminary of boys for the ecclesiastical training in accordance with the decrees of the Council of Trent be raised up and constructed, and within three years from now the work of the building be altogether completed; provided that in the meantime, from the congruous endowment of the seminary for the education and sustenance of the pupils to be received therein, and the said palace, when its construction work shall be perfected, the same for the time being existing archbishop of Camerino, as administrator of the episcopal church of Treia aforesaid for his convenient habitation, by apostolic authority is perpetually conceded and assigned to him. § 15. In the meantime, however, until such application of stable goods of the said parochial church shall have taken effect through the death of the said Francis, the modern rector thereof, or otherwise in any manner whatsoever from his person, lest the same future administrator of Treia remain destitute of congruous provision, as above, We also attending to the fact that in the said city of Treia (as it has also been faithfully set forth to Us) certain legacies of masses for pious correction and works of charity are found respectively in the houses of the same city otherwise left by certain benefactors for the celebration of one thousand seven hundred ninety-three masses, by appointed deputies or administrators of these houses, an annual income of two hundred fifteen scudi of the aforesaid currency; hence, with the previous perpetual suppression of the said pious legacies and the reduction of the transcribed masses and the respective absolution, exemption, and liberation of the beloved sons, the modern and for the time being existing deputies or administrators of these houses from the burden of the aforesaid satisfaction, We by apostolic authority perpetually concede and attribute the said sum of the aforesaid two hundred fifteen scudi of the aforesaid currency, arising from the same legacies thus suppressed and withdrawn, to the aforesaid episcopal table of Treia: decreeing therefore that the modern and for the time being existing deputies or administrators aforesaid are bound to make exact and faithful annual payment of the said two hundred fifteen scudi of the aforesaid currency to the same episcopal table of Treia during the life of the aforesaid Francis, the modern rector of the said parochial church, or so long as he shall hold it, and that they can also be compelled to this by way of law: and the community and men of the aforesaid city are likewise bound and liable to the annual payment of three hundred scudi of the aforesaid currency, already designated by them before for the effect of this cathedral church's erection, to be given in favor of the same episcopal table of Treia, so long as the same Francis the rector shall live and shall hold the said parochial church. We wish, however, that nothing whatsoever be changed by the community and men aforesaid regarding the congruous honoraria and decent maintenance which otherwise in the erection of the city of Treia by Pius the aforesaid predecessor in the letters related above were then constituted and disposed for the vicar and foreign notary existing therein; so that the same mandates of the pontiff for the vicar general and notary or chancellor of the new bishopric of Treia ought altogether to be fulfilled and observed.

10 § 10. We declare moreover that in the aforesaid suppression of the aforementioned pious legacies, certain other pious legacies are in no way comprehended, but ought to be entirely excepted, namely those for the annual celebration likewise of three hundred sixty-six masses in the aforesaid house of correction for the convenience of those detained therein, which shall remain firm; and by the same deputies or administrators they ought to be satisfied annually.

11 § 17. But as to the aforesaid eight thousand one hundred ninety-three masses pertaining to the prior pious legacies, as aforesaid, suppressed, we by the same apostolic authority also perpetually reduce and moderate those to the number of twelve anniversaries to be celebrated each year in the same cathedral church of Trent; and respectively the burden of celebrating this kind of thing each month for the suffrage of the souls of the testators, to be fulfilled collegially, we by the same apostolic authority also perpetually enjoin and impose upon the chapter and canons of the said cathedral church existing for the time being. § 18. And finally, that which follows: by the death of the aforesaid Francis, as aforesaid, rector of the said modern parochial church, or otherwise in any way by the vacancy of the same parochial church from his person, as aforesaid, and by the vacancy of this kind of the stable benefices of the same, as aforesaid, from the application thereof made in favor of the aforesaid episcopal table of Trent, the temporary application of the aforesaid sum of two hundred fifteen scudi of the aforesaid currency proceeding from the same prior legacies, as aforesaid, suppressed, made to the episcopal table of Trent aforesaid above, dissolved, and transferred to the parochial church of St. Michael, shall remain perpetually united and appropriated by way of subrogation by similar apostolic authority in order that a new donation be supplied and the congruous sustenance of its future rector existing for the time being be provided by the same way;

12 Pius PP. VII in such manner however that the fruits, revenues, and proceeds certain of the said parochial church of St. Michael, comprehending a certain annual canon of seventy scudi of the aforesaid currency upon certain other lands and estates pertaining to the same parochial church granted in perpetual emphyteusis by the apostolic authority aforesaid, owed annually to the rector of the said parochial church, amount to two hundred five scudi of the same currency, besides uncertain proceeds from the exercise of stole fees, and revenues of certain gardens annexed to the same parochial church, which he shall also make his own, ascending annually, we by the said apostolic authority establish and ordain.

13 §. And that these present letters shall always and perpetually be valid and efficacious, and shall produce and obtain their full and complete effects; and that they ought to be firmly and inviolably observed by all and each to whom it now pertains, and shall pertain in any way whatsoever in the future; and that at no time ever, on any ground whatsoever, or for any cause however juridical and legitimate, even on the ground that the causes for which these present letters were issued have not been adduced, verified, and justified, on account of any defect of subreption or obreption, or nullity or invalidity, or of Our intention, or any other defect however great, substantial, most substantial, unforeseen and unforeseeable, and requiring special and individual mention and expression, or even on the ground that in the aforesaid matters and any of them the solemnities and all other things to be observed and fulfilled have not been observed and fulfilled, or on any other ground arising from law or fact, or statute, or any custom whatsoever, or even on account of enormous or most enormous and total loss, or any other color, pretext, or other reason or cause, even however just, reasonable, legitimate, juridical, pious, privileged, and such as would necessarily have to be expressed for the validity of the aforesaid, or because it would not appear anywhere from Our will and the other matters expressed above, or could otherwise be proved, noted, impugned, invalidated, retracted, called into question or controversy, or reduced to the way and terms of law, or against them restitution in full, opening of the mouth, reduction to the way and terms of law, or any other remedy whatsoever of law or fact, or of grace or justice be obtained, or in any way, even by motu proprio, knowledge, and fullness of power similarly granted and obtained, or issued, anyone be able to use or avail himself in judgment or outside of it; nor shall these present letters be comprehended under any revocations, suspensions, limitations, modifications, derogations, or other contrary dispositions of similar or dissimilar grants by whatever apostolic letters and constitutions, or rules of the aforesaid apostolic chancery at any time, even on the morrow of Our assumption and that of Our successors the Roman Pontiffs to the summit of the apostolic office, even by motu proprio, knowledge, and fullness of power similar, even in consistory from whatever causes and under whatever expressions of words, tenors and forms, and with whatever clauses and decrees, even if in them special mention be made of these present letters and their whole tenor and date, issued and hereafter to be issued; but always and entirely to be excepted from them, and as often as those shall be issued, so often to be restored, replaced, and fully reintegrated into their pristine and most valid state, and to be so and not otherwise by whatever judges ordinary or delegated exercising any authority whatsoever, even auditors of the causes of the apostolic palace, and cardinals of the same holy Roman Church, even legates a latere, vicelegates, and nuncios of the said See, and all others whatsoever exercising any authority, power, faculty, prerogative, and privilege, and enjoying honor and preeminence, with the faculty and authority of judging and interpreting otherwise taken from them and from each of them, to be judged and decided in whatever judgment and in whatever instance; and we likewise decree by motu proprio, knowledge, and fullness of power that if anything contrary to these matters should be attempted by anyone whatsoever with any authority, knowingly or unknowingly, it shall be null and void. 20. Notwithstanding the aforesaid pious legacies and whatever other foundations and last wills of testators perhaps repugnant to the aforesaid, and Our rule and that of the apostolic chancery concerning not taking away acquired right, and the most recently celebrated Lateran Council, which prohibits dismemberments and perpetual unions from being made except in cases permitted by law, and churches from being distinguished, divided and separated, as also regarding the deputation of the executor written below, of blessed memory Pope Boniface VIII, also Our predecessor, by which it is expressly provided that no one beyond his city and diocese, except in certain cases therein expressed and excepted, and in those not beyond one day's journey from the end of his diocese, be summoned to judgment, or that judges deputed by the aforesaid apostolic See outside the city or diocese in which they were deputed be able or presume to proceed against anyone whatsoever, or commit their powers to another or others, and in the general council issued concerning two days' journeys, and whatever other statutes and customs, even in synodal, provincial, general and universal councils issued or to be issued, special or general apostolic constitutions and ordinances, and the statutes of the same metropolitan Church of Carocrinensis also strengthened by oath, apostolic confirmation, or any other firmness whatsoever, and customs; also privileges, indults, and apostolic letters of whatever kind granted, confirmed, approved, and renewed to superiors and persons in general or in particular, and otherwise in contravention of the aforesaid in any way whatsoever; all and each of which, even if for their sufficient derogation otherwise special, specific, express, and individual mention of them and their whole tenors would have to be made, rather than by general clauses importing the same, or any other expression, or any other even most exquisite form would have to be observed for this purpose, we, having these tenors as if they were inserted word for word with nothing whatsoever omitted and the form contained in them observed, even if they should be inserted, and the same present letters as fully and sufficiently expressed and inserted, which would otherwise remain in their force, for the most valid effect of all and each of the aforesaid, most widely and most fully, and specially and expressly, as well as opportunely and validly, this time only by motu proprio, knowledge, and fullness of power equal to these, we likewise derogate by the tenor of these letters, and to all other things whatsoever to the contrary.

14 § 21. We indeed, desiring that the aforesaid Commission may be disposed in all things as is aforesaid and may happily reach its effect, and that those questions, controversies, and obstacles which are sometimes wont to be raised in similar matters may be settled, do also by apostolic authority constitute and depute our venerable brother, the present bishop of Macerata and Tolentino, which churches are perpetually united together canonically, as executor for the execution alone of these same matters contained in the present letters.

15 § 22. And to the same bishop we grant and impart by the same apostolic authority the faculty that he himself may freely and lawfully subdelegates any person constituted in ecclesiastical dignity for the purpose of effecting such execution, and may definitively pronounce upon any opposition whatsoever arising in any way in his action, saving nevertheless those things which are to be saved by law.

16 § 23. We will moreover that the cathedral church of Troyes erected by Us as aforesaid shall have its revenues taxed in the customary manner by Us, and any such tax shall be described in the books of the apostolic camera: and that by the transumpts and copies even printed of these same letters, and subscribed by the hand of some public notary, and furnished with the seal of a person constituted in ecclesiastical dignity, the same faith shall be given in judgment and outside it as would be given to these same original letters, if they were exhibited or shown. § 24. Let no one whatsoever be permitted to infringe these pages of Our disunion, disjunction, separation, erection, institution, substitution, subrogation, concession, indult, faculty, concession, partition, assignment, supposition, subjection, later dismemberment, division, separation, application, appropriation, will, precept, later concession, assignment, suppression, absolution, exemption, liberation, attribution, later will, declaration, reduction, moderation, injunction, imposition, statute, ordinance, decree, later faculty of impartition, derogation, constitution, deputation, concession of impartition, and will, or to dare to contravene them with rash presumption: but if anyone shall presume to attempt this, let him know that he has incurred the indignation of Almighty God and of the blessed Peter and Paul His apostles.

17 Given at Rome at St. Peter's, in the year of the Lord's incarnation one thousand eight hundred and sixteen, on the sixth day before the Ides of February, in the sixteenth year of Our pontificate. Dat. die

Note

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Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Le voci che lo citano

Bullarii Romani continuatio Summorum Pontificum Clementis 13., Clementis 14., Pii 6., Pii 7., Leonis 12. et Pii 8. dal v. 11 ..., Pii 8. et Gregorii 16. constitutiones, literas in forma brevis, epistolas ad principes viros, et alios, atque allocutiones poi anche alloquutiones complectens quas collegit dal v. 11 al v. 17 usque ad (1847) — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Public domain (19th-century or earlier printed edition); Internet Archive scan, OCR text

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