DELLA CERDA (CERDANO), ANTONIO

DELLA CERDA (CERDANO), ANTONIO. — Theologian and cardinal of the Order of the Most Holy Trinity, born in S. Margherita di Majorca in 1390, died in Rome on 12 September 1459. While serving as procurator general in Rome, he was made a cardinal by Niccolò V (1448) and appointed archbishop of Messina; the following year he was transferred to the episcopal see of Lerida. Owing to his great philosophical and theological learning, his skill in conducting affairs, and his piety, he enjoyed high esteem among the popes who knew him. He was legate in the March of Ancona and nuncio in Naples and Florence. Of his works, the following are especially noted: Commentaria in quattuor libros Sententiarum and De conscientia.

BIBL.: L. Cardella, Memorie dei cardinali, III, Rome 1703, p. 108; Antonio de l'Asunción, Envítoes trinitarios de España y Portugal, I, Rome 1894, pp. 146–49; Pastor, I, pp. 413, 651, 769, 859, 871; II, pp. 11, 192–93. Danilo Catarzi DELLA CHIESA, BERNARDINO. - Francescano, vescovo di Pechino, n. a Venezia l'8 maggio 1644, m. in Lintsing il 21 dic. 1721. Consacrato vescovo titolare di Argos (1680), venne inviato in Cina.

Suo mandato speciale era quello di pacificare il vescovo Francesco Pallu coi suoi missionari, da costui sospesi « a divinis » e quindi inabilitati all'apostolato. Nonostante le proteste del Pallu, Bernardino levò ai 25 padri missionari la sospensione infitta, appellandosi a Roma. La questione sarebbe stata finita nell'anno stesso, se il Pallu, morendo, non avesse creato suo vicario apostolico Gregorio Lopez, che i missionari francesi si ostinavano a non voler riconoscere. Il D. C. compose pacificamente anche questa lite con la divisione territoriale della regione. Al Lopez assegnò per sede Nanchino e come segretario il p. Giovanni-Francesco Nicolai, più tardi fatto vescovo, ritenendo per sé le province di Tze-Kiang, Hukwang, Szechidan e Kwei-chow, e scegliendosi come socio visitatore il p. Basilio da Gemona, in seguito vicario apostolico nello Shensi. Questioni assai più fastidiose gli vennero suscitate per parte del re del Portogallo, Pietro II, per il diritto di patronato che questi vantava in quelle missioni: per cui fu da lui nominato vescovo di Nanchino (1692) e quindi, prima ancora che gli giungessero le bolle da Roma, trasferito alla sede di Pechino. Vi pervenne nel 1700, ma non poté stabilirvi la sua dimora, perché non gradito ai missionari di Ordine e nazione diversi, anzi neppure ai suoi stessi confratelli dello Shantung, sotto pretesto d'essere esenti dalla giurisdizione vescovile. Andò quindi ad abitare nella città di Lin-tsin-chow, in casa privata, lontano ca. 500 km. dalla sua sede episcopale, nella quale tuttavia penetrava di quando in quando di nascosto per amministrare la S. Cresima. Sempre benefico, ma pur sempre perseguitato e calunniato, finì di vivere come un solitario. Fu sepolto nel campo di un cristiano dal suo fedele amico p. Carlo Orazio da Casterano.

BIBL.: Pietro-Antonio da Venezia, Giardino serafico, I, Venezia 1710, p. 150 sg.; Marcellino da Civezza, Saggio di bibliografia, Prato 1879, p. 102; G. Ricci, Biografia di B. D. C., ms. nell'Archivio generale O.F.M.; id., La Missione francescana dell'Hunan meridionale, Bologna 1925, p. 16 sg.; id., Hierarchia Franciscana in Sinis, Wuchanc 1929, pp. 41-48; A. Van den Wyngaert, Sinica Franciscana, III, Quaracchi 1936, p. 539; id., Mgr Fr. Pallu et mgr Bernardin D. C., in Archivum Franciscanum historicum, 31 (1938), pp. 17-47; I. Beschin-I. Palazzolo, Martyrologium Franciscanum, Vicenza 1938, pp. 492-93; A. Chiappini, Orbis Seraphicus, II, parte 2ª: De missionibus O. F. M., Quaracchi 1945, p. 337 sg. Aniceto Chiappini
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“DELLA CERDA (CERDANO), ANTONIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 801. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/article/della-cerda-cerdano-antonio.